
Dominio totale dell'americano e stop molto tardivo a Montecarlo
Vorremmo proprio che la boxe si liberasse di certi individui. Vorrei sapere cosa passasse per la testa, con molto spazio a disposizione peraltro, dell'arbitro Gustavo Padilla e dei secondi di Alexander Ustinov quando alla fine dell'8° round Ustinov è crollato al tappeto su un destro di Michael Hunter, si è rialzato senza equilibrio, gli è stato consentito di continuare, ha barcollato paurosamente sul suono del gong eppure lo hanno lasciato andare avanti. Il K.O.T è arrivato nella ripresa seguente ovviamente, ma tardivo. Ustinov è un 41enne di scarso talento portato avanti da anni solo per le sue gigantesche dimensioni,
Hunter un ex cruiser che è troppo talentato e veloce per lui. Così il match si è snodato, anzi spesso annodato visto il numero di clinch, per tutta la sua durata sulla stessa falsariga. Hunter che andava a segno col gancio destro in continuazione ogni volta che poteva accorciare la distanza e l'altro che, imbottigliato nei corpo a corpo, gli si appoggiava sopra costringendolo a inginocchiarsi. Lo statunitense si sarà rialzato 20 volte da quella posizione senza che l'arbitro si scomponesse. Il primo vero colpo a segno di Ustinov, un diretto destro, è arrivato al 6° round! Boxe quindi se ne è vista poca ma onore a Hunter che, chiamato ad accorrere a Montecarlo all'ultimo momento è venuto, ha visto e vinto, novello Cesare. Faceva pietà vedere il gigante Ustinov impotente prima di fronte a quest'uomo più piccolo ma più bravo, poi di fronte all'indifferenza di chi avrebbe dovuto proteggerlo sul ring e non ha nemmeno pensato che forse era il caso di farlo. Pugili carne da macello? Si, come una volta. Complimenti vivissimi!




