logo facebook

SEGUICI SU FACEBOOK

Archivio

Sorpresa Shabranskyy: Gonzales battuto ai punti

 

Verdetto a sorpresa a Verona (New York), dove l’imbattuto ucraino è risultato superiore al pur forte cubano

 

Di Matteo Biancareddu

La vittoria ai punti ottenuta ieri sera dall’ucraino Vyacheslav Shabranskyy (15-0, 12 KO) sul cubano Yunieski Gonzalez (16-2, 12 KO) ha colto di sorpresa molti, noi compresi. Gonzalez era infatti il netto favorito della vigilia, anche per l’ottima prova sostenuta contro l’haitiano-canadese Jean Pascal nel luglio scorso. Quella volta, il trentenne caraibico si era legittimamente lamentato del verdetto a lui sfavorevole, ma non può fare altrettanto stavolta, perché la decisione a maggioranza (98-92, 97-93, 95-95) con cui i giudici hanno premiato il suo avversario è stata giusta. Il match, programmato sulle dieci riprese nell’ampio e dispersivo sottoclou della riunione di Verona (Stato di New York), è stato condotto in larga parte dal ventottenne Shabranskyy, inopinatamente risultato superiore a Gonzalez in tutti i settori.

Era più che ragionevole attendersi un incontro infuocato tra due uomini preceduti dalla fama di grandi picchiatori, e le aspettative sono state pienamente esaudite: il match ha seguito un crescendo rossiniano deflagrato degnamente in un fragoroso ultimo round, dove il cubano ha dato fondo al suo arsenale nell’intento disperato di recuperare un risultato che sapeva gli stesse sfuggendo di mano. Ma Shabranskyy non è crollato neanche allora: anzi, come ha dichiarato lui stesso al termine del match, ha cercato a sua volta il KO e ci è andato vicino ben più del rivale, le cui riserve d’energia si erano ormai esaurite. Gonzalez ha confermato la tendenza a calare vistosamente nelle ultime riprese: forse un persistente retaggio dell’esperienza dilettantistica, ma certamente un fattore negativo se emerge in incontri sui dieci round. Ben diversa è risultata la preparazione di Shabranskyy, apparso molto più allenato che nell’ultimo suo match. I due pugili venivano da prove diverse tanto negli esiti quanto nei contenuti: Gonzalez, come detto, era reduce da un incontro che avrebbe meritato di vincere e che aveva invece perso, mentre Shabranskyy proveniva da una vittoria per KO al terzo round su Paul Parker, un pugile senza pretese che l’aveva atterrato due volte e spinto sull’orlo del KO nella prima ripresa. Insomma, il cubano aveva ricavato più certezze in una sconfitta di quante ne avesse raccolte l’ucraino in una vittoria. Eppure, le opposte impressioni trasmesse da quei due match sono state in buona parte sconfessate dall’incontro di ieri: Shabranskyy è sembrato solido e ben preparato, mentre Gonzalez ha rivelato una vulnerabilità che non aveva minimamente tradito contro Pascal, i cui colpi sembrava non lo scalfissero. L’ucraino aveva chiuso i dieci minuti effettivi del combattimento contro Parker respirando a bocca aperta, non solo per l’intensità dello sforzo appena sostenuto, ma anche per una preparazione apparsa approssimativa fin dall’inizio dell’incontro. E crediamo che tale preparazione si sia riverberata nella condotta del pugile in quel match, perché Shabranskyy è stato tanto convincente ieri quanto deludente era stato contro Parker.

