
Per loro avversari imbattuti ma sconosciuti
Una volta gli Stati Uniti "erano" i pesi massimi. Dopo un periodo in cui non ne hanno avuto neppure uno adesso hanno almeno Deontay Wilder che magari in fatto di tecnica lascia un po' a desiderare ma in quanto a potenza non è secondo davvero a nessuno. Però uno non basta e allora bisogna cercarne altri o accontentarsi di quello che c'è. Ad Arlington, Texas, sono così in programma due match fra colossi nella speranza che ne sortisca qualcosa di almeno decente.
A dire la verità non è certamente ripescando Chris Arreola che si possa fare molta strada in avanti. Questo ragazzone malcresciuto di origine messicana che si è sempre ingozzato a piacimento, e che ha commosso mezzo mondo pugilistico sciogliendosi in lacrime dopo la sconfitta con Vitali Klitschko nell'unica volta che si era presentato in una forma decente, ha infatti ora 38 anni ed è rientrato sul ring da pochi mesi dopo una lunga assenza proprio dopo una sconfitta con Wilder. Arreola è uno che ha mezzi tecnici e pugno, non molta professionalità. Questa volta lo collauda un massimo haitiano che ha 31 anni e vive negli Stati Uniti. Si chiama Jean Pierre Augustin, non ha mai perduto ma non ha nemmeno mai messo sotto qualcuno un po' conosciuto. Il primo sarà Arreola? Abbiamo molti dubbi.

Salirà sul ring anche Charles Martin, quel peso massimo che si era preso il titolo IBF poi lasciato in modo indecoroso nelle mani di Anthony Joshua. In verità Martin ha riguadagnato stima nella dura battaglia contro Adam Kownacki, persa con onore. Affronterà tal Jeremy Corbin, imbattuto sì ma anche sconosciuto 38enne texano che ha l'occasione della vita anche lui. Ma il ring non fa regali nè sconti a nessuno. Martin quindi favorito.



