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Criminali-pugili? Quando il fango dilaga...

Paura

di Gualtiero Becchetti

E' difficilissimo diventare un atleta. Richiede disciplina, dedizione, indicibile spirito di sacrificio. Un pugile in modo particolare. Eppure c'é una strada molto semplice per diventarlo in appena un secondo, una scorciatoia indegna che troppi percorrono: essere dei criminali!

In questi giorni, come già mille volte é accaduto, della gentaglia senza arte nè parte ha commesso delitti disgustosi. Ma per creare il titolone che fa vendere giornali e aumenta gli ascolti televisivi, cosa di meglio se non definire tali criminali "pugili"? Sì, in questo caso é sufficiente avere messo il naso in palestra qualche volta e persino in quelle dove si fa altro e non certo la boxe ed ecco che per un perverso incantesimo si viene eletti al rango di "pugili"! Un attimo ed ecco che la scorciatoia é percorsa...

E mentre nelle centinaia di palestre sparse in ogni angolo d'Italia un commovente, meraviglioso esercito di ragazze e ragazzi si allena e stringe i denti per meritare tale qualifica, a balordi senza arte né parte basta appunto un secondo. Massacrando qualcuno, macchiandosi di infamie senza giustificazione!
Ed é persino una battaglia persa tentare di spiegare che per essere pugile bisogna possedere una tessera federale, si devono superare severi accertamenti medici, occorre un lungo tirocinio e infine bisogna salire sul ring! Un battaglia persa...Nessuno presta ascolto alle rimostranze dei pugili "veri", di coloro che li accompagnano nel loro percorso, degli appassionati che sanno cos'é la boxe. Il titolo a tutta pagina, l'annuncio televisivo hanno intanto già seminato il virus fatale e tutti sappiamo che la condanna fa notizia assai più dell'assoluzione.

Conosco i pugili, una "marea" di pugili.

Avevo ancora i calzoncini corti e il "moccio" al naso quando ho cominciato a vederli da vicino. In mezzo a tale stuolo c'é esattamente ciò che si trova nel resto della società. Anzi, forse no. Probabilmente le persone perbene che calzano i guantoni sono in percentuale maggiore. Mille storie di cui sono stato testimone potrebbero comprovarlo.
Eppure basta il balordo comparso malauguratamente in una palestra a legittimare secchiate di fango su un intero mondo...Basta la mela marcia.
E' vero. Il pugile dà e riceve pugni. Ma nel 99% dei casi é una persona che esce dalla palestra migliore di quando é entrata, campione o comparsa che sia. II rispetto del rivale e delle regole, l'abitudine a vivere quasi come un "semi-monaco", l'educazione all'orgoglio e al coraggio, la consuetudine a cadere e a sapersi rialzare....Questo e tanto altro é ciò che s'impara nelle palestre di boxe. Ed é ben noto a tutti che se non si accetta tale stile di vita o si va via o si viene più spesso mandati via...
In una paese come il nostro, seguendo il perverso metodo della generalizzazione, ogni pecora nera della società sarebbe da definire "calciatore", dal momento che praticamente tutti abbiamo tirato quattro calci al pallone! Un'idiozia. Anzi, peggio! Una bugia idiota!
Ma ciò vale per tutto fuorché per il pugilato.
Per tale motivo si devono riscoprire le radici storiche e culturali di una delle più antiche e nobili discipline agonistiche. Per questo io la definisco lo "sport-non solo-sport"!
Guardateli, guardateli bene le giovani e i giovani quando salgono e scendono dal ring, fosse per un campionato del mondo o per il debutto tra le sedici corde. Indagatane l'espressione degli occhi, il comportamento, la dignità nella vittoria e nella sconfitta, nel sorriso e nelle lacrime.
Sono certo che il mondo sarebbe un luogo migliore se fosse popolato da più persone come loro.

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