Probabilmente l'intervento dell'arbitro Robert Hoyle che ha decretato il K.O.T al 2° round subito da Adrian Servin a favore di Robert Rodriguez a Las Vegas potrebbe essere considerato prematuro ma se teniamo conto che si trattava di un giovane pugile con scarsa esperienza ci può anche stare e infatti non è che ci siano state molte proteste. Servin è un peso gallo di 23 anni che viene da Phoenix, Arizona, ed ha accettato che il suo avversario pesasse oltre due libbre il peso indicato sul contratto, cioè circa un chilo in più. Del resto Rodriguez lo ha detto chiaramente che durante il periodo in cui era impossibile frequentare una palestra era salito fino a 125 e non è riuscito a scendere alle 118 previste. In tempi normali si poteva accusarlo di scarsa professionalità, di questi tempi diremmo di no.
Ci può anche stare che i 3 giudici che dovevano giudicare questo match abbiano dato proprio a Servin la prima ripresa che noi abbiamo invece assegnato al mancino Rodriguez. Servin, imbattuto come il rivale, si muoveva bene per il ring agendo d'incontro ma noi avevamo notato che i pugni di Rodriguez, imbattuto anch'egli e nato a San Antonio, Texas, 20 anni, percorrevano traiettorie più corte ed erano carichi di veleno. A inizio 2° round un diretto sinistro al plesso solare doppiato da un gancio destro al mento metteva al tappeto Servin che si rialzava un po' scosso. Da quel momento Rodriguez, senza foga ma con continuità, cercava la soluzione anticipata e Servin veniva più volte centrato dai colpi al volto dell'avversario sino allo stop.