
Il peso leggero scozzese in difficoltà
La notizia che il 74enne scozzese Ken Buchanan, uno dei migliori pugili scozzesi e britannici di sempre, se la passi male è di quelle che rattristano ma purtroppo non rappresenta una novità quando si parla di lui. Buchanan infatti, pur essendo salito ai vertici della boxe mondiale, ha avuto modo di soffrire parecchio nella sua vita fin da ragazzino vittima di abusi, E non è stato sempre fortunato, anzi. Pensate che quando aggiunse al titolo WBA dei pesi leggeri quello del WBC la federazione britannica, cioè la sua, non glielo riconobbe. perché in quel periodo aveva un conflitto con questo ente. E soprattutto, a giudizio di chi scrive, fu vittima di una spaventosa ingiustizia quando perse il titolo mondiale contro Roberto Duran. Sia chiaro, Duran è stato uno dei migliori pesi leggeri della storia se non il migliore in assoluto e non solo, sempre a giudizio di chi scrive, ma il colpo con il quale battè Buchanan era spaventosamente basso. Non importa chi fosse avanti ai punti, Duran doveva essere squalificato. Invece dopo una pantomima permessa dall'arbitro Lo Bianco, fu Duran a diventare campione del mondo per la prima volta. Succede quando si ha il promoter giusto.

Buchanan non ha mai digerito questa ingiustizia e neppure il fatto che Duran non gli abbia mai concesso la rivincita ma solo l'onore delle armi a carriere finite. Lo scozzese che combatteva con i calzoncini coi colori della sua terra riuscì "solo" a tornare campione d'Europa togliendo il titolo a Cagliari al nostro Tonino Puddu. La Sardegna portava bene al grande pugile scozzese dato che quel titolo lo difese battendo sempre a Cagliari un altro sardo, Giancarlo Usai. Anche un altro pugile italiano, Vincenzo Pitardi, era stato battuto da Buchanan anni prima. Dopo il match con Usai, Buchanan si era ritirato ma, mal consigliato, era ritornato a combattere più di 4 anni dopo per un malinconico finale di carriera. Ancora peggio il seguito con problemi di depressione e alcoolismo, cose che purtroppo vanno a braccetto. Adesso non è più "Mano di pietra" Duran a portargli colpi bassi, ma la vecchiaia. Speriamo che la raccolta fondi a suo favore possa dargli una vita più dignitosa. Intanto un altro scozzese, Josh Taylor, ha promesso di portargli il trofeo Ali se vincerà la finale del torneo dei superleggeri contro Regis Prograis. Sarebbe bello.



