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Blandamura sfida il picchiatore Murata, un mondiale in salita

di Dario Torromeo

Lele lo sa.

L’adrenalina accumulata in questi giorni, presto si trasformerà in tensione.
Lele conosce la trama, il teatro della rappresentazione e chi dividerà con lui il palcoscenico.

3-10 Shin-Yokohama, Kohoku-ku, Yokohama-shi, Kanagawa.

È il luogo della sfida. In quell’Arena, a meno di 40 chilometri da Tokyo, si gioca il futuro.

L'altro si chiama Ryota Murata, detiene il mondiale Wba dei medi. Ed è  il netto favorito. Tanto per rendere l'idea: mercoledì 11 aprile Bet365 quotava il campione a 1.02 (un euro per vincerne 1.02), lo sfidante a 13 (un euro per vincerne 13); William Hill offriva il giapponese a 1.03 e l'italiano a 11.

Chiarito il concetto, cerco di capire cosa possa riservare questo match a Emanuele Blandamura.

Il giapponese ha pugno potente e freschezza atletica, è più giovane e meglio strutturato fisicamente. Ed è in una fase di transizione. Sta cercando di modificare l'atteggiamento tattico sul ring. La forza che ha nel destro, comunque lo porti: diretto, gancio e montante, ne ha condizionato finora le scelte. È spesso andato in avanti a caccia del colpo da ko, quello che gli permette di chiudere la sfida. C’è riuscito in dieci match su quattordici. Ora, un po’ per migliorare l’immagine pugilistica sul piano internazionale, un po’ per rischiare di meno, ha deciso di frenare la sua irruenza.

Sarà più paziente, meno esuberante, più attento. Così almeno dice, non so se credergli. A 32 anni è difficile modificare il modo di gestire un incontro.

E Blandamura?

Ho cercato e trovato una mia chiave di lettura, mi permette di vedere il futuro in modo meno drastico di quanto non facciano i bookmaker e concede un appiglio ai molti amici che hanno speso parole di fiducia per Lele.

C’è nel record del pugile italiano un match a cui mi affido quando voglio convincermi che l'ipotesi di una clamorosa sorpresa possa in qualche modo reggere. È il combattimento con Billy Joe Saunders per il titolo europeo. Ma come, dirà qualcuno, ha perso per ko e lo prendi come elemento a sostegno per un possibile ribaltamento del pronostico contro un picchiatore come Murata?

Domanda legittima. E allora, provo a spiegarmi meglio.

Spesso Lele mi ha detto: “Sono fiero delle sconfitte che ho vinto”. Frase criptica, ermetica. Decodificata vuol dire che alcune battute d’arresto gli hanno lasciato un’esperienza positiva. Ha imparato dai suoi errori. Quel ko all’ottavo round è stato terribile, devastante. Ma fino al momento in cui un’imperdonabile distrazione ha permesso a Billy Joe di piazzare il gancio vincente, Blandamura è stato nel match. Da co-protagonista, non da semplice comprimario. E Saunders è un campione (forse) più forte di Murata.

Lele non ha la dinamite nei pugni, questo è cosa nota. Ma è capace di svolgere un grande lavoro, di affogare con ritmi alti e continuo movimento l’avversario. Lo so benissimo, potrebbe non bastare, potrebbe essere troppo poco per un ariete come il giapponese. Ma se riuscisse a ripetere per tutti e dodici i round il rendimento avuto contro Saunders, ne sono sicuro, uscirebbe a testa alta dall'Arena.

È in ottime condizioni, lui dice che il modo in cui Marco Rustichelli lo ha accompagnato lungo il cammino ne ha stravolto l'identità pugilistica. Si sente rinato atleticamente e più forte mentalmente. Ha maggiore fiducia in se stesso, senza che questo renda indispensabile modificare l'atteggiamento tattico sul ring. Sa che a 38 anni si trova davanti l’ultimo treno che passa in stazione. O lo prende al volo, o sarà meglio pensare ad altro.

So benissimo che Blandamura è sfavorito. Ma, a differenza di chi non pensa meritasse questa occasione, io sono convinto che se la sia conquistata con pieno diritto. L'ha meritata per l’amore con cui ha abbracciato un mestiere difficile come quello del pugilatore, per la passione che ha messo in ogni giorno di allenamento, per il titolo europeo portato a casa contro Signani, per la vittoria in trasferta contro Nader, per le sette riprese e mezzo con Saunders.