Venendo al match, guerra doveva essere e guerra è stata. Shabranskyy ha inizialmente provato a far valere il vantaggio in altezza e in allungo di cui godeva, anche se il divario in centimetri, come avevamo immaginato in sede di presentazione, è apparso meno ampio sul ring di quanto risultasse nelle stime ufficiali. L’ucraino ha mostrato buoni movimenti in uscita dal jab e un tempismo apprezzabile nel portarlo, finendo per anticipare spesso l’avversario senza poi farsi trovare. Il suo gancio destro, invece, si è subito rivelato il colpo migliore da portare contro Gonzalez, pugile che si difende con le mani alte e vicine davanti al volto. Il cubano ha provato a rispondere con azioni analoghe, in una sorta di confronto a specchio in cui si succedevano fasi alterne; ma le sue iniziative non eguagliavano quelle del rivale per efficacia né per numero. Lo scontro si è infiammato a partire dal terzo round, quando Shabranskyy ha messo Gonzalez in seria difficoltà con un attacco a due mani sulle corde. Il cubano ha vistosamente accusato, ma ha subito reagito ingaggiando uno scambio serrato che si è protratto fino alla fine del round, quando il pubblico ha applaudito a scena aperta lo sforzo dei due contendenti. Il fattore più sorprendente, in quella ripresa come nelle seguenti, è stato la solidità con cui Shabranskyy ha incassato i colpi migliori di Gonzalez: un fatto inaspettato alla luce del doppio atterramento rimediato dall’ucraino per mano di Parker solo sei mesi fa. Le difficoltà denunciate dal cubano sono invece indicative della sostanziale differenza di efficacia tra Shabranskyy e Pascal: i colpi di quest’ultimo non hanno mai avuto il potere di scuotere Gonzalez, mentre quelli dell’ucraino sono più volte riusciti in questo scopo. Nel settimo round, il pugile caraibico di stanza a Miami è stato verbalmente redarguito dall’arbitro per colpi bassi, dopodiché ha cominciato a forzare i tempi per ricucire lo svantaggio accumulato nei punteggi. Ma anche la fase di scambio frontale che ha chiuso quella ripresa ha avuto un vincitore in Shabranskyy, che ha scosso l’avversario con un destro sul finire del round. Lo scontro è andato facendosi sempre più acceso e brutale di lì fino all’ultima ripresa, che è stata il degno completamento di una battaglia a tratti esaltante. Ancora una volta, però, Shabranskyy si è fatto preferire e ha così legittimato la vittoria ai punti assegnatagli dai giudici.

Davanti all’ucraino, si spalancano ora le porte che danno sui quartieri nobili della categoria. “Mi sento alla grande. E’ stata la battaglia più importante e più eccitante della mia carriera”, ha detto il pugile a chi lo intervistava dopo il match. “Ho sentito diversi colpi di Gonzalez, ma ho anche sentito di averlo scosso più volte, specie nell’ultimo round. Stava iniziando a crollare: se avessi avuto più tempo, credo che l’avrei messo KO”.

Di diverso tenore sono state le dichiarazioni dello sconfitto: “Sapevo che sarebbe stata una guerra, e difatti lo è stata”, ha detto il cubano, che stavolta non ha contestato il verdetto in modo così esplicito come dopo la sua sfida con Pascal. “Sapevo che mi serviva un KO per vincere questo match, ma lui è stato più resistente di quanto pensassi. Penso che l’incontro fosse molto equilibrato e che un pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Vorrei avere una rivincita per dimostrare che il pugile migliore sono io”. Se, com’è probabile, la rivincita non dovesse avere luogo, Gonzalez avrà sicuramente un’occasione di riscatto: i suoi ultimi due match sono stati emozionanti e divertenti, e questo merito gli garantisce almeno un’altra opportunità per il futuro.

RIFERIMENTI

BOXE RING WEB

EDITORE FLAVIO DELL'AMORE

Autorizzazione

Tribunale di Forli' n. 2709

CHI E' ONLINE

Abbiamo 775 ospiti e nessun utente online

FORUM

logo boxeringweb2017c

Il Forum a cura di NonSoloBoxe

Per discutere di Boxe e non solo...

CLICCA SUL BOTTONE
PER ACCEDERE AL FORUM

go