
Lo avevamo lasciato a Mosca quasi quattro anni fa, luglio 2017, dove perse per ko alla quarta ripresa dal russo Eduard Troyanovski. Adesso, a quasi 39 anni che compirà il prossimo maggio, Michele Di Rocco (41-3-1, 18ko) ha annunciato il proprio rientro agonistico come pugile professionistico. Lo farà affidandosi come manager a Davide Bianchi, uno dei migliori cutman in circolazione, livornese già pugile dilettante.
Michele Di Rocco è stato uno dei grandi talenti della boxe italiana dei primi anni Duemila. Dopo aver partecipato all'Olimpiade di Atene 2004, sconfitto ai quarti alle soglie del podio, passa professionista come peso superleggero alla corte di Rosanna Conti Cavini e in pochi anni diventa mondiale giovanile, campione italiano e dell'Unione Europea dopo due epici match contro Giorgio Marinelli. Nel settembre 2007 a Livorno, in uno dei match più discussi degli ultimi vent'anni, perde prima del limite contro Giuseppe Lauri quando è in nettissimo vantaggio ai punti, per alcuni anni tiene una carriera di basso profilo nei pesi welter fatta di tanti match contro svariati collaudatori. Passa a farsi gestire dalla Opi 2000 della famiglia Cherchi, poi torna alla casa madre grossetana e nell'aprile 2012 a Vicenza con un clamoroso ko alla prima ripresa inferto proprio a Giuseppe Lauri torna di nuovo campione dell'UE dei superleggeri. Allora eccolo ancora sotto l'ala di Salvatore Cherchi, che nel giugno del 2013 gli dà l'occasione del vacante titolo Europeo che Michele conquista a Brindisi battendo Lenny Daws ai punti. Di Rocco difende vittoriosamente il titolo per quattro volte, quindi si presenta a Glasgow nel maggio del 2016 per l'assalto mondiale al vacante titolo WBA contro Ricky Burns. Quella sera Di Rocco è l'ombra del pugile visto negli ultimi anni e perde per ko tecnico all'ottava ripresa.
Adesso ecco il rientro, con lui che assicura che non si tratta di uno scherzo e che ancora la voglia di far bene non gli è passata. Davide Bianchi, che ne ha preso la procura dopo un colloquio privato successivo al match mondiale tra Magnesi e Kinigamazi, che il manager livornese seguì come cutman dello svizzero di colore, assicura di avere in mente grandi cose per lui. Bianchi è nome molto apprezzato per ciò che riguarda la cura sanitaria dei pugili a livello internazionale: formatosi negli Stati Uniti, in grado di parlare fluentemente quattro lingue, è stato infatti agli angoli della campionessa polacca Eva Brodnicka e degli svizzeri Ornella Domini e giusto di Patrick Kinigamazi.
Medico specialistico in una clinica privata di Ginevra nella vita di tutti i giorni, Bianchi, oltre Di Rocco, ha già in mano la procura per l'attività di Leonardo Damian Bruzzese, Pasquale Delli Paoli, Chibata Matos e Marius Antonietti.
Adesso non rimane che attendere con grande curiosità il momento del primo match di quello che sarà il Michele Di Rocco 2.0.
Andrea Bacci