E poi c’è Eugenio Agnuzzi, il maestro (nella foto sopra, da sinistra in senso orario: Blandamura, Agnuzzi, Christian Cherchi, Federico Giorgi). Poggia anche su di lui la possibilità di un risultato a sorpresa. È un tecnico abile e preparato. Sa come gestire Lele, ha con il pugile un’empatia totale.

Insomma, da parte italiana c’è la consapevolezza di affrontare un ostacolo terribile. Ma anche la certezza di essere pronti a dare il massimo. Non so se basterà, ci vorrebbe il match perfetto per venire a capo di una sfida così complessa. Perché ogni volta che vedo i filmati di Murata mi dico che quel destro lì, ma anche il gancio sinistro, provoca danni seri.

Temo i round iniziali. Le prime tre riprese saranno un mistero che potremo risolvere solo vivendolo. Tensione, sovraccarico di responsabilità, eccesso di adrenalina potrebbero condizionare il rendimento di Blandamura, renderlo meno reattivo, addirittura passivo davanti all’azione del campione. Penso però che non sarebbe da lui. Ma so anche che il primo esame mondiale, in un altro continente, davanti a migliaia e migliaia di tifosi avversari è un’esperienza difficile da decifrare anticipatamente.

(sotto la copertina del romanzo che racconta la drammatica, commovente, esaltante storia di Lele. Da maggio in libreria e nei principali store online)

Quando immagino cosa potrebbe accadere domenica 15 aprile sul ring di Yokohama, mi dico che se dovessi affidarmi al raziocinio dovrei formulare un solo, inevitabile pronostico.
Ryota Murata è il chiaro favorito.
L’ho detto all’inizio di questo articolo, lo ribadisco in chiusura.
Ma il guerriero del Nuovo Salario, l’uomo che ama la nobilità e il coraggio del popolo Siuox, il ragazzo che ha vissuto una drammatica infanzia, il figlio che ha inseguito i genitori, il pugile che ha sofferto ogni vittoria e si è guadagnato ogni traguardo, meriterebbe un finale da applausi.

La boxe è uno sport che non guarda in faccia a nessuno. Ma chissà, magari stavolta potrebbe lasciarsi ammaliare dal pugilato generoso al limite dell’impossibile di Emanuele Blandamura, lo sfidante italiano.

I PROTAGONISTI

Ryota Murata
Campione del mondo Wba
13-1-0, 10 ko, 77% di ko
32 anni
1.83 di altezza, 1.88 di allungo
Ultimi tre match

Bruno Sandoval (19-1-1) + ko 3
Hassan N’Dam Jikam (35-2-0) – SD 12 (117-110, 111-116, 112-115); Mondiale Wba medi
Hassan N’Dam Jikam (36-2-0) + kot 7; Mondiale Wba medi

Emanuele Felice Blandamura
Numero 6 classifica Wba
27-2-0, 5 ko, 17% di ko
38 anni
1.78 altezza, 1.81 allungo

Ultimi tre match

Goran Milenkov (12-10-0) p. 6
Matteo Signani (23-4-3) SD 12 (113-115, 116-112, 115-113); europeo medi
Alessandro Goddi (30-1-1) p. 12 europeo medi

IN TELEVISIONE
Domenica
15 aprile, diretta su FoxSports (canale 204 del bouquet di Sky) con inizio alle ore 12:45. Ore 13:00 mosca: Dalgo Higa (15-0) vs Cristofer Rosales (26-3-0). Ore 14:00 medi (mondiale Wba) Ryota Murata (13-1-0) vs Emanuele Blandamura (27-2-0). Repliche, domenica 15 (canale 205 del bouquet di Sky): ore 19:15 e 21:45. Telecronista Mario Giambuzzi, commento tecnico Alessandro Duran.

IL PROGRAMMA
Mosca: Dalgo Higa (15-0) vs Cristofer Rosales (26-3-0); medi (mondiale Wba) Ryota Murata (13-1-0, 72,575 kg) vs Emanuele Blandamura (27-2-0, 72,370 kg). Arbitro: Raul Caiz; giudici: RObert Hayle, Carlos Sucre, Alfredo Palanco; supermosca: Junto Nakatani (14-0) vs Mario Andrade (13-6-5); superleggeri: Shawn Oda (7-0) vs Roldan Aldea (12-4-1); gallo: Rui Ikari (1-0-2) vs Musashi Ichijo (2-2-0); supergallo: Shinnosuke Kimoto (3-1-0) vs Tomoya Kishine (3-2-1); mosca: Kosuke Hasegawa (1-3-0) vs Haruki Usui (0-0-1).

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