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LeeNoble

di Gualtiero Becchetti

Ha quasi 32 anni il pugile britannico Lee Noble (20-24-3; 3 ko). Non é mai stato un grande; il suo nome non ha mai occupato spazi importanti nei giornali sportivi; il suo volto non é forse mai comparso sugli schermi televisivi.

Eppure é un campionissimo egualmente. Un campionissimo come pochi altri al mondo...

Ha combattuto spessissimo da peso medio tra il 2010 e il 2014, gli anni probabilmente più belli della sua esistenza. La media di un match al mese. Forse saliva sul ring con così grande frequenza proprio perché non faceva una grande paura, privo di potenza com’era ed era perfetto per tenere a “battesimo” tanti suoi coetanei alle prime armi, bisognosi di farsi record ed esperienza.
Partiva  con la sacca sulle spalle dalla sua Barnsley, cittadina al centro dell’inghilterra tra Leeds e Shaffield, per recarsi dovunque lo chiamassero. A volte vinceva, a volte perdeva, ma sempre con estrema dignità e meritandosi in pieno ogni singola sterlina messa in tasca.

Poi, il 5 Settembre 2014, il vittorioso combattimento contro il lituano Kiril Psonko, proprio davanti ai propri concittadini. Una grande gioia.

L’ultima.

Subito dopo, per una di quelle atroci circostanze che lasciano senza parole, un controllo medico. Il dramma: cancro. Da quel momento il piccolo-grande pugile britannico si é battuto come un leone, con le riprese che si succedevano le une alle altre riservandogli improvvise crisi o veementi riscosse.

Un match durissimo, in salita, contro un avversario cattivo, imprevedibile e soprattutto senza regole e cavalleria.

Però le speranze andavano aumentando di round in round e all’altro angolo il rivale pareva sconcertato dal suo coraggio, s’indeboliva, rallentava, pareva quasi sull’orlo della sconfitta.

...Quasi

Pochi giorni fa, dopo un prolungato silenzio, Lee Noble ha contattato in rete i suoi amici, gli appassionati di boxe, tutti coloro che ha incrociato in palesta e sopra e sotto al ring nella sua ancora verde esistenza.

E ha scritto:

"Dopo aver visto il mio medico oggi, purtroppo io e la mia famiglia abbiamo ricevuto le cattive notizie che temevamo. Il cancro è tornato nel mio cervello e nel midollo osseo. Il cancro è terminale. Non smetterò di combattere fino all'ultimo respiro. Grazie per il sostegno di tutti".

Il World Boxing Council e il suo presidente Mauricio Sulaimán, venuti a conoscenza della crudele circostanza, hanno espresso ammirazione e rispetto per la valorosa battaglia che Noble ha sostenuto con indomito coraggio e l’ha nominato Campione del Mondo Wbc ad Honorem.

Il più grande.

Forza, Lee! Forza-forza-forza sino all’ultimo gong e che Dio ti sta accanto e ti sostenga, all'angolo, sino alla fine.

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