
Sono state sufficienti due settimane a Lucas Matthysse, per decidere che il "tempo delle mele" pugilisico é per lui finito. Dopo la disfatta subita lo scorso 15 Luglio a Kuala Lampur, in Malesia, quando Manny Pacquiao gli ha imposto un impietoso kot al 7° round, l'argentino ha riflettuto sul proprio futuro, dentro e fuori dal ring. Poi ha deciso che non salirà più lungo quella scaletta che aveva percorso e ripercosrso, da professionista, a cominciare dal 2004.
"Ho deciso di appendere i guantoni al chiodo e una nuova tappa della mia vita ha inizio", ha dichiarato Matthysse (39-5-1nc; 36 ko).
Poche e semplici parole, quelle dell'ex-iridato, che gli sono costate sicuramente tanti tormenti interiori. "Ho perso contro una leggenda", aveva ammesso subito dopo il kot contro Pacman e forse in tale sincera e totale ammissione della propria inferiorità, era insita pure la consapevolezza di non essere più la tremenda "macchina" da guerra dei bei tempi e che il meglio di sè l'aveva ormai speso tutto.
Grazie a lui e tanto rispetto per un campione che ha scritto entusiasmanti pagine sul libro del pugilato argentino e mondiale. Difficile dare l'addio, Ancora più difficile non cedere alla tentazione di ritorni che quasi mai portano a qualcosa di buono.
Gli auguriamo un futuro sereno e pieno di soddisfazioni e la forza, se mai accadrà, di rifiutare le sollecitazioni che qualcuno potrebbe lanciargli un giorno, affinché riprenda a combattere.



