
Punteggi esagerati per il supermedio di Liverpool
Il match, come prevedibile, è vissuto tutto o quasi sugli assalti di John Ryder che per cercare di vincere aveva una sola strada, quella di accorciare la distanza, farlo con grande ritmo e mani veloci. Se c'è qualcosa da addebitargli in una grande prestazione è quella di non aver dato sufficiente ritmo ai suoi assalti nelle prime riprese. Lì Smith ha accumulato punti con il suo jab sinistro e quando lasciava andare le mani il mancino Ryder sembrava andare in pericolo, soprattutto sul destro portato in montante al corpo e diretto al volto. Ma poi l'uomo di Liverpool, fino a stasera ritenuto il miglior peso supermedio del mondo, è andato in crisi quando l'onda d'urto degli attacchi del rivale si è fatta pressante, una cosa che gli era successa altre volte.
Ryder è molto abile a passare sotto i colpi, a evitarli con spostamenti millimetrici del busto. Smith in difesa è molto meno bravo, si disunisce, non sa dove mettere le mani, se non trova spazio per le leve diventa molto meno pericoloso, anche se era certo infastidito da una ferita sotto il sopracciglio destro riportata fin dall'inizio.. Fatto sta che le ultime riprese lo hanno visto in evidente difficoltà, persino scosso come Ryder nel match non è mai stato, come quando nell'11° round un sinistro corto del londinese lo ha costretto a chiudersi barcollando. Se questo è l'uomo che Alvarez sceglierà come prossimo avversario assisteremo all'ennesima vittoria di "Canelo" frutto anche di scelte intelligenti.
Se vogliamo tornare alla metafora biblica del gigante Golia (Smith) contro il piccolo Davide (Ryder) con la quale abbiamo presentato questo match possiamo dire che questa volta Davide ha perso con grandissimo onore ma Golia non ha vinto. Nemmeno nel cuore della sua gente chiaramente delusa perché oltre alla vittoria voleva qualcosa che l'autorizzasse a sognare e quel qualcosa non c'è stato.



