di Gualtiero Becchetti

Caro Boxe Ring,
qui, davanti a me, c’é un’antica cassapanca e mentre batto i tasti del computer sto pensando che tu sei chiuso lì dentro, diviso in tanti volumi rilegati. Provo malinconia al pensiero che il tuo non-futuro ti condannerà a restare per sempre lì dentro, nel buio dei ricordi.
1950-2009. Cinquantanove anni. La mia raccolta lunga una vita. I numeri che gelosamente collezionavo sin dai tempi delle scuole medie, alla “Torquato Tasso” in via Borgoleoni a Ferrara, acquistandoli ogni venerdì nell’edicola di fronte al Castello Estense eppoi gli altri, i più vecchi, lasciatimi “in eredità” dal caro e compianto Mirto Govoni prima di partire per il suo lungo viaggio, appassionatissimo giornalista di pugilato che delle tue pagine era competente e assiduo collaboratore.
Rammenti? Ti leggevo tenendoti sulle ginocchia sotto al banco, mentre la "Profe" di turno spiegava la perifrastica latina o le equazioni di 2° grado; poi, in camera mia, ti ammonticchiavo sugli altri, in un angolo dell pavimento, e venivo a sfogliarti per documentarmi su pugili e incontri. Mi rendevo intanto conto che più diventava alta la pila e più il tempo e io stesso crescevamo, maturavamo, invecchiavamo.
Potrei scrivere un libro intero su di te e sui volti, i nomi, le vicende di ring e di vita che s’intrecciano con le gloriose e umili pagine con le quali hai accompagnato la parte più lunga del mio cammino. Ma non voglio tenerla troppo lunga.
Comunque,concedimi un ultimo “grazie”. Appeso alla parete ho qui, ad un metro da me, un minuscolo quadretto con una notiziola de “Il Resto del Carlino”, datata 2 Febbraio 2002. Riporta che “il ferrarese Gualtiero Becchetti é diventato Direttore di Boxer Ring”...Una gioia commovente, un evento incredibile. Io, lo studente poco ligio che ti leggeva di nascosto durante le lezioni, ero diventato il tuo rematore e lo sono rimasto per sette anni, occupando indegnamente ma con tanta passione ed entusiasmo il ruolo che fu di indimenticabili giornalisti degli anni d’oro.
E ora mi dicono che dal prossimo anno non sarai più inviato a nessuno e ne provo tristezza, delusione. Era stato un mio progetto, tale iniziativa...Ormai nelle edicole ti acquistavano appena 250 persone, non uscivi da più dalla scomparsa del mitico direttore Roberto Fazi e allora, armato di carta, penna e calcolatrice, feci i conti “della serva”, scoprendo che con una manciata di euro in più nell’affiliazione lo si poteva fare giungere a tutti i tesserati. Non per merito mio, ma per una questione di numeri la diffusione si moltiplicò di trenta volte e a tale soddisfazione s'aggiunse quella di essere stato il primo nella storia della boxe italiana a dedicare la copertina al neonato pugilato femminile, con Simona Galassi e Marzia Davide immortalate dopo i vittoriosi Europei di Riccione 2004 e ricevetti persino l’Oscar del Pugilato 2008 per il giornalismo.
Tutto ha un inizio e tutto ha una fine. Sta per scendere il sipario su un pezzo importante del pugilato tricolore che non tornerà più. Lo capisco e seppure a malincuore l’accetto. Non potevi essere eterno soltanto tu, Boxe Ring, amico mio. Forse cercheranno di riempire il vuoto che lascerai, ricorrendo ad internet e ad altre diavolerie tecnologiche.
Ma solo tu potevi venire appeso alle pareti delle palestre e nelle case dei pugili.
Solo tu odoravi di inchiostro e di carta super-economica.
Solo tu finivi in tasca o nella cartella tra i libri e i quaderni.
Solo tu sconfiggevi il tempo, rilegato in pesanti volumi destinati ai posteri.
E soprattutto, soltanto tu riuscivi a stare sulle ginocchia di un bambino che prestava più attenzione a te che all’Iliade e al De Bello Gallico, sognando eroi e battaglie di un palco cordato, reso magico dai sogni infantili…
Forse tutto sta crollando o forse tutto sta rinascendo. Non lo so. Adesso non m’importa, perché ho un magone forte-forte e il mio pensiero va solo a te.
Ti voglio bene.
Ciao, Boxe Ring, da chi non ti dimenticherà mai.
Gualtiero



