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Bologna: Bencivenga e Paccapelo danno spettacolo

Risultati immagini per una bistecca di Jack London
 
Nella Dilettantistica organizzata da Moreno Barbi al Parco Nord ha infiammato il pubblico la sfida generazionale fra il ragazzo della Pugilistica Regis (Bencivenga ha 18 anni) e il maestro della Bononia Boxe, ancora molto tonico, che ha 39 anni e che non ha ancora perso da quando è tornato a combattere dopo una sosta di sei anni. Match intenso, fisico, verdetto di parità.
di Maurizio Roveri
La Boxe è, notoriamente, lo sport capace di produrre le emozioni più intense, le sfide più appassionanti, le sensazioni più forti. Appassionano in particolare, e incuriosiscono, e fanno discutere i fan, le grandi sfide generazionali. Quando cioè incrociano i loro destini pugili che appartengono a generazioni differenti: da una parte, il “nuovo” che avanza, il ragazzo emergente; dall’altra, il vecchio pugile che non vuol farsi tradire dal tempo che inesorabilmente passa e cerca di resistere ancora. 
Lessi, tanti tanti anni fa, un bellissimo racconto di sport. Scritto in maniera talmente magistrale e coinvolgente che… non mi sarei mai stancato di leggerlo e rileggerlo. Anche adesso, di tanto in tanto, mi divoro… “Una bistecca”, frutto della creatività di quel sublime maestro della scrittura che è stato Jack London. John Griffith Chaney era il vero nome di questo grandissimo scrittore-giornalista-saggista, conosciuto come Jack London, personaggio dalla vita vita romanzesca e irrequieta, cresciuto come un ragazzo di strada, fra ladri e contrabbandieri, nella San Francisco di fine ‘800. Attivissimo, curioso, una vita breve (morì all’età di 41 anni) ma gonfia di emozioni, avventurosa e vagabonda, innamorato del mare, autore di numerosi libri di enorme successo, fra i quali capolavori come “Il richiamo della foresta” e “Zanna bianca”. Jack London ha scritto anche appassionanti racconti di sport. 
“Una bistecca” descrive - con bel ritmo, con stile giornalistico - una sfida di boxe. E’ un “pezzo” classico del famoso scrittore statunitense. Dalla sua mente, dalla sua penna, era uscito il personaggio di Tom King, vecchio pugile ormai stanco e logoro da anni di dure battaglie. Ma costretto, a quarant’anni suonati, a combattere ancora. A salire di nuovo sul ring. Spinto dalla fame. Una famiglia da mantenere:  sua moglie, i due bambini. Vent’anni prima, quand’era giovane e vinceva sempre, aveva avuto successo e tanti amici attorno. Però… ora era vecchio, le mani doloranti di chi aveva trascorso una vita a dare pugni, combatteva in incontri ormai di secondo piano, e gli “amici” d’una volta non lo aiutavano più. Aveva debiti. E quel giorno il macellaio gli aveva negato una bistecca. Non gli faceva più credito. E lui, quella bistecca, la sognava. Ne avrebbe avuto bisogno, prima di andare a combattere contro un ragazzo tanto più giovane ed energico. Tom King non aveva avuto l’opportunità di prepararsi bene per quel match, non aveva uno sparring. E si era alzato dalla tavola che aveva ancora fame, anche se quel poco che c’era in casa l’aveva mangiato tutto lui: la moglie aveva digiunato e i bambini erano stati mandati a letto presto perchè potessero - così - dimenticare d’avere saltato la cena. Tom King si sentiva vuoto. Avesse potuto mangiare quella bistecca! Avrebbe avuto più forze! Fece due miglia a piedi, per arrivare al locale - il Gaiety - dove si sarebbe tenuto il combattimento con un ragazzo che arrivava dalla Nuova Zelanda. Si spogliò lentamente, macchinosamente. Era già sul ring, seduto sullo sgabello, quando fece il suo ingresso il ragazzo che di lì a poco avrebbe incontrato. Tom King ne ammirò la struttura fisica e vide in quel Sandel l’immagine della Giovinezza, la “giovinezza che avanzava esultante e invincibile, coi muscoli elastici e la pelle lucida come seta, col cuore ed i polmoni che non sono mai stati stanchi”.
