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Il coach globetrotter Andrea Galbiati vuole portare la Micronesia alle olimpiadi

E’ nato a Monza. E’  stato kickboxer per vent'anni, vincendo due titoli mondiali, un europeo e quattro titoli nazionali. Ha percorso 23.000 chilometri, visitato quattro continenti. Ha lasciato l’Italia dieci anni fa per volare a New York, dove ha ottenuto la green card per meriti sportivi e poi la cittadinanza statunitense nel 2017.

La sua palestra di Brooklyn è frequentata da molti campioni del mondo di pugilato e di arti marziali. Andrea Galbiati, classe 1970, non ha mai dimenticato le lezioni di pugilato apprese  dal maestro Nello Iovino all’inizio degli anni "90 e oggi trasferisce questa esperienza ad altri atleti. Lo si può tranquillamente definire un coach globetrotter.

Galbiati bandiera Micronesia

Negli ultimi mesi è stato in Giappone dove ha avuto rapporti con l'organizzatore Akiko Honda e con l’ex campione dei medi Ryota Murata. Poi si è spostato in Oceania, a Cuba, ad Aruba e infine in Micronesia, dove collabora con la federazione locale, Fsm Boxing Association, in vista de  torneo Aiba a Samoa in luglio, il "South Pacific Games", i cui vincitori entreranno nei tornei di qualificazione olimpica.

Gli abbiamo chiesto come vede il professionismo italiano con gli occhi di chi guarda dall’altra parte dell’Oceano:

-Lo vedo un po’ fermo. Non credo che in Italia non crescano più talenti. Probabilmente non sono aiutati a sbocciare. Vedo molti insegnanti curare il loro orticello senza mai aprirsi a grandi esperienze. Sono convinto che la formazione di un giovane si faccia prima di tutto in palestra, ma confrontandosi con  elementi di valore internazionale. Per diversi pugili, io ho messo a disposizione la mia palestra di Brooklyn dove si ha l’occasione di fare sparring con grandi campioni, come ad esempio Yuriorkis Gamboa, ma pochi sono disponibili a mandare un atleta lontano da casa. La boxe professionistica italiana, impoverita negli ultimi lustri dalla mancanza di materia prima, che una volta era fornita dalle migliori star dilettantistich,e non ha l’abitudine di cercare esperienze internazionali che partano proprio dal vivere un gym a 360 gradi, dove la qualità dei frequentatori è altissima. Ho portato alle Olimpiadi di Rio Jennifer Chieng, che aveva vinto i Golden Gloves di New York e i Pacific Games nel 2015, lavorando molto in palestra e facendo i guanti con elementi di rango. Chi seguo in Italia? Andrea Sito, Jacopo Lusci e  Matteo Papa, che considero un emergente dal grande futuro-.

In Giappone hai conosciuto il mondo della Teiken e Murata. Che aria si respira da quelle parti e quale è l’ambiente che ti ha colpito di più?

 -Nel Paese del Sol Levante sono molto professionali, soprattutto nel team di Honda. Lavoratori accaniti, molto seri, a livello di scuola forse hanno il limite di essere preparati e molto bravi ma quasi esclusivamente nei pesi piccoli. Ci sono differenze, mano a mano che si cresce di peso.

Galbiati con Murata Galbiati con Murata

Murata  è un grande professionista ed è anche una bella persona. Naturalmente ho fatto il tifo per Blandamura, quando si sono incontrati, ma mi è dispiaciuto quando Ryota ha perso con  Rob Brant in ottobre. Dove ho trovato più talento in ogni categoria è sicuramente a Cuba. Ecco; anche in questo caso  l’esperienza giornaliera che i giovani vivono sul ring quando si misurano con i campioni delle diverse palestre fa la differenza. Crescono senza problemi e non esiste il timore di confrontarsi con i più bravi. Visitando diverse realtà di Cuba, ho visto potenziali talenti dovunque-.

Galbiati e ChiengGalbiati con l'olimpionica Jennifer  Chieng

Ora il progetto più immediato è portare un pugile della Micronesia a Tokyo 2020?

-Sarebbe una grande soddisfazione per me. Ho frequentato decine e decine di palestre, sto facendo seminari, collaboro con diverse Nazionali, ma portare un pugile di quella parte del mondo a Tokyo sarebbe un evento di cui andrei molto fiero. La  federazione della  Micronesia é nata nel 2015 e siamo riusciti a vincere i South Pacific Games in Papua-Nuova Guinea. A luglio ci sono i South Pacific Games  con sette-otto team Nazionali pertecipanti e speriamo di portare diversi atleti alle qualificazioni olimpiche-.

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