In una Nazionale italiana che grazie al bel gioco ed ai risultati è riuscita a recuperare posizioni nel ranking internazionale oltreché a Prandelli( che ha dato finalmente una mentalità vincente dopo anni di oscurantismo seguiti al titolo Mondiale del ‘06) vanno ascritti grandi meriti a longilineo bresciano Andrea Pirlo che ha preso per mano la Nazionale come regista del centrocampo, impressionando per tecnica, personalità e visione di gioco in mezzo al campo non meno del suo collega di ruolo, lo spagnolo Xavi.
Il regista che gioca nella Juve da una stagione dopo un lustro nel Milan dove ha vinto praticamente tutto pur avendo già 33 primavere ha dimostrato una tenuta atletica di prim’ordine giocando tutte le sei partite e non venendo mai sostituito insieme al portiere Buffon e all’altro centrocampista Marchisio, ma tra i tre quello veramente insostituibile per la Nazionale si è dimostrato Andrea e non solo in questo torneo.
Nei mondiali tedeschi che noi vincemmo, anche grazie ad un calendario favorevole che ci mise di fronte a squadre mediocri e solo nelle ultime due partite affrontammo le più forti (Germania e Francia), Pirlo alla sua prima coppa del Mondo impressionò per facilità di lancio e per intelligenza tattica, risultando a mio parere il miglior azzurro del torneo, tra l’altro sbloccò il risultato contro il Ghana nella prima partita con un perfido tiro da fuori e oltre ad illuminare il gioco con i suoi assist, contro i francesi tirò il calcio d’angolo sul quale Materazzi pareggiò ed infine segnò uno dei rigori nella finale vinta a Berlino. Per me avrebbe meritato lui e non Cannavaro il pallone d’oro: Andrea è il miglior regista italiano degli ultimi 25 oltre ad essere un campione dentro e fuori dal campo, mai una polemica sterile ma solo concetti intelligenti; insomma una mosca bianca in quel postribolo che è diventato il calcio italiano,con troppi ragazzi viziati e pochi veri campioni. Dopo aver giocato un’ottima gara d’esordio l’azzurro si è confermato ai suoi alti livelli contro la Croazia, altra ostica avversaria del girone, confermandosi il fulcro dell’azione italiana pur avendo un marcatore alle costole che gli ha impedito di impostare con calma, tuttavia è riuscito ugualmente a servire i suoi compagni con lanci lunghi spesso sembrati telecomandati , entrando attivamente nel gioco quando ha lanciato Balotelli o servito con degli assist Cassano, passaggi sprecati malamente dai suoi compagni. Così per sbloccare lo 0-0 ci ha dovuto pensare lui, e lo ha fatto alla sua maniera al 39° del primo tempo grazie ad un calcio di punizione battuto alla sua maniera: un tiro di collo destro con il pallone che prima si alza sopra la barriera per poi scendere improvvisamente senza che il portiere possa far nulla, è il 200°goal in una fase finale degli Europei. La sua punizione viene definita maledetta perché quasi nessun portiere riesce a pararla. Dopo il goal Pirlo è riuscito a smarcarsi con più facilità e su calcio dall’angolo ha creato altri pericoli crossando verso Cassano che di nuca ha sfiorato il raddoppio. Anche nella ripresa Pirlo ha giocato per almeno 25’ a ritmi alti ,contrastando anche a centrocampo le avanzate croate e recuperando anche un paio di palloni confermandosi il migliore tra gli azzurri. Poi un logico e fisiologico calo che ha permesso ai croati di avanzare il loro baricentro e di cogliere un immeritato pareggio. Ancora una volta il calo della Nazionale ha coinciso con quello del suo regista, a conferma di ciò la successiva partita contro l’Eire è stata la meno convincente degli azzurri( risolta solo dai lampi di Cassano e Balotelli) ed infatti Pirlo non incide. Ma si rifarà abbondantemente nelle partite successive con inglesi e tedeschi: soprattutto nel quarto di finale prima dirige da direttore d’orchestra lo spartito del gioco preparato da Prandelli e illumina il gioco a centrocampo della Nazionale, a mio parere la miglior partita in azzurro del centrocampista bresciano.
