Il giornalista sportivo americano Bill Stern, che è stato definito ai suoi tempi, la risposta dello sport ad Hans Christian Andersen; qualche tempo fa, raccontò questa storia ai suoi “amici” lettori. Ve la raccontiamo anche noi, sperando di non farvelo rimpiangere troppo. Questa è il racconto del sogno di un pugile che non si realizzò, Ma solo sul ring ! Nel 1912 c’era un pugile professionista che cercò la gloria sul ring con il nome di Marty O’Brien. In realtà era nato in Italia ma non poteva combattere con il suo nome Antonio Martino . Era un peso gallo tosto che non aveva paura di nessuno ma perdeva sempre anche se qualche volta non lo meritava . Il sogno di diventare un giorno campione del mondo non lo abbandonò mai ma doveva pur guadagnare soldi per mantenere la famiglia . Scoraggiato e deluso, Marty decise di lasciare il ring, apri un bar poi trovò lavoro nei vigili del Fuoco . In cuor suo però continuava sempre a sperare di coronare in qualche modo il suo sogno : conquistare gloria e fama sul ring. Questo però non per se stesso, bensì per il figlioletto che gli era appena nato. Quando il bambino diventò ragazzo, il vecchio pugile, che aveva solo accantonata la speranza, cominciò ad insegnargli i rudimenti della boxe e benché il ragazzo non fosse forte e possente, riusciva comunque ad essere competitivo per la sua grande combattività e la sua eccezionale vitalità. Da parte sua, il ragazzo mostrava interesse per la boxe ed anche lui , come il padre, voleva diventare… un campione del ring! Dopo qualche tempo il figlio del vecchio pugile debuttò da pugile . Disputò alcuni matches (…pochi), poi un giorno prese da parte il padre e gli disse :” Papà, io lo so quanto ci tieni che diventi un campione di boxe. Mi dispiace, so di darti un dolore, ma ho deciso di lasciare la boxe!”. Il padre nascose la sua delusione e gli chiese che cosa intendesse fare. Il figlio entusiasta, rispose :” Diventerò un cronista sportivo!”. Il padre gli diede la sua benedizione e pensò che dopo tutto era giusto che i figli realizzassero i “loro” sogni e non quelli dei… genitori! Con la benedizione del padre, il figlio, cominciò immediatamente la sua carriera di cronista sportiva. Per qualche tempo, il ragazzo scriveva di cronache sportive ed il padre era felice perché in qualche modo il figlio continuava ad avere un legame con il suo sport. Non era il “suo” sogno, ma per lo meno era …qualcosa. Venne però un altro giorno e nuovamente il figlio prese da parte il padre e gli disse :” Papà, ho cambiato idea! Non farò il cronista sportivo, voglio fare qualcosa di diverso e sono sicuro che riuscirò a fare grandi cose!”. Ancora una volta, mascherando il suo disappunto,il vecchio pugile diede la sua benedizione al ragazzo.

Per due volte il “suo” ragazzo l’ aveva “buttato” un po’ giù, prima “lasciando” il ring e poi “abbandonando” il giornalismo sportivo. Praticamente usciva dallo sport … ! Questo accadeva tanti anni fa. Volete sapere come andò a finire la “storia” ? Quel ragazzo, come tutti i ragazzi che bisogna assecondare nelle loro aspirazioni, senza “pretendere” che vivano e realizzino i nostri “sogni”, diventò una delle personalità più eminenti degli Stati Uniti! Suo padre che pur deluso aveva comunque dato la sua benedizione, fu veramente fiero di lui e non si rammaricò certo che quel figlio non diventasse un campione del mondo di boxe. Ma sarete sicuramente curiosi di sapere chi è quel ragazzo che lascio la boxe ed il giornalismo per diventare una grande personalità ? Bene , quel ragazzo era : l’inimitabile, l’ incomparabile , l’ inconfondibile, l’immenso ….”The Voice” (La Voce) Frank Sinatra. Nacque a Hoboken nel New Jersey nel dicembre del 1915 da genitori di origini italiane, Antonino Martino, siciliano di Larcare Friddi , e Natalina Maria Vittoria Garaventa, genovese del comune di Lumarzo.
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