Organizzatori e manager italiani
di Andrea Bacci
Con Davide Buccioni continuiamo la nostra piccola indagine scambiando opinioni con gli organizzatori e i manager italiani. Nonostante la giovane età, Buccioni è uno dei promoter di più antica militanza nel panorama pugilistico italiano, fa più che altro attività a Roma e dintorni dove le sue riunioni hanno sempre dati conformati a livello di presenza di pubblico.
-Davide, come vede il momento attuale della boxe italiana e soprattutto la presenza della Lega Pro Boxe?
-La Lega era un progetto che nelle intenzioni era ottimo. Aveva delle grandissime premesse. Con il passare del tempo questa importanza è andata scemando per mancanza di sponsor. Fino a che c'era la Infront le cose andavano bene, poi è mancato purtroppo il main sponsor, la grande ditta che veicola la sua immagine attraverso uno sport, come c'è per la Lega calcio o per la Lega pallacanestro. Adesso siamo davanti a un momento di transizione. Non ci sono sponsor, Deejay Tv ha abbandonato, fortuna che la Rai è tornata a mostrare un certo interesse, così come Sportitalia.
-Fare il promoter di boxe in questo momento non è proprio l'ideale...
-Vede, si fa tanto parlare dei pugili che non guadagnano e non vivono di sport. Nessuno sa che nemmeno i manager o gli organizzatori riescono a farlo. Io a Roma sono proprietario di quattro ristoranti che mi permettono di fare una vita tranquilla, la boxe e la mia attività di promoter è solo una droga cui non riesco a fare a meno, ma non è certo la mia fonte di guadagno principale. Per più di una manifestazione c'ho rimesso di tasca propria...
-Alla fine è tutta una questione di mancanza di soldi...
-Sa perché gli sponsor ci hanno abbandonato? Perché per anni è stato proposto un prodotto-pugilato ridicolo, che ha fatto del male ai pugili e di conseguenza a tutto l'ambiente. Per molti anni abbiamo assistito a riunioni con ko velocissimi, con incontri squilibrati, si sono proposte manifestazioni che terminavano dopo mezzora, incontro principale compreso. Gli spettatori che pagano il biglietto li puoi fregare una volta, poi non li freghi più. E così gli sponsor: nessuno ha voluto mettere la faccia su un prodotto che per troppo tempo è stato questo.
-La nota positiva è che quando si fanno riunioni serie la gente viene ad assistere sull'ordine delle migliaia di paganti...
-Certamente. Questo succede quando si propone, tipo come ha fatto Loreni venerdì scorso a Firenze, un prodotto ben fatto e ben organizzato. La crisi ha fatto venir fuori chi sa organizzare e chi no. Quando c'erano i soldi tutti erano capaci, solo che sono stati curati determinati orticelli a scapito di quello che è poi il prodotto generale. Io personalmente sto lavorando con Roma e molti mi chiedono come faccio a riempire sempre arene e palazzetti. Lo faccio perché propongo sempre match interessanti, tirati e dal difficile pronostico, perché ci aggiungo dei sottoclou all'altezza. Quando la gente viene a vedere le riunioni della BBT non se ne va mai scontenta.
-Parliamo un po' dei suoi pugili.
-De Carolis è il primo della lista perché è campione del mondo. Il 23 luglio andremo a difendere il titolo in Germania. Poi sto lavorando per un grandissimo evento, il match titolato contro Chudinov a Roma. Manuel Lancia è sfidante al titolo Europeo dei leggeri, settimana prossima Alfano combatte contro Pisanti per il titolo italiano dei superpiuma, e la prevendita sta andando benissimo. Kolaj a breve farà un match titolato, Parrinello difenderà il titolo italiano dei supergallo ad Anzio contro Salvini.
-Poi ci sono anche i giovani...
-Damiano Falcinelli è un ragazzo che sta crescendo davvero bene, è giovane e può fare cose importanti. Ma come lui anche Bevilacqua e Lomasto. Per fortuna ho parecchi ragazzi che promettono bene. Sono delle assicurazioni per il futuro di questo sport.



