QUATTRO CHIACCHIERE CON GIOVANNI DE CAROLIS
Anche a 34 anni Giovanni De Carolis (26-9-1, 13 ko) è uno dei migliori pugili italiani, non solo dell'ultimo decennio ma anche del momento attuale, e forse dell'immediato futuro.
Laziale di Viterbo, De Carolis passa professionista nel 2007 e sembra poter avere solo una carriera in altalena tra vittorie nei sottoclou e sconfitte titolate, tra cui quella con Nestro per il titolo italianio dei medi e con Lolenga Mock per l'Unione Europea dei supermedi, la categoria che più gli si confà per struttura fisica, dal momento che dei medi perde anche con Signani, sempre cintura tricolore in palio. Poi cambia marcia, vince il Mediterraneo Wbc dei supermedi e l'International dello stesso ente nel 2012, l'anno dopo fa un figurone in Germania contro Abraham pur perdendo, vince l'Internazionale Ibf e nella difesa mette sotto anche Muhammad Ali Ndiaye, cosa che gli dà l'oppurtunità nell'ottobre 2015 di andare in Germania a contendere il mondiale Wba al tedesco Feigentbuz: Giovanni perde ma ingiustamente, qualche mese dopo l'avversario deve dargli la rivincita che lui vince alla grande per ko tecnico all'undicesima ripresa.
Difende il primato pareggiando contro Zeuge, lo stesso avversario che nel novembre 2016 gli toglie il titolo con una conclusione prima del limite. Nel 2017 fa un solo incontro e lo perde. Riparte quest'anno con un buon test a Nepi vinto per ko tecnico alla seconda ripresa, quindi la sfortunata avventura australiana e la sconfitta contro il giovane Akkawy solo ai punti.
A De Carolis quindi restano solo pochi desideri: uno è quello del titolo italiano, che dopo un grandissimo match si aggiudica nel luglio scorso battendo ai punti Roberto Cocco, l'altro quello europeo, che potrebbe presto mettere nel mirino se questo venerdì 14 dicembre a Roma presso gli studi di Cinecittà, con diretta Eurosport "mettesse sotto" il romeno-fiorentino Dragan Lepei (16-1-2, 9ko), attualmente campione italiano di categoria. Domani c'è in palio l'International Wbc vacante.

-Giovanni, eravamo rimasti alla vigilia del tuo viaggio in Australia. Ci racconti come è andata?
-In Australia è andata bene nonostante la sconfitta. E' stata una bella esperienza. Certo ci sono state le difficoltà del viaggio, del fuso orario, ma fisicamente stavo bene. Il verdetto per Akkawy è stato largo, ma rivedendo il match devo dire che non è stato proprio esatto. Non voglio fare polemiche, si sa che combattere fuori casa ha il suo peso, magari in Italia non avrei perso. Però è stata una esperienza che mi ha lasciato molto, Akkawy è un giovane pugile di livello, dopo di me ha combattuto e vinto in America, ma anche io ho dimostrato che posso ancora combattere a grandi livelli.
-Dopo quel match c'è stato lo straordinario incontro con Cocco per il titolo italiano, per alcuni il miglior match combattuto in Italia nel 2018...
-A luglio quello con Roberto è stato un match davvero emozionante. A parte che lui ha una grinta e un cuore davvero eccezionali ma sono contento che sia uscito uno spettacolo del genere perché combattere per il titolo italiano ha un valore che va ben oltre il valore delle classifiche. Sono davvero contento di aver vinto, fu una serata davvero bella. La cintura tricolore mi mancava, l' avevo persa due volte da peso medio, ed era una cosa a cui tenevo veramente, ma veramente tanto.
-Ora sulla tua strada c'è Lepei, ragazzo che ha mostrato di avere buoni mezzi e un destro fulminante...
-Con Dragan sarà un match davvero duro. L'ho visto combattere, ha quel gancio destro davvero insidioso... Che dirti, nella mia carriera ho combattuto spesso contro gente che aveva le mani molto pesanti, per cui cerco sempre di capire bene quali sono le traiettorie e le dinamiche. E' chiaro che ogni match fa storia a sé, però insieme a Italo (Mattioli, il suo maestro, ndr- foto ) abbiamo studiato il nostro piano per cercare delle contromisure a questo destro. Poi anche noi nel nostro repertorio abbiamo dei colpi niente male!

-Come è stata la preparazione?
-Sai, io per lavoro frequento la palestra tutti i giorni, sono un vero appassionato dell'allenamento quindi è molto difficile che stia fermo per un lungo periodo di tempo. Già ad agosto dopo il match con Roberto mi stavo allenando per farmi trovare eventualmente pronto, perché c'era nell'aria prima la possibilità di fare dei match all'estero, poi perché mi basta vedere un sacco appeso e mi viene voglia di muovermi. La mia è una passione e una vera dedizione al lavoro. So bene che questo non significa la sicurezza di avere un risultato, però l'impegno paga sempre. Questo è il mio modo per far uscire la migliore condizione e farmi trovare pronto per venerdì.
-Buccioni, che organizza la riunione con dentro il tuo match, ha un accordo con Eurosport, Cherchi ce l'ha con Dazn tramite Eddie Hearn, tutto intorno c'è grande movimento. Sembra davvero un buon momento per la boxe italiana...
-Il fatto che ci sia questa concorrenza o presunta tale non è altro che qualcosa di molto positivo per l'ambiente e per il movimento. L'attività c'è, e ci sono vari manager all'estero che stanno cercando di mettere sotto contratto pugili nostrani di altissimo, alto e medio livello. Questo sta a significare che nel 2019 potrebbero esserci molte opportunità. E' una cosa molto positiva.
Spero che queste strade televisive vadano bene entrambe, perché vorrebbe dire che la boxe italiana è seguita e il movimento può crescere. Come dico sempre, in Italia i pugili ci sono, e anche di ottimo livello. Dobbiamo solo fargli fare le esperienze giuste e i combattimenti giusti. Se meritano davvero, usciranno fuori. Vedi anche il discorso di Guido (Vianello, ndr) che ha combattuto in America: se la Top Rank, che è una grandissima società, ha investito su questo ragazzo vuol dire che lui ha un valore. E come lui che possono trascinare il movimento, di ragazzi in Italia ce ne sono, anche in buon numero. Questa cosa può essere buona per tutti quanti, e se ne possono raccogliere i frutti già dal prossimo anno.
-Cosa vuoi che ti porti Babbo Natale?
-Essendo papà tocca a me fare Babbo Natale! Ma se potessi chiedere qualcosa per me mi piacerebbe avere un'opportunità per il titolo Europeo, che è un pallino che ho nella testa. Oppure una chance davvero importante a livello mondiale. Nella boxe non si deve mai dire mai, facciamo di tutto per esaudire i nostri desideri.
-In bocca al lupo, Giovanni!
-Viva il lupo!
Andrea Bacci



