logo facebook

SEGUICI SU FACEBOOK

Archivio

A Mantova Khalladi batte Kaba per ko al 7° round

Tempestoso Khalladi. E’ lui il più forte. Quel diretto destro, carico di dinamite, che il tunisino di Genova porta con tempismo e precisione caricandolo con tutta la spalla, ha fatto un’altra vittima sul ring di Mantova.  Anche Arblin Kaba è “saltato”. 
Colpito al mento, d’incontro, l’italo-albanese di Bologna è crollato giù. Abbattuto. Proprio come Domenico Valentino nel match del 25 settembre scorso a Marcianise. La scena è quasi simile. Khalladi finta, si abbassa un po’ sul lato sinistro, scorge l’avversario che sta per iniziare una attacco e vede una fessura nella sua guardia. 
E’ un attimo. Khalladi lo coglie al volo. Spietato. E fa esplodere il destro. Veloce. Potente. Preciso. Un colpo magistrale che passa attraverso un pertugio ed esplode sul volto dell’avversario. Si spengono le luci, Arblin Kaba piomba giù. La stessa crudele sorte toccata 47 giorni fa a Domenico Valentino, nella sua Marcianise, anche lui - l’uomo che da dilettante in maglia azzurra era diventato campione del mondo nel 2009 - abbattuto dal trentaduenne tunisino-genovese che sta vivendo un sogno. Nel luglio 2019 Khalladi aveva costretto al ritiro Marcello Matano al settimo round. Conquistando il titolo del Mediterraneo nei pesi welter. Il 25 settembre di questo’anno, sconvolgendo il mondo e le ambizioni di Valentino, ha allungato le mani sul titolo Intercontinentale IBF dei leggeri.
E adesso il suo micidiale destro ha abbattuto anche Arblin Kaba, il campione d’Italia dei superleggeri.
Il knock out subito dal ragazzo di Bologna è stato terribile. Crudele. Mentre a Marcianise Valentino forse sarebbe riuscito a rialzarsi, ma la caviglia destra dolorante, infortunatasi nella caduta, glielo ha impedito, nel caso di Kaba il tentativo di rialzarsi si è scontrato con una amara realtà: le gambe non reagivano. Ci ha provato, ricadendo subito.
In quel momento Arblin ha conosciuto il primo grande dolore della sua ancor giovane carriera. “Un pugile al tappeto è l’uomo più solo al mondo”, dice il mitico Gene Tunney.
Triste da digerire. La primissima sconfitta in carriera. Arrivata subendo un crudele knock-out.
Succede. Può succedere. Quando si affronta un avversario più forte, più potente. Arblin Kaba aveva accettato questa sfida. Pur conoscendone le difficoltà, i rischi.
Una sfida intensa, emozionante, che stava confermando tutte le aspettative della vigilia.
L’uno contro l’altro due personaggi emergenti della boxe italiana. Da una parte Mohamed “Clay” Khalladi, 32 anni,  campione Intercontinentale IBF; dall’altra parte Arblin Kaba, 26 anni, campione d’Italia dei superleggeri.
Kaba aveva cominciato meglio. Già nel primo round aveva portato un colpo che aveva scosso Khalladi. Addirittura nel corso della seconda ripresa il pugile di Bologna centrava Khalladi con un corto e rapido gancio, rubando il tempo a “Clay”, che subiva il conteggio.
Kaba teneva l’iniziativa, era partito con un ritmo maggiore, con baldanza. Khalladi commetteva l’errore di “fare la battaglia” e di accettare gli scambi, terreno preferito da Kaba.
Cambiava tattica, il tunisino di Genova. Con l’uso delle finte e quel tipo di boxe anche un po’ istrionica, cominciava a confondere l’avversario. Poi, ha aumentato il ritmo. Ha dato consistenza alla sua azione. Facendo valere la maggiore fisicità.
Kaba cominciava a perdere sicurezza. Non era più brillante come nei primissimi round.
Cambio di passo deciso da parte di Khalladi. Il diretto destro lì in agguato. Kaba è riuscito per cinque round ad evitarlo.

Khalladi lancia il sin

Ma… alla settima una distrazione, la guardia un po’ scoperta e la zampata maligna di Khalladi non gli ha lasciato scampo.
Era un combattimento senza un titolo in palio. Pertanto Arblin Kaba conserva quel titolo italiano dei superleggeri che avrebbe dovuto difendere lì a Mantova, ma che non gli è stato possibile per i forfait prima di Randazzo e poi di Scarpa.

E’ il momento magico di Mohamed “Clay” Khalladi. Pugile imprevedibile, istintivo, potente. Dotato di grande fisicità. E attualmente di enormi certezze. E’ il quarto successo consecutivo “prima del limite” per il ragazzone allenato da Dino Orso e da Fabrizio La Mantia. Con questo spettacolare successo, Khalladi porta il suo record professionistico a 15 vittorie (9 per KO), 8 sconfitte e 1 pari.

RISULTATO

Pesi superleggeri: Mohamed Khalladi (Genova, Kg 63,800) batter Arblin Kaba (Bologna, kg 63,900) per KO al settimo  round.

RIFERIMENTI

BOXE RING WEB

EDITORE FLAVIO DELL'AMORE

Autorizzazione

Tribunale di Forli' n. 2709

CHI E' ONLINE

Abbiamo 1416 ospiti e nessun utente online

FORUM

logo boxeringweb2017c

Il Forum a cura di NonSoloBoxe

Per discutere di Boxe e non solo...

CLICCA SUL BOTTONE
PER ACCEDERE AL FORUM

go