logo facebook

SEGUICI SU FACEBOOK

Archivio

Big in Japan

Negli anni ’80 gli Alphaville, un gruppo tedesco che ha ballato per poche stagioni, spopolò con ‘Big in Japan’, un brano allegro, divertente, che di tanto in tanto viene passato ancora adesso da radio e televisioni. Finalmente ‘Big in Japan’ lo possono dire due sportivi giapponesi: Kamui Kobayashi e Kei Nishikori. Il primo ha raggiunto il podio nel Gran Premio del Giappone, il secondo ha vinto il torneo di Tokyo. Due risultati straordinari giunti nella stessa giornata.

Koba 3° - A Suzuka Alonso, leader del Mondiale, temeva soprattutto su Vettel, che sulla pista nipponica si trova a meraviglia con la sua Red Bull. Le prove confermano lo strapotere delle Red Bull che si prendono tutta la prima fila. Button è terzo, ma l’inglese è penalizzato per aver sostituito il cambio, partirà ottavo. Alle spalle di Vettel e Webber ci sono Kobayashi e Grosjean. Alonso parte sesto, Hamilton addirittura nono. La partenza è indimenticabile, come quella del ’90, quando Senna eliminò Prost alla prima curva. Alonso termina la sua gara dopo 371 metri, colpa di una toccatina, involontaria, di Raikkonen. Grosjean elimina Rosberg e rovina la gara di Webber. Alle spalle di Vettel c’è Kobayashi. In pochi credono al giapponese, che deve difendersi da Button, Massa, Raikkonen, Hamilton e Perez. Dopo il primo pit stop Koba perde una posizione. Massa è dietro Vettel. Dopo il secondo pit stop è tutto molto chiaro solamente Button può strappare il podio a Kobayashi, l’inglese si sveglia troppo tardi. Kobayashi è terzo. Prima di lui solo Aguri Suzuki, nel 1990, era arrivato sul podio. La festa dei tifosi è enorme, il pilota della Sauber viene festeggiato da Vettel e da Massa. Kamui è così felice che sembra sul balcone di casa, mentre guarda gli spettatori che fanno festa.

Kei imperatore – Un anno fa la finale del torneo di Tokyo la giocarono Nadal e Murray. Lo spagnolo non gioca da mesi ed in Giappone non si è ripresentato, lo scozzese dopo aver vinto gli Us Open ha fatto il suo rientro a Tokyo. Ma, la stanchezza e forse la mancanza di motivazioni non lo hanno aiutato nella semifinale che ha perso con il canadese Milos Raonic, che ha annullato due matchpoint. Milos in finale ha sfidato Nishikori, che dopo la semifinale di Kuala Lumpur persa al tie break del terzo set con Juan Monaco ha confermato di essere in grande forma quando ha superato in semifinale Tomas Berdych. La finale è stata bella e appassionante nei primi due set. Poi la stanchezza ha preso il sopravvento e Raonic ha dovuto assistere al trionfo di Kei Nishikori il primo giapponese vincitore del torneo di casa.

Dall’inferno al paradiso – Chissà quanti tifosi dell’Inter hanno seguito con attenzione le vicende di Nishikori e Kobayashi. Probabilmente qualcuno che ama anche Formula 1 e tennis ha pensato che il protagonista del derby sarebbe potuto essere Yuto Nagatomo che, in un certo senso, protagonista del derby lo è stato. Al 4’ Abbiati esce male e Samuel porta in vantaggio l’Inter, che senza soffrire gestisce il vantaggio. A inizio ripresa Nagatomo viene ammonito per la seconda volta. I nerazzurri restano in dieci. Il derby sembra in bilico, ma il Milan di quest’anno è davvero poca cosa. Stramaccioni, comunque, decide di difendersi. L’Inter gioca come negli anni ’60. Catenaccio e contropiede. A fine partita Montolivo dirà: ‘Hanno giocato da provinciale’ e soprattutto hanno vinto. La vittoria è entrata nell’Olimpo nerazzurro, perché Stramaccioni e i suoi hanno resistito per un tempo con l’uomo in meno. Se non ci fosse stata l’espulsione di Nagatomo, il successo non sarebbe stato così bello.

RIFERIMENTI

BOXE RING WEB

EDITORE FLAVIO DELL'AMORE

Autorizzazione

Tribunale di Forli' n. 2709

CHI E' ONLINE

Abbiamo 1438 ospiti e nessun utente online

FORUM

logo boxeringweb2017c

Il Forum a cura di NonSoloBoxe

Per discutere di Boxe e non solo...

CLICCA SUL BOTTONE
PER ACCEDERE AL FORUM

go