
Il problema del ritorno sul ring
Dal programma della riunione dello Staples Center di Los Angeles è sparito il nome di Robert Guerrero (foto a dx nel match con Mayweather) e del suo avversario. Allo stato attuale non sappiamo se l'incontro sia stato effettivamente annullato ma chi scrive, scusate, se lo augura. Ho molto ammirato il Guerrero pugile quando era al suo meglio, ho potuto "conoscerlo" tramite un piccolo atto di generosità, certo favorito dall'esperienza della malattia della moglie Casey ma comunque fatto, e per questo gli sono affezionato. Non vorrei vederlo finire male come purtroppo accaduto con troppi pugili. Non ho fatto una analisi del match che Guerrero avrebbe dovuto fare, o che forse ancora farà, a Los Angeles ma sulle prime era un match che poteva tranquillamente vincere dato il valore relativo dell'avversario Ma il punto non è questo. Quando Guerrero aveva 25 anni (ora ne ha 35) era uno splendido pugile. Non avrà avuto una notorietà planetaria ma era uno dei migliori interpreti della noble art. Lo ricordo fare onore al suo soprannome The Ghost (Il fantasma) contro Malcolm Klassen soprattutto nelle prime riprese. un dentro-fuori continuo, tanta velocità. Questo è un uomo che ha battuto gente come Casamayor (un fuoriclasse), Litzau, Honorio, Katsidis, Berto. A un certo punto, forse per andare incontro ai gusti dell'esigente platea statunitense, un artista del ring si è trasformato in uno scazzottatore che ha finito per parare troppi colpi con la faccia e accorciarsi la carriera. L'ultimo Guerrero visto era l'ombra di se stesso. Io mi auguro di non vederlo mai più combattere. Si dice "...a volte ritornano". Purtroppo i pugili ritornano quasi sempre. E non è una bella fine.



