Lo sfidante risale la corrente dopo metà match
Si può capire che il pubblico di Londra non abbia apprezzato il verdetto che ha visto Lee Haskins vincitore di Stuart Hall alla O2 Arena in difesa del titolo di sigla IBF dei pesi gallo. E' comprensibile perché Hall ha fatto il match e perché Haskins è il tipico pugile che ti fa diventare matto e che il pubblico inglese non sempre può apprezzare. Al di là di questo il verdetto è stato giusto. Haskins ha vinto perché nelle prime riprese ha preso il comando del match, cosa che può accadere anche con un pugile come lui che combatte tutto, come dicono gli inglesi, sul piede dietro (on the back foot).
Mancino, guardia aperta col sinistro platealmente basso, schivate in arretramento della testa quindi non canoniche e veloci repliche in serie a due mani, questo è Haskins. Hall, che pure lo conosceva bene avendoci già nettamente perso anni fa, gli ha lasciato troppo spazio e ha innalzato il ritmo troppo tardi. Quando lo ha fatto Haskins è andato in sofferenza perché un po' era stanco e un po' Hall ha iniziato a portare più colpi e a far funzionare il diretto destro che entrava nella guardia aperta del rivale.
Haskins ha dovuto fare ricorso alle sue doti di orgoglio ma complessivamente è stato inferiore alla prestazione precedente contro Ivan Morales. Da notare l'abbraccio fra i due alla fine, dodici riprese di botte hanno cancellato mesi di polemiche. Punteggi 117-111, 116-112, 115-113.