Il quarto di finale con l’Inghilterra non ci vede partire da favoriti, anche se gli inglesi non hanno certo incantato nella prima fase e possono contare su un attaccante del valore di Rooney e sul regista Gerrard giocatori universali perché sanno giocare in più ruoli durante la partita ed in più sui difensori Terry e Cole due pilastri del Chelsea fresco vincitore della Champions League. A fugare i timori iniziali ci pensa De Rossi che riportato a centrocampo fa subito sentire la sua presenza e con un magnifico tiro da fuori coglie il palo. L’Italia torna al 4-4-2 perché Prandelli recuperando in difesa Barzagli preferisce lanciare tra i titolari Montolivo, confermando Pirlo in regia che comincia fin da subito ad illuminare il gioco azzurro con i suoi lanci non sfruttati a dovere dai soliti Balotelli e Cassano. I sudditi di sua maestà chiudono gli azzurri nella loro area ma Buffon sventa le loro azioni mentre Rooney si fa notare solo per un colpo di testa che finisce alto sopra la traversa, tuttavia le azioni più ficcanti sono quelle italiane. Nella ripresa con il passare dei minuti il roccioso centrocampo britannico viene inesorabilmente schiacciato dal nostro, nel quale oltre a Pirlo e De Rossi giganteggiano Marchisio e Montolivo. L’Italia sfiora il vantaggio all’inizio del secondo tempo, con il colpo di testa di Marchisio sulla respinta del portiere poi De Rossi tira sulla respinta ma a due passi dal portiere mette al lato. Altra azione condotta dal terzino fluidificante Abate che spinge sulla destra e mette al centro per Balotelli anticipato da un difensore, il pallone giunge sui piedi di Montolivo che però tira al volo sopra la traversa. Gli azzurri chiudono gli inglesi nella loro metà campo, gli uomini del C.T Hodgson giocano ancora più arroccati in difesa ,la globalizzazione nel calcio ha ribaltato i ruoli, noi attacchiamo e loro si difendono. Abate mette al centro sulla destra, Balotelli controlla di petto il pallone lo alza e fa una semirovesciata che finisce di poco sopra la traversa; il secondo tempo si consuma così, gli azzurri dominano a centrocampo e giocano un calcio spesso entusiasmante ,ma i loro tiri si infrangono sul muro difensivo eretto dagli inglesi. Al 78° minuto escono Cassano e De Rossi acciaccati ed entrano Diamanti e Nocerino e passiamo al 4-3-2-1 e rallentiamo il forcing d’attacco ma Pirlo ne ha ancora da spendere, nuova verticalizzazione questa volta per Nocerino che tira, ma il pallone rimbalza su un ginocchio inglese e finisce in angolo, mentre negli ultimi secondi l’Inghilterra sfiora il vantaggio con un cross al centro di Parker con Carol di testa fa sponda per Rooney che in rovesciata tira sulla traversa . Nella ripresa gli inglesi intasano gli spazi ancora di più gli spazi ponendosi in nove nella loro area, tuttavia Diamanti con un tiro cross tagliato coglie il terzo palo della gara. Pirlo dirige come un direttore d’orchestra le manovre a centrocampo della Nazionale che però non riesce a sfondare: al 114° minuto Diamanti mette un cross al centro e l’accorrente Nocerino realizza in tuffo di testa il probabile match point ma l’arbitro annulla per un millimetrico . Il risultato resta inchiodato sullo 0-0 e si va alla lotteria dei rigori, spesso perdente per l’ Italia.
Il primo ad andare sul discetto è Balotelli batte Hart tirando alla sua destra, poi Gerard fa la stessa cosa con Buffon mentre Montolivo tira clamorosamente fuori e Rooney fa centro spiazzando Buffon e portando in vantaggio gli inglesi! Sembra che debba ripetersi, a parti invertite, quello che è successo tra Bayern e Chelsea ma in questi frangenti è il campione che fa la differenza, è il nostro è Andrea Pirlo, e per l’ennesima volta in questi ultimi 6 anni si prende lui le responsabilità maggiori tirando il terzo rigore, decisivo perché in svantaggio, e decide di batterlo come fece Totti con l’Olanda in semifinale nel 2000:calciando con un calibrato tocco d'esterno il pallone che prende la parabola di un pallonetto e seppur centrale spiazza il portiere che si tuffa a destra, regalando le prime pagine al centrocampista italiano ed al suo “cucchiaio” non meno esaltante di quello di Totti 12 anni prima, anche se la primogenitura fu di Panenka agli Europei del '76. Pirlo diventa sempre più il simbolo dell’ Italia del nuovo corso, galvanizzando i suoi compagni e spiazzando gli avversari, infatti Young prende la traversa, Nocerino spiazza Hart e Buffon para finalmente para un tira bloccando il pallone calciato da Cole. Diamanti, al debutto in una competizione importante all’ età non più verde di 28 anni realizza con una botta di sinistro il goal vittoria, così come fece Grosso a Berlino quando battemmo ai rigori i francesi: ci sono molte analogie tra questi due giocatori arrivati un po’ tardi nel calcio che conta ma tuttavia diventati da comprimari attori coprotagonisti del primo attore. Che resta come a Berlino sempre lui, Andrea Pirlo, trait du union tra l’ Italia dell’ era Lippi e quella di Prandelli, e lo dimostra anche nella sentita semifinale con la Germania, un classico che lo aveva già visto protagonista assoluto quando servì a Grosso l’assist per il vantaggio. Anche a Varsavia il regista juventino gioca in maniera superba, dimostrando che solo grazie alla sua classe gli azzurri possono annullare il gap con squadre sulla carta più forti.
Pirlo merita un 8 e mezzo complessivo per quello fatto nel torneo, avrebbe forse meritato di più ma gli è mancato l’acuto in finale con gli spagnoli, ma vuoi per la stanchezza accumulata da lui e da tutta la squadra vuoi per il predominio questa volta netto a centrocampo degli spagnoli siamo franati con Pirlo ha giocato troppo sottotono. Può starci , eravamo partiti con l’obiettivo minimo dei quarti, viceversa abbiamo espresso un ottimo calcio. in attesa di Verrati, sperando che non si bruci giocando all’ estero perché troppo acerbo, l unica certezza per il nostro calcio è che almeno per 2 anni Pirlo sarà il faro della Juve e della Nazionale: che Dio ce lo conservi così,forever.



