Il campione di boxe, il personal trainer , il preparatore agonistico, il relatore spesso percorrono strade parallele, inseguono lo stesso obiettivo e hanno destini incrociati .
Succede che il miglior pugile italiano 2018 ha visitato tutte queste realtà con successo ma ora i momenti brillanti sono solo un ricordo , e questo periodo macchiato dal Covid 19 richiede nervi saldi e una profonda fiducia nelle proprie capacità.
Luca Rigoldi ha appena chiuso un 2020 molto avaro di soddisfazioni.
La pandemia ha ridotto ai minimi termini il suo lavoro nelle palestre che gestisce a Vicenza e a Thiene e ora non è nemmeno più campione d'Europa dopo la maledetta sera del 17 dicembre a Milano dove niente è andato per il verso giusto e il britannico Yafai gli ha portato via il titolo .
-E un momento veramente difficile quello che stiamo vivendo . Le palestre sono chiuse. Il lavoro che posso fare con alcuni agonisti è veramente ridotto ai minimi termini. In questo momento il coronavirus ha cambiato il nostro quotidiano: gli incassi sono ridotti al minimo e le spese fisse rimangono da sostenere con i nostri risparmi .
Sono molto impegnato nella preparazione fisica dei frequentatori delle nostre palestre e la socializzazione tra le persone che è una componente fondamentale nell'attività ludico- motoria non può essere sostituita da remoto .
Ho progetti - Continua Rigoldi - con aziende per sviluppare corsi di team building che è un valido strumento per stimolare la motivazione del personale . In questa realtà la preparazione pugilistica risulta un veicolo impagabile per ottenere gli obiettivi, ma tutto è fermo.Un guaio enorme !
Tornando al pugilato come ti senti ? Stai smaltendo l'amarezza della sconfitta di Milano ?
-La reazione che metto in atto dopo una delusione sia fisica che mentale è sempre la stessa :il lavoro ! Mi sono allenato ogni giorno. Non ci sono soluzioni al mio impegno quotidiano. Voglio essere sempre pronto a tornare sul ring . Quando il lockdown mi ha impedito di muovermi mi sono allenato a casa e appena posso torno dal mio maestro Gino Freo a Piove di Sacco che mi chiede il massimo impegno a cui rispondo con entusiasmo fino a stancarmi .La delusione dopo la sconfitta con Yafai ? E' stata forte.
Nulla è andato per il verso giusto quella sera .Sono tutt'ora convinto che contro Yafai su dieci match ne vincerei sette ! E'bravo a lavorare " sotto e sopra" ma quando l'ho colpito , come volevo, tra la settima e l'ottