L’europeo dei supermedi dura meno di un round: l’imbattuto inglese punisce l’irruenza del francese
di Matteo Biancareddu
Ieri sera, sul ring della Echo Arena di Liverpool, l’atteso match tra il francese Hadillah Mohoumadi (20-4-1, 15 KO) e l’inglese Callum Smith (19-0-0, 14 KO) per il titolo europeo dei supermedi è finito ancor prima di cominciare. Smith, venticinquenne di Liverpool, ha chiuso l’incontro già nella prima ripresa, mettendo KO l’avversario e strappandogli il titolo continentale. La sfida, per quanto breve, non ha lesinato emozioni, ma il suo esito non lascia alcun dubbio residuo circa la superiorità del vincitore, che ha raccolto il secondo KO al primo round consecutivo dopo quello imposto lo scorso novembre all’invitto connazionale Rocky Fielding. La vittoria di ieri servirà a Smith da viatico per accedere a un match con un titolo di sigla in palio, che non escluderemmo possa svolgersi già alla fine di quest’anno o all’inizio del prossimo. Mohoumadi, invece, si vedrà costretto a una nuova partenza dal basso che, all’età di trentacinque anni, non sarà cosa semplice né tantomeno scontata.
Premesso che l’esito del match non sarebbe potuto essere diverso nella sostanza, data la solare differenza tra le forze in campo, non c’è dubbio che il KO al primo round sia in gran parte figlio dell’approccio imprudente di Mohoumadi. Il francese è infatti partito lancia in resta e ha subito inchiodato alle corde l’avversario, tempestandolo di colpi al corpo e al volto. Smith, chiuso all’angolo, si è trincerato in una guardia “a guscio” che, pur lasciando filtrare qualche spiffero, aveva il merito di sporcare e smorzare quasi tutti i colpi, così da limitare al minimo i danni. L’errore di Mohoumadi è stato insistere a colpire per molti secondi i guantoni e gli avambracci di Smith, che stava asserragliato nella guardia in attesa del momento migliore per incrociare. E il momento arrivava quando il francese, dopo aver messo un montante destro (peraltro parzialmente a segno), ha caricato il gancio sinistro seguente: a quel punto, Smith ha contrattaccato portando a sua volta un gancio sinistro che ha anticipato quello del rivale, stampandosi d’incontro sul suo volto. Mohoumadi accusava visibilmente e indietreggiava per sfuggire all’inglese, che avanzava deciso a sfruttare il momento favorevole. Una volta accorciata la distanza, Smith avviava un impressionante lavoro di demolizione condotto a suon di ganci e montanti, peraltro abilmente combinati e variati.
Le repliche disperate di Mohoumadi fendevano l’aria perché il giovane inglese, a differenza del più esperto avversario, aveva l’accortezza di uscire dai colpi dopo averli portati, e approfittava dei colpi a vuoto sparacchiati dal francese per rientrare con efficacia. L’ultima, impetuosa azione di Smith aveva l’effetto di stringere il rivale alle corde e subissarlo di colpi, gli ultimi dei quali gratuiti, prima che l’arbitro intervenisse con ritardo a fermare l’incontro. Il longilineo Smith ci ha impressionati per la qualità del suo lavoro a corta distanza, che pure aveva già dimostrato di saper svolgere negli incontri precedenti. Ma attenzione: i KO al primo round sono spesso fuorvianti e talvolta persino deleteri, perché fomentano facili entusiasmi e insinuano nel vincitore l’illusione dell’invincibilità. E invece Callum Smith ha i suoi bei difetti: il fatto che non siano affiorati nel match di ieri non significa che non ci siano, ma solo che Mohoumadi non è risultato abbastanza forte e abile da evidenziarli.