Tom King passò le prime riprese senza tirare un pugno, o quasi. Risparmiava le energie, lasciava sfogare il giovane Sandel affinchè si stancasse. Poi, quando baldanzoso Sandel si fece tradire dall’irruenza e si scoprì, il vecchio campione colpì duro. Due volte. E per due volte il giovane avversario andò al tappeto. Però Sandel era pieno di energie, di vitalità, entrambe le volte si rialzò e riprese a combattere. Tom King fece ricorso a tutta l’esperienza e ai trucchi del mestiere. Al nono round Sandel cadde ancora per tre volte, ma ogni volta riusciva a rialzarsi. La sua resistenza era superba. Alla fine del decimo round Sandel sembrava knock out in piedi, il gong lo salvò. Era giovane, forte fisicamente. Il minuto d’intervallo gli permise di recuperare. Tom King no. Il vecchio Tom aveva già speso tanto, si sentì improvvisamente stanco. Però, ora non si risparmiava più e all’undicesimo round tornò a spedire al tappeto Sandel. Sembrava che stavolta il ragazzo non potesse riprendere a combattere. E invece… al “nove” era sorprendentemente in piedi. Frastornato, ma in piedi. Tom King guardava affaticato e deluso. Aveva sperato ardentemente che il suo giovane avversario non ce l’avesse fatta. Tom combatteva non per il futuro, ma per quei trenta “quid” da portare a casa. E aiutare la sua famiglia. A mangiare, almeno. 
Il combattimento proseguiva, e Tom non aveva più forze. Le gambe, sempre più pesanti, gli facevano male. “E gli era venuta meno  la bistecca desiderata fin dal mattino. Un forte e terribile rancore nacque in lui per i macellai che non gli avevano fatto credito”.
Tom King cercò ancora un buon colpo, ma non lo trovò più. Non aveva più forza. E le mani pesanti avevano perso rapidità. Portò Sandel in clinch e si accorse che la Giovinezza si era ripresa. Sandel cresceva minuto dopo minuto. E il vecchio Tom King vide il pugno indirizzato verso la sua guancia, cercò di ripararsi, ma il braccio era pesante e non riuscì ad alzarlo per proteggersi. “Poi il pugno guantato giunse a destinazione. King provò il duro colpo simile a una scarica elettrica e, simultaneamente,fu circondato dalla oscurità”.
Ho voluto condensare in poche righe il racconto composto da Jack London (riportando qualche passaggio del grande scrittore californiano) perchè ritengo che “Una bistecca” sia uno dei pezzi di letteratura più suggestivi scritti sulla boxe. E’ del 1909.
Il confronto fra pugili di generazioni diverse ha sempre attirato l’attenzione della gente. La più recente sfida generazionale, ad altissimo livello, è andata in scena il 29 aprile scorso allo stadio di Wembley quando 90 mila spettatori… hanno d’assalto il leggendario tempio del calcio per assistere al prestigioso Mondiale dei massimi fra il ventisettenne Anthony Joshua (al diciannovesimo match della sua carriera professionistica, rimasta imbattuta, e cominciata nel 2013, dopo l’oro olimpico di Londra) e Vladimir Klitchkho l’ucraino quarantunenne che in passato per anni è stato il re dei massimi, arrivato al combattimento professionistico numero 69 la sera di Wembley. 
GRANDI EMOZIONI DA UNA PICCOLA RIUNIONE - La boxe può coinvolgere ed emozionare sempre, a qualsiasi latitudine, a qualsiasi livello. E allora, vi propongo una storia uscita da una piccola ma dignitosissima riunione dilettantistica di quasi periferia, di quelle riunioni dove i pugili salgono sul ring per… due euro, ragazzi che combattono per pura passione, per la soddisfazione di un applauso, per sentire sulla pelle il brivido del verdetto.
La tensostruttura della Fest’Unità, al Parco Nord d Bologna, è la location di questa riunione che si è tenuta alcuni giorni fa. Fortemente voluta da un innamorato di sport, politico giovane e molto attivo, Giampiero Ceccardi, Responsabile del Dipartimento Sport presso il Partito Democratico di Bologna. Ceccardi è riuscito a riportare il pugilato nel tradizionale evento settembrino al Parco Nord. Affidando l’organizzazione d’una interessante Dilettantistica alle capacità di Moreno Barbi, il tecnico e “l’anima” della Pugilistica Regis. Una riunione realizzata in tutta umiltà, in grado tuttavia di entusiasmare e strappare applausi al pubblico presente. Il segreto per l’esito felice d’una riunione pugilistica sta nella scelta degli accoppiamenti. Saper proporre combattimenti equilibrati, e confronti fra pugili che abbiano caratteristiche tali da produrre spettacolo.
Bencivenga con allenatore Barbi

