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Sarà Shakur Stevenson il nuovo Mayweather ??

 Ha soli 19 anni ma tra i cadetti e gli Youth  ha già vinto il titolo mondiale

 

 

Uno squarcio di luce si intravede all'orizzonte nella desolante situazione in cui versa il pugilato dilettantistico statunitense in funzione giochi olimpici.

Come già segnalato da Boxeringweb, saranno solo sei i pugili iscritti al torneo pugilistico della XXXI edizione dei giochi olimpici in programma a Rio de Janeiro nel prossimo mese di agosto.

Minimo storico per la squadra nazionale che ha segnato la storia di questo sport.

Tra questi sei però vi è un ragazzo che potrebbe rompere questo trend negativo e diventare la super star degli anni a venire, l'erede naturale nientemeno che di Floyd Mayweather.

Stiamo parlando di Shakur Stevenson, 19enne di Newark nel New Jersey, categoria di peso 56 kg.

E' sul di lui che sono puntati gli occhi degli appassionati e le speranze dei tecnici della squadra nazionale a stelle e strisce di vederlo salire sul gradino più alto del podio e non tornare casa a mani vuote.

Quello che impressiona di lui è il suo record internazionale fatto di 23 vittorie su altrettanti incontri disputati, successi che lo hanno visto conquistare la medaglia d'oro ai mondiali cadetti 2013, ai mondiali Youth 2014 e ai giochi olimpici Youth dello stesso anno. 

Ma vediamo di conoscerlo meglio.

Shakur è il maggiore di una famiglia di nove figli. Ama essere considerato il capo branco della famiglia cosi come è orgoglioso di rappresentare la sua città di nascita e di residenza, Newark, luogo purtroppo teatro di numerosi crimini violenti. 

La signora Malikah diede il nome di Shakur al figlio in onore del suo idolo Tupac Shakur, rapper, attivista e attore statunitense, 85 milioni di dischi venduti, considerato uno dei più influenti rapper di tutti i tempi, deceduto nel 1996 a soli 25 anni, freddato da quattro colpi di pistola sparati da un auto in corsa.

Bambino sveglio Shakur, con una predisposizione naturale a praticare sport, dote che non è sfuggita all'attento e premuroso nonno "Wali" Moses. A cinque, mentre iniziava ad imparare i primi rudimenti del baseball,  nonno Moses si accorge che il nipote ha un dono naturale, di quelli che ti manda il cielo. Un tempismo, una scelta di tempo eccezionali, doti fuori dal comune che avrebbero potuto esaltarsi praticando il pugilato.

A soli cinque anni nonno Moses inizia a portare Shakur a frequentare una palestra di pugilato e da quel momento non ne uscirà più. 

Al bambino l'ambiente della palestra piace, inizia ad appassionarsi al pugilato, a imparere i fondamentali, a seguire gli incontri in televisione e proprio dal piccolo schermo, a otto anni nel corso dei giochi di Atene 2004, scopre il personaggio, l'eroe  a cui ispirarsi. Stiamo parlando di André Ward vincitore della medaglia d'oro tra i medio massimi e in seguito campione mondiale professionisti tra i s.medi.

Da quel giorno il suo sogno, il suo obiettivo è quello di diventare campione olimpico.

Per anni la boxe assieme ad altri sport, baseball in primis, ha riempito la vita del ragazzino, ma a tredici anni Shakur rompe gli indugi e fa la sua scelta. Lascia il baseball e si dedica a tempo pieno al pugilato.

Nonno Moses, ricorda così quel momento: " C'è stato un periodo che dovevo svegliarlo per farlo andare a correre, per farlo andare in palestra, ma da quando ha deciso di sposare a tempo pieno il pugilato non c'è ne è stato più bisogno. Era sempre pronto, sempre preparato".

"Non credo che sia stato Shakur ha scegliere la boxe, ma la boxe ha scegliere lui".

Da quel momento la sua vita è dedicata interamente alla pratica del pugilato. Ragazzo d'oro, estremamente sensibile nonostante il suo modo gioioso di presentarsi. Molto legato alla madre e agli otto fratelli, oltre a nonno Moses sua guida morale e sportiva, Shakur non vede nella boxe solo il mezzo per realizzarsi ma l'occasione per aiutare la famiglia ad uscire dal ghetto, dalla povertà, responsabilità sempre presente e imprescindibile nel suo modo di essere. 

Per un ragazzo con tali motivazioni e con tali attitudini i risultati non tardano ad arrivare al punto che viene selezionato per i mondiali cadetti in programma nel mese di settembre 2013 a Kiev in Ucraina.

