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Bordo Ring

Crawford-Khan: allo sfavorito inglese serve una vera impresa

 

Scontro fra carismatici welter al Madison

 

Un sabato combatte e stravince Vasyl Lomachenko, il sabato dopo tocca a Terence Crawford provare a fare lo stesso. In entrambi i casi contro pugili inglesi ma la cosa importante è che i due migliori pugili del mondo continuano un confronto a distanza in attesa, forse, di un match fra loro che non sembra più impossibile come un tempo. Ma nella boxe, si sa, è bene essere concentrati su un ostacolo alla volta e certamente Crawford sarà concentrato sul match fra pesi welter di sabato sera al Madison Square Garden contro Amir Khan. Un match che lo vede nei panni del netto favorito.

Khan (33-4, 20 K.O.) ha ora 32 anni, solo uno più di Crawford ma sul ring non conta solo l'età anagrafica ma anche quanto tempo si è combattuto a un certo livello e come. Khan a 17 anni era medaglia d'argento olimpica alle Olimpiadi di Atene del 2004, a 18 ha debuttato al professionismo. Crawford (34-0, 25 K.O.) non ha un record dilettantistico comparabile a quello di Khan ed è passato professionista a 20 anni, non una grande differenza quindi ma certamente diverso il percorso seguito dai due, subito importante per l'attesissimo Khan, molto più graduale per l'americano.

 

Khan è stato campione di sigla in due categorie, superleggeri e welter, dopo aver raggiunto titoli regionali fra i leggeri. Eppure, nonostante abbia battuto uomini come Kotelnik, Malignaggi, Judah, Molina, Julio Diaz, Collazo, Alexander e Algieri la sensazione è che non abbia fatto ciò che ci si aspettava da lui quando era considerato l'erede di Oscar De La Hoya, il nuovo Golden Boy della boxe mondiale. Il pugile inglese di origine pakistana si è sempre portato dietro la maledizione di essere considerato fragile, di avere in sostanza la mascella di vetro. Tre delle sue quattro sconfitte, quelle con Prescott, Danny Garcia e Canelo Alvarez sono avvenute prima del limite ma soprattutto l'inglese è andato spesso al tappeto anche negli incontri che ha finito poi col vincere. Non è mai stato nemmeno un picchiatore ma certamente uno dalla boxe scintillante basata su mani molto veloci e, viste le sue lacune di incassaggio, a volte su una eccessiva imprudente spregiudicatezza.

Una scelta certamente imprrovvida è stata quella di affrontare Canelo Alvarez con un salto fra i pesi medi che gli è costato un durissimo K.O. e una sosta di quasi 2 anni durante i quali si è spesso pensato a lui come a un ex pugile. Nel secondo match di rientro, contro Samuel Vargas, Khan ha sì vinto ma ancora una volta è andato per terra in una occasione ed è stato vicino a tornarci in un'altra. La sensazione è che comunque abbia già lasciato il meglio di sè in tanti anni di ring.

Crawford non ha neppure lontanamente avuto il seguito nè le attese che circondavano Khan quando è passato professionista. Proveniente dal Nebraska, zona depressa della boxe statunitense, Crawford si è imposto all'attenzione di tutti andando a vincere in Scozia contro il locale Ricky Burns circa 5 anni fa. Da allora è stata una cavalcata trionfale che lo ha visto imporsi a volte molto facilmente contro rivali come Gamboa, Beltran, Postol, Molina, Indongo, Horn, Jose Benavidez per tacere di altri. Capace di combattere in entrambe le guardie ha ultimamente la propensione a mettersi soprattutto in guardia destra. Come del resto Lomachenko non è un picchiatore ma quando l'avversatio è in difficoltà pochi pugili hanno la capacità che ha lui di chiudere un combattimento.

E' veloce, porta tutti  i colpi del repertorio, lo ricordiamo al tappeto brevemente solo contro Gamboa, è in una parola un fuoriclasse. Onestamente sarebbe il favorito anche se incontrasse il miglior Khan, quello che sembra appartenere al passato. Al Madison Square Garden di New York, arena storica per un importante incontro quindi, le possibilità dell'inglese sembrano poche. Ci si aspetta che inizialmente Khan sia dentro al match e colga qualche successo parziale per poi cedere la strada a Crawford per una possibile vittoria prima del limite. Vedremo se sarà davvero così.

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