Il peso medio Simone Bencivenga, 18 anni, assieme al suo maestro Moreno Barbi

 
Ad infiammare il pubblico è stato principalmente il match che ha visto un ragazzo diciottenne,  Simone Bencivenga (Pugilistica Regis), opposto ad un veterano di vasta esperienza e sapienza,  Matteo Paccapelo (Bononia Boxe), 39 anni. 
Due generazioni a confronto. Una sfida intensissima. Un match dilettantistico fra i più beli che ho visto quest’anno.
Oltre ai ventuno anni di differenza (che è già una cosa che fa effetto…), a rendere particolare questo combattimento il fatto che Matteo Paccapelo sia anche un insegnante di pugilato. E’ il tecnico - bravo - della Bononia Boxe. Aveva lasciato l’attività agonistica nel 2010. Dopo una decina di incontri. Per dedicarsi all’insegnamento della Noble Art. Improvvisamente, 6 anni più tardi, nel 2016, Matteo viene folgorato da una… pazza idea: tornare a combattere. Il fisico è reattivo e resistente. Il ritmo e il fiato sono ok. E allora, perchè non riprovarci? Riscoprire certe emozioni, sentire ancora sul ring i brividi d’una volta. A convincerlo completamente sono state l’anno scorso le parole di un suo ex-allievo. “Sì, Gianmarco Ciofani. L’ho allenato, poi lui è andato a fare il professionista ma mi ha detto: Sai che sei ancora buono per combattere!”. Paccapelo ha fatto il rientro il 23 agosto 2016 a Molinella. Incontro pari. Incoraggiante per uno che non faceva più il pugilato agonistico da sei anni. Poi, una vittoria nel febbraio di questo 2017, in trasferta, vicino a Perugia. Un altro successo, molto bello, colto il 2 settembre e ancora fuori casa, a Porto San Giorgio. E infine, dopo appena tredici giorni, eccolo ancora sul ring. La sera del 15 settembre (venerdì della settimana scorsa). E’ il match più impegnativo. Lui lo interpreta ottimamente, portando colpi belli, puliti, tecnici, sapendo dove mettere le mani. Il ragazzo che ha di fronte, però, non si lascia intimidire. Si fa sorprendere un po’ - nel primo round - dalla rapidità di Paccapelo, ma poi si sblocca, alza il ritmo, capisce che deve far valere la propria fisicità. Simone Bencivenga è di struttura robusta. E’ ragazzone solido, ed è attivo ed energico nei corpo a corpo. Paccapelo gli “regala” qualche chiletto. Il pugile-insegnante della Bononia Boxe racconta:  “Bella battaglia. Sfida appassionante. Lui ha vent’anni di meno, è un ragazzo in crescita, fisicamente più pesante di me e infatti sentivo un po’ la fatica quando mi portava con la sua mole alle corde e io cercavo di uscire, di venir via da lì. Tutto sommato, sono contento. Battaglia vera, corretta, abbiamo caricato i colpi, non ci siamo risparmiati mai e la gente che era a vedere ha chiaramente apprezzato. E il verdetto di parità va bene per entrambi”.
Soddisfatto anche Simone Bencivenga. Prestazione decisamente convincente, la sua. Mica semplice affrontare un insegnante di boxe, ancora fisicamente in grado di fare bene il pugile. Eh no, non è semplice per niente: perchè Paccapelo sa come e quando portare i colpi, e li porta proprio come quotidianamente li insegna nella sua palestra. Sa stare sul ring e usare l’esperienza. Ebbene: l’aver tenuto testa ad un Maestro di boxe, dotato fra l’altro di mani pesantine, va interpretato in maniera positiva e incoraggiante. C’era il rischio, per un diciottenne, di andare incontro anche ad una brutta figura. Invece no. Simone ha retto. Dimostrando orgoglio, determinazione e la mentalità giusta. Moreno Barbi, il tecnico della Regis, è chiaramente contento della prestazione de suo giovane pugile. “Adesso Simone ha l’opportunità finalmente di prepararsi bene, di allenarsi con regolarità. Già si è visto il miglioramento. Un anno fa non avrebbe retto un combattimento così intenso, così fisico. In particolare mi è piaciuta la capacità di reagire quando ha incassato dei colpi, ad esempio dopo aver perso la prima ripresa. La seconda ripresa l’ha pareggiata o forse vinta, e il terzo round è stato tutto suo: ha chiuso davvero molto bene”.
Suppongo che Simone Bencivenga, peso medio, sarà fra gli interpreti a Bologna del “San Petronio Pugilistico”, che la Regis di Moreno Barbi metterà in scena il 4 ottobre.
Degli altri match della serata di venerdì scorso, da registrare la tranquilla vittoria di Michele Di Nauta (Padana Ferrara), al suo quarto successo. Chiaramente superiore ad Abdoulaye Diop, che ha subìto tre richiami ufficiali andando inevitabilmente incontro alla squalifica. 
Bravo, in crescita, il giovanissimo Kevin Mustafaj, 55 chili della Boxe Le Torri dalla boxe gradevole. Il ragazzo di Pesci (15 anni) ha battuto ai punti Juan Carlos Zambelli, in virtù soprattutto di un atterramento inflittogli nel primo round con un preciso colpo d’incontro.
Khwab Ali Medicina

