Il californiano a Montreal paga anche la scarsa preparazione
Sicuramente la nettissima vittoria ai punti del peso welter russo Dmitry Mikhaylenko è stata favorita dalla scarsa condizione del californiano Karim Mayfield ma riteniamo che comunque il russo avrebbe vinto tranquillamente questo match magari facendo un po' di fatica in più. Mayfield è stato bravo a tenere tutta la rotta prevista delle 10 riprese dopo essere stato chiamato meno di 15 giorni prima a sostituire un collega, ha cercato nella prima parte del match di aggredire ad inizio di ogni ripresa il suo avversario ma nella seconda parte delle riprese stesse lo si trovava in arretramento. Il californiano è un pugile che ha uno stile particolare, combatte con un compasso di gambe abbastanza ampio, si chiude abbassandosi, si sposta lateralmente in uscita e cerca di piazzare un gancio dopo essersi attaccato all'avversario. Mikhaylenko è tutto diverso e più classico, porta un enorme volume di colpi privilegiando le combinazioni, ha anche il montante sia destro che sinistro nel suo repertorio e un buon jab. Per la conformazione del viso è esposto alle ferite e ai gonfiori.
Nel macth con Mayfield il primo round è stato curiosamente privo dell'uso del jab, lo ha vinto Mikhaylenko ma è stato dal secondo che la sua supremazia si è accentuata. E' bastato che il russo iniziasse a usare il jab e che soprattutto cominciasse a prendere di mira i fianchi del californiano per farlo rallentare e boccheggiare. Questo è stato il percorso generale del match con Mayfield in serio pericolo solo poco prima del gong finale del sesto round. Nella parte finale del match Mikhaylenko si è fatto un po' meno preciso ma Mayfield non è mai riuscito ad impensierirlo. Tutto sommato però questo russo, che si allena nella palestra californiana di Robert Garcia a Oxnard ed ha spesso fatto lo sparring partner di Ruslan Provodnikov, non ci sembra avere la qualità nè la necessaria potenza per primeggiare in una categoria di così alto livello.



