Chi scrive ha con Alan Minter, mancato 48 ore fà a 69 anni dopo una lunga malattia, un rapporto abbastanza stretto e strutturato. Minter è infatti "l'antagonista", come si dice nel cinema, nella vicenda tragica di Angelo Jacopucci, cui dedicai un mio libro nel 2006, "L'Ultimo volo dell'Angelo Biondo" (Limina edizioni), e un altro pugile ovviamente citato nella mia biografia di Marvin Hagler, "Sei anni, sei mesi, dieci giorni" (Ultra, 2018).

A proposito del libro su Angelo Jacopucci, lo stesso avrebbe dovuto avere una riduzione cinematografica, con alcuni operatori che avevano ispezionato Tarquinia e parlato con la signora Giovanna, la moglie del povero Angelo, con l'attore Walter Nudo come protagonista. Per favorire questa riduzione cinematografica l'editore della Limina, il compianto Enrico Mattesini, mi chiese di fare un testo dedicato alla vita e alla carriera di Minter, scritto in prima persona immedesimandosi nel pugile, in cui vi sarei dovuto soffermare soprattutto nelle emozioni di quel drammatico incontro del '78 contro Jacopucci, che morì a seguito dei colpi subiti.
Il progetto del film tramontò, Mattesini morì e io rimasi con in mano questo testo, che decisi di far diventare un piccolo libro, VOLEVO SOLO VINCERE, pubblicato in proprio con l'editore Photocity Open. Il libro è appunto un breve testo, scritto come una piece teatrale, che immagina le emozioni di un pugile, Alan Minter, che comunque è stato uno dei grandissimi nomi dei pesi medi degli anni Settanta.
E ora sarebbe bello immaginare che Minter e Jacopucci si possano ritrovare e abbracciarsi di nuovo, come fecero alla fine di quello storico e bellissimo incontro di tanti anni fa, prima della tragedia...