Shakur vince il torneo della categoria 52 kg, stracciando in finale il beniamino locale Ruslan Zubachuk.

Nel 2014 passa tra gli "Youth" e bissa il successo di Kiev conquistando la medaglia d'oro ai mondiali di categoria di Sofia dove in finale ha la meglio sull'inglese Muhammed Alì, altro grande talento che ritroverà a Rio sulla sua strada.

Il 2014 è anche l'anno della seconda edizione dei giochi olimpici "Youth" che si svolgono a Nanjing in Cina, torneo che si aggiudica superando nell'ordine il bulgaro Daniel Asenov, nuovamente Muhammed Alì e in finale il beniamino locale Lu Ping.

Il più grosso problema che ha turbato Stevenson nella sua trasferta cinese non sono stati gli avversari ma la cerimonia protocollare di premiazione successiva alla fine del torneo.

Nell'incontro con Lu Ping, Shakur si era procurato un taglio alla fronte, e per nessun motivo il ragazzino si sarebbe fatto immortalare dai fotografi con una tale menomazione. Contravvenendo al cerimoniale Stevenson nascose una bandana a stelle e strisce all'interno della conchiglia protettiva che tirò fuori al momento dell'esecuzione dell'inno nazionale.

Da quel momento Shukur indossò la bandana patriottica ad ogni suo successivo match,  accessorio che diventò così parte integrante del suo personaggio, sempre sorridente (ricorda Ray Leonard, un nero che piace anche ai bianchi) e che sicuramente potrà essere sfruttato a livello commerciale una volta diventato professionista. 

Conquistato l'oro olimpico "Youth" è arrivato il momento per Shakur di concentrare le sua attenzioni sui giochi di Rio 2016, dove è in palio l'oro vero.

Nel 2015 a 18 anni passa così tra i senior, proprio nell'immediata vigilia dei Trials, il micidiale e assurdo torneo di selezione che designa il rappresentate olimpico statunitense. 

Il percorso non è dei più agevoli, un vero tour de force.

Nella prima tappa, disputata nel mese di giugno a Colorado Spring, Stevenson deve arrendersi in semi finale a Robert Villa che lo aveva già battuto in una precedente occasione.

Si rifà a Baltimora, nel mese di settembre dove in finale supera Mikhail Montgomery.

Si decide tutto nel mese di dicembre a Reno, e Shakur non fallisce l'appuntamento superando nell'ordine Montgomery, Efrain Lopez, e la sua bestia nera Ruben Villa, battuto due volte nel contorto meccanismo del torneo.  

Adesso dalla partecipazione a Rio lo divide solo il torneo di qualificazione in programma bel mese di marzo a Buenos Aires in Argentina.

Anche in questa occasione nessuno riesce a reggere il passo con questo portentoso talento. Stevenson vince il torneo superando nell'ordine l'uruguayano Matias Bagnado, il venezuelano Jose Diaz e l'argentino Alberto Melian.

Adesso l'obiettivo è Rio de Janeiro, occasione che Shakur non vuole fallire (anche se si troverà di fronte "belve affamate" di grande spessore quali l'irlandese Michale Conlan,, campione mondiale 2015 e il cubano Robeisy Ramirez, campione olimpico 2012) e dove spera che a sostenerlo in tribuna vi siano nonno Moses e mamma Malikah, le persone più importanti della sua vita.

"La preparazione sta andando alla grande. Mi sento bene e sono molto fiducioso. Ho combattuto all'estero in 23 occasioni e ho vinto 23 volte e ha Rio ho intenzione di fare lo stesso. Non mi interessa chi mi troverò davanti".

A chi gli chiede se si sente preoccupato per la presenza dei professionisti, così risponde:

" Per nulla. I professionisti non sono abituati a combattere ogni giorno e a fare il peso ogni giorno. Inoltre il ritmo tra i dilettanti è sicuramente più intenso".

Due minuti dopo la fine dei giochi olimpici, sicuramente Stevenson passerà tra i professionisti e non osiamo immaginare l'asta che si aprirà tra le super potenze organizzative d'oltre oceano (Top Rank, Haymon, Golden Boy) per aggiudicarsi le prestazioni di questo fuoriclasse annunciato che potrebbe segnare un epoca. 

Con i primi soldi che guadagnerà ha già deciso di comprare una bella casa alla madre e agli otto fratelli, portando fuori tutti da Newark.  

Riuscirà Shakur a conquistare la medaglia d'oro olimpica a dodici anni di distanza dalla vittoria di Andrè Ward ???

Sarà lui l'erede di Floyd Mayweather come gli addetti ai lavori pronosticano.

Non lo sappiamo, ma sarà un grande piacere scoprirlo. 

Max

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