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Buon debutto da professionista di Marco Balducci

Il ventitreenne peso welter di Giulianova, tesserato per la Pugilistica Tranvieri Bologna, ha limpidamente sconfitto ai punti un avversario impegnativo come il lombardo Giuseppe Davide Fiorino sul ring di Marzabotto. Per Balducci i complimenti di Arblin Kaba, presente alla riunione organizzata dalla Tranvieri.
Di Maurizio Roveri
Balducci Marco xon mo Di Tullio
Bravo. Davvero bravo Marco Balducci. Per la serenità e la fortissima concentrazione con le quali ha affrontato il debutto da Professionista. In un match che, sulla carta, poteva essere assai  insidioso. Davanti aveva il fisicone di Giuseppe Davide Fiorino, trentatreenne guerriero di Bollate che esaltò il pubblico del Teatro Principe, a Milano, nel febbraio scorso quando diede vita ad un combattimento vibrante assieme a Gerardo Minio. Pugile di notevole temperamento, Fiorino. In possesso di cazzotto pesante. Carica i colpi, Fiorino. E se ti becca con uno dei suoi maligni sventoloni, possono essere dolori…
Insomma, per un debutto si sarebbe potuto scegliere un avversario anche più morbido.
Bravo. E’ stato bravo Marco Balducci a mandare spesso a vuoto Fiorino, a spezzargli l’azione, ad anticiparlo spesso, a tenere la giusta distanza, a mettergli pressione ed entrare nella sua guardia con diretti e ganci non potenti ma rapidi, precisi, eleganti. Portati con bella naturalezza. Accanto ad un concreto lavoro al corpo. 
Gradevole, convincente, sicura, decisamente apprezzata dal pubbllico, la boxe che Balducci ha fatto vedere  sul ring della scuola media Dossetti. A Marzabotto, nel bolognese, dove è tradizione che ogni anno la storica Pugilistica Tranvieri Bologna metta in scena un appuntamento del suo Memorial “Antonio Tarozzi”.
Limpida la vittoria ai punti sui 6 round confezionata dal ragazzo abruzzese, che vive a Bologna, frequenta l’Alma Mater Studiorum - l’Università di Bologna (la più antica del mondo), si è laureato in Scienze economiche e statistiche nel luglio dell’anno scorso e attualmente sta seguendo il corso per la laurea Magistrale in Economia e Diritto.
Contemporaneamente, Balducci riesce a portare avanti la sua passione sportiva: la boxe. Se ne innamorò che era un ragazzino, guardando il film Rocky IV.
Cresciuto pugilisticamente nella palestra dell’Accademia Pugilistica Giuliese, a Giulianova, Marco Balducci da quando è a Bologna è entrato a far parte della Tranvieri-Circolo Dozza. Nella storica palestra bolognese di via Saliceto sta lavorando molto bene. In perfetta sintonia con il maestro Sergio Di Tullio.
Il passaggio da dilettante a professionista è il passaggio più delicato per un pugile. Cambia la mentalità, cambia l’impostazione, cambia il tipo di preparazione.
Ebbene, l’abruzzese della Tranvieri Bologna si è fatto trovare pronto. Prontissimo. E’ un Balducci differente rispetto ai pur apprezzabili ultimi match disputati, a dicembre, come pugile dilettante.
Innanzitutto, Marco ha cambiato categoria di peso. Faceva il superwelter. Da professionista si è presentato da peso welter. Scelta tecnica “illuminata”, quella del maestro Di Tullio. Accettata e seguita dal pugile. Che ha lavorato rigorosamente e saggiamente, per perdere quei tre chili di peso e per formarsi - con una buona programmazione del lavoro tecnico e atletico - un fisico più asciutto, più reattivo, più adatto alla boxe professionistica.
