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Golovkin e Alvarez di nuovo di fronte a Las Vegas

Veleni e rancori di una rivincita difficile in tutti i sensi

 

Altre volte ci sono state rivincite al veleno ma è difficile trovarne una più avvelenata e astiosa di quella fra Gennady Golovkin e Saul "Canelo" Alvarez che andrà in scena sabato sera alla T-Mobile Arena di Las Vegas a un anno esatto  dalla prima polemica sfida. Ripercorriamo velocemente quanto successe allora e quanto è successo DA allora. Il primo match finì in parità, almeno secondo i giudici, perché la grande maggioranza degli osservatori competenti aveva vincente Golovkin sia pure di stretta misura. A complicare le cose vi fu il verdetto della giudice Adelaide Byrd, che compilò un ridicolo cartellino di 118-110 a favore del pugile messicano, e rovinò tutto perché chiaramente era totalmente fuori dal match e un altro giudice avrebbe probabilmente messo a posto le cose. Naturalmente entrambi i clan sostennero di avere vinto, con più convinzione ovviamente quello di Golovkin che era dalla parte della ragione.
Le trattative per una rivincita considerata inevitabile furono subito difficili anche per motivi economici, ma si sapeva che il match si sarebbe rifatto e difatti fu fissata una data ad inizio maggio. Tutto saltò per aria quando Alvarez non superò un test antidoping dando la colpa alla carne messicana contaminata dagli anabolizzanti. Alvarez fu blandamente squalificato con effetto retroattivo ed è inutile raccontarsi storie, la sospensione fu breve perché altrimenti questo affare sarebbe saltato per sempre. Il clan di Golovkin non ha mai voluto accettare le spiegazioni innocentiste del messicano e si è trovato comunque in difficoltà perché pur essendo di Golovkin le cinture in palio, l'accordo economico alla fine trovato premia in ogni caso lo sfidante sia pure in misura minore rispetto al match precedente. Fra i due pugili sono volate parole grosse e per una volta tutto è sembrato persino genuino. Il risultato però è che, pur attesissima, questa rivincita ha un sapore non gradevole a cui solo un risultato chiaro ed inoppugnabile può fare da antidoto.
Passiamo ora alla parte pugilistica di tutto questo affare. Nel primo match Alvarez partì meglio ma fece davvero troppo poco, spesso appoggiato alle corde, nella lunga fase centrale del match per poi rinvenire bene nel finale. Non abbastanza secondo noi e non certo solo secondo noi. Altre cose dette da quel match furono che Alvarez si dimostrò in grado di assorbire i micidiali colpi del pugile kazako e che lo stesso Golovkin, cosa che si era vista anche nel match contro Daniel Jacobs, calò nella parte finale dell'incontro. Che ciò fosse avvenuto per l'età o per la disabitudine del kazako a fare tutte le riprese è tuttora da stabilire. D'altra parte il dominio anche tecnico esercitato da Golovkin nella fase centrale fu molto evidente come se il più piccolo Alvarez non avesse le armi per opporsi a un rivale che era nel suo momento migliore del match. Cosa è successo da un anno a questa parte? Alvarez non ha più combattuto e certo questo non gli offre un vantaggio. Un vantaggio che però gli è offerto dall'età di Golovkin, 36 anni e mezzo contro 28, un dato non da poco. Golovkin però a maggio ha combattuto lo stesso ed ha demolito, se non distrutto, Vanes Martirosyan al 2° round. Però Martirosyan è in realtà un superwelter, non un vero peso medio e di lui da anni erano noti limiti ed incapacità di progredire. Diciamo che più che altro Golovkin ha sfogato su di lui la sua rabbia per la faccenda doping che ha rinviato la rivincita con Canelo. E c'è un altra incogita. Davvero Alvarez è colpevole di incauto controllo o piuttosto è un dopato  che finalmente è stato scoperto? In questo caso quale sarà il suo rendimento senza l'aiuto della chimica?
Abel Sanchez, il trainer di Golovkin, ha dichiarato che nulla cambierà nella strategia e nella tattica del suo pugile perché ritiene che il suo protetto abbia vinto il primo match. Eppure dovrà cambiare sì qualcosa perché è inutile nascondersi che se l'incontro sarà sul filo del rasoio Golovkin a Las Vegas giochi fuori casa. Magari sarebbe utile un approccio più deciso all'inizio del match e provare a risolverlo anzitempo. Dall'altra parte Canelo dovrà cercare di mantenere continuità d'azione e trovarsi meno spesso inchiodato alle corde, impresa non semplice di fronte a un pugile come Golovkin che è a bravissimo a
tagliare il ring.
Esprimere un pronostico stavolta è come districarsi in un ginepraio. Il cuore direbbe Golovkin ma a volte seguire il cuore e non la ragione porta a sbagliare. Ciò che più conta, per noi e per il bene della boxe, è che questa volta tutto sia chiaro e limpido e che vinca, davvero, il migliore.
 

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