Ali' Khawab (Boxing Club Medicina) accanto ai suoi tecnici: Vito Vilardo (a destra) e Montagnani.

Bene, molto bene, Alì Khawab, pakistano del Boxing Club Medicina, vittorioso a 1’13” del 1° round (l’avversario, Aldo Giomo, è stato fermato per “sospensione cautelare” dal suo maestro Alberti). Alì vive e lavora a Medicina, è allenato dall’aprile 2016 da Vito Vilardo, al suo attivo 15 match (8 vittorie, 1 pari e 6 sconfitte), ha 25 anni e probabilmente nei primi mesi del 2018 passerà professionista.
I RISULTATI
Categoria Junior, 55 chili: Kevin Mustafaj (Boxe Le Torri Bologna) batte Juan Carlos Zambelli (Station Crevalcore) ai punti.
Elite donne, kg 50: Alice Ognibene (Pugilistica Tranvieri Bologna) e Ilaria Spataro (Bononia Boxe Bologna) incontro pari.
Senior, kg 75: Daniel “Cuba” Quiroz (Boxe Le Torri) batte Jbala Ghawen (Padova Ring) ai punti.
Elite donne, kg 52: Elena Marin (Padova Ring) batte Fatima Raudi (Tranvieri Bologna) ai punti.
Senior, kg 75: Matteo Paccapelo (Bononia Boxe) e Simone Bencivenga (Pugilistica Regis Bologna) incontro pari.
Elite, kg 64: Alì Khawab (Boxing Club Medicina) batte Aldo Giomo (Salus et Virtus Piacenza) per sospensione cautelare al 1° round.
Senio, kg 69: Michele Di Nauta (Padana Vigor Ferrara) batteAbdoulaye Diop (Salus et Virtus Piacenza) per squalifica al 2° round.
Hanno diretto e giudicato gli arbitri Rossella Mulloni, Loris Farolfi, Christian Giannerini, Tomasz Harpula. 
 

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