Quando vidi il ragazzo di Giulianova nel suo ultimissimo incontro da dilettante, per Santo Stefano, era un pugile che stava già modificando il suo modo di boxare. Di Tullio gli aveva indicato una strada e su quella strada Balducci aveva già cominciato ad incamminarsi. Non era più il fighter, il pugile d’arrembaggio e anche da bagarre che avevo visto - altre volte - in passato. 
Domenica la trasformazione mi è parsa completata. Felicemente completata. Marco non è alto di statura. Ha fisico compatto, sì, ma se si fosse “buttato dentro” attaccando in modo anche frenetico, avrebbe fatto il gioco del suo avversario. Il quale, nella ricerca del colpaccio improvviso e potente, sarebbe stato molto pericoloso.
Balducci invece ha condotto un match in maniera lucida e intelligente. Costantemente in controllo. Ha boxato in linea, in velocità, con bella fluidità. Muovendosi molto, con tanti piccoli agili spostamenti. Non dando mai all’avversario un punto di riferimento.
Il pregio principale è stata la capacità di intuire le intenzioni di Giuseppe Davide Fiorino e di anticiparlo. Rubargli il tempo. E arrivare prima di lui. Riflessi, velocità, scelta di tempo.
E’ così che Marco Balducci è riuscito a non far fare al milanese la boxe che predilige. Sovrastandolo tecnicamente. E portandosi fuori dalle traiettorie dei colpi carichi di forza di Fiorino.
In verità, tre-quattro colpi velenosetti di Fiorino, Balducci li ha dovuti incassare. Ma in tutta tranquillità. Reggendoli bene, con disinvoltura. Tuttavia, guardando alle cose da migliorare, penso che - ad esempio - tenere la mano sinistra un po’ più alta in certe situazioni servirebbe a proteggersi anche meglio.
Ha sempre tenuto un bel ritmo, il pugile della Tranvieri. Diretti veloci doppiati, anche un buon lavoro al corpo, schivate, spostamenti laterali. Colpi d’incontro (che a mio parere sono stati i più efficaci in questo match). 
Balducci Marco Bologna
E’ stato un debutto professionistico sulla distanza delle 6 riprese. Marco le ha sopportate bene, le sei riprese. Anzi, mi pare che Balducci avesse tanto fiato che ne avrebbe fatto anche 8 di round…
Eh, sull’ottima preparazione si sono visti gli effetti delle diverse sedute di guanti sostenute per un mese e mezzo-due mesi con Arblin Kaba. I due ragazzi si sono aiutati l’un l’altro. Bellissima collaborazione. Nel giusto spirito della boxe. Il feeling tra il ventiquattrenne italoalbanese della Boxe Le Torri, neo-campione d’Italia dei superleggeri, e il ventiquattrenne Balducci è stato immediato, naturale. Due bravissimi ragazzi. Una fortuna per la boxe bolognese.
E Arblin Kaba è voluto essere presente a Marzabotto. Per salutare il suo amico che è stato un prezioso sparring partner nei mesi di preparazione al “tricolore” contro Ballisai. E per fagli un grande “in bocca al lupo”. Un abbraccio mentre Balducci saliva sul ring.
E dopo il match, condotto con sicurezza e con ammirevole attenzione da Marco Balducci che è riuscito a non far mai diventare Giuseppe Fiorino veramente pericoloso, arrivano per l’abuzzese della Tranvieri Bologna i complimenti del fresco campione d’Italia dei superleggeri.
Commenta Kaba: “Marco è stato bravo. Ha fatto le cose che mi aspettavo di vedere da lui. Sa fare una buona boxe. Io e lui abbiamo fatto una cinquantina di round di guanti, nello spazio di un mese e mezzo. Avevo scelto lui perchè sapevo qual era il suo valore. Mi è piaciuto in questo debutto, anche perchè l’avversario era piuttosto scomodo. Marco lo ha controllato egregiamente”.
Balducci - dunque - ha superato a pieni voti il primo esame da pugile professionista. E la soddisfazione del ragazzo nativo di Giulianova è evidente e legittima. “Avevo di fronte un avversario che faceva male, e io me l’aspettavo proprio così perchè era massiccio fisicamente e cercava il colpo duro. Sono rimasto sempre concentrato. Lui mi ha dato qualche difficoltà nel gestire il match, nel senso che mi ha fatto faticare, però ho avuto il controllo boxando bene in velocità. Giuseppe Fiorino mi ha fatto spendere un bel po’ di energie, ma ero preparatissimo, avevo tanto fiato. Nel ritmo che ho tenuto, nei riflessi, nelle schivate, nei colpi d’incontro, si è visto il lavoro di guanti che ho fatto con Arblin Klaba. Perchè Arblin è uno che ha braccia veloci e porta tutti i colpi. Allenarmi con lui mi ha aiutato a migliorare i miei riflessi, a rimanere concentrato”.
Nell’interessante “contorno” programmato dalla Pugilistica Tranvieri (8 match dilettantistici in programma, con la società organizzatrice a presentare sei pugili, tre dei quali debuttanti) mi è piaciuto molto il 70 chili Marco Petrini, un diciottenne che fa buon uso del sinistro. Usato come colpo d’attacco, in particolare gli viene naturale il montante al fegato. Non avendo braccia lunghe, predilige lavorare di ganci e montanti. Tuttavia in palestra sta lavorando per arrivare ad essere più incisivo anche con i diretti, da portare alla media e corta distanza.
Ottima anche la prestazione di Lorenzo Bertocchi. Molto bene anche Ismail Airoud, un 75 chilli alto, braccia lunghe, notevole struttura fisica, carica i colpi, a volte però “gigioneggia” un po’.
Ho apprezzato anche Jurgen Murati, 20 anni, la prima volta sul ring (come i compagni di palestra Petrini e Kamagate), mostrando buona sicurezza. 
Il maestro Sergio Di Tulliio, e il suo prezioso collaboratore Mohamed Kassimi, stanno coltivando diversi pugili emergenti. C’è un cambio generazionale che darà sicuramente ottimi frutti. La Pugilistica Tranvieri, con i suoi quasi 70 anni di storia, è sempre una Società con ammirevole credibilità.
Hanno arbitrato e giudicato, in maniera egregia, Alessandro Roda, Enrico Finocchiaro, Gianluca Scorzoni, Christian Giannerini. 
I RISULTATI
DILETTANTI
Junior kg 58: Vasile Ciumac (Boxe Parma) batte Claudio Seferovic (Bolognina Boxe) ai punti.
Elite II kg 65: Jurgen Murati (Pugilistica Tranvieri Bologna) batte Ylli Zabeli (Boxe Biagini Rimini) ai punti.
Youth kg 67: Filippo Gardini (Kid Saracca) batte Ben Kagamate (Tranvieri Bologna) ai punti.
Elite II kg 70: Marco Petrini (Tranvieri Bologna) batte Matteo Pellegrini (Kid saracca) ai punti.
Youth kg 67: Bruno Caiazzo (Boxe Budrio) batte Simone Urso (Boxe Molinella) per sospensione cautelare.
Elite II femminile kg 54: Micol Scorzo (TranvieriBologna) batte Elena Nanni (Sempre Avanti Bologna) ai punti.
Elite II kg 75: Lorenzo Bertocchi (Tranvieri Bologna9 batte Rinaldo Nuhu (Boxe Budrio) ai punti.
Elite I kg 75: Ismail Airoud (Tranvieri Bologna) batte Tata Xhelal (Team Musella) ai punt.
PROFESSIONISTI
Pesi welter: Marco Balducci (Giulianova, Pugilistica Tranvieri Bologna) batte Giuseppe Davide Fiorino (Bollate, Francis Boxing Team Milano) ai punti in 6 round. Arbitro Alessandro Roda.

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