
Joe Smith dopo il match
Cartellino scandaloso di un giudice
Smith ha combattuto molto poco negli ultimi tempi, dal 2017 questo era solo il quarto incontro. Il newyorkese aveva perduto contro Sullivan Barrera e Dmitry Bivol a fronte di una sola vittoria sul modesto Melvin Russell. Ma aveva ben chiaro cosa dovesse fare, non lasciare un attimo di respiro all'avversario, pressarlo di continuo, togliergli spazio e scaricare il destro che tante soddisfazioni gli ha dato. Anche il suo coetaneo Hart, figlio e allievo di Cyclone Hart che è stato un grande peso medio degli anni 70, uno dei pochi che possa dire di aver costretto Bennie Briscoe al pareggio e di aver fatto soffrire Marvin Hagler (altri tempi...), sapeva cosa fare. Ma non l'ha fatto. Il suo compito era muoversi lateralmente, evitare di essere portato alle corde, usare il jab in continuazione meglio se doppiato. Vi è riuscito con successo solo nel 3° round, per il resto ha avuto successo soprattutto nel legare anche oltre ogni livello di accettabilità.
Smith ha vinto con due soli colpi portati da un pugno solo, il gancio e il montante corto, entrambi destri. Non c'è stato un minuto in cui si potesse pensare a un risultato diverso, soprattutto dopo il 3° round e al 7° Smith, dopo aver aggiunto un buon lavoro al corpo, ha costretto con un gancio destro Hart a mettere un ginocchio a terra, brevemente ma quanto bastava per imporre il conteggio, e c'è da dire che probabilmente il gong ha quasi subito dopo salvato il pugile di Filadelfia. Da quel momento c'era solo da deccidere, tranne che per il signor Kinney, se Hart sarebbe potuto arrivare in piedi alla fine, frastornato anche da un angolo dove urlavano tutti, compresa la moglie manager che le guardie del corpo trattenevano a stento. Come se non bastasse Hart usciva ferito al 9° round da uno scontro di teste. Ora Hart dovrà cercare di capire cosa fare di se stesso ed eventualmente a quale peso farlo.



