Riflessioni individuali ad uso strettamente personale...
di Gualtiero Becchetti

One, two, three…Ma perché mi conti in inglese? Ma perché mi metti le mani quasi sotto al naso? Le orecchie mi ronzano e le voci sono lontane, rimbombano come se avessi la testa sott’acqua. Voglio alzarmi, voglio alzarmi ma le gambe non mi obbediscono e la mano con cui mi aggrappo alle corde per sollevarmi è come se fosse di un altro. Non ci riesco, non ci riesco!
Ecco l’arbitro che allarga le braccia…Ten!… Il maestro che mi sorregge e mi fa sedere sullo sgabello poi mi dice cose che non ascolto e non capisco mentre altri mi guardano quasi come si guarda un morto, con gli occhi bassi e increduli. Dalla parte opposta del ring è invece festa. Come li invidio…
Ho perso. Oddio! E ora che succederà?
Sotto alla doccia, nello spogliatoio silenzioso e solo le ombre come amiche, sento il dolore che affiora…Il naso, gli zigomi, le costole, i gomiti, persino la schiena mi fa male. Ma è nulla rispetto alla sofferenza che ho nel cuore. Ho perso. E’ crollato tutto e davanti ho un enorme abisso buio. Che farò? Cosa dirò a casa? Che ne sarà dei miei progetti, dei miei sogni coltivati per vent’anni e sprofondati stanotte in un attimo che neanche ricordo? Il lavoro, i figli, il mutuo da pagare, gli amici a cui spiegare qualcosa che non saprò spiegare…
Forse mi rifarò, ma ho paura e non sono sicuro che i cocci si potranno riparare.
Domani, dove andrò domani?
Ecco qualcuno che infila la testa nello spogliatoio sempre desolatamente vuoto di chi è stato sconfitto e mi dice che non è successo niente, che sono sempre io il campione, il n° 1…Ma vaffanculo! Ho perso, ho perso; questa è la cruda verità.
Mi dovrò reinventare la vita e sento che tutto s’è attorcigliato in me, dai muscoli alle viscere, alle speranze. Voglio stendermi, chiudere gli occhi, dormire…Ma non ci riuscirò. Attenderò l’alba filtrare sotto le finestre, piangendo, pensando, soffrendo…Magari il sole tra qualche ora renderà meno scuro l’abisso buio.
Per adesso ho perso, ho perso…Il cuore sanguina e sono disperatamente solo.
Rinascere. Questo soltanto potrò fare. Ma ne sarò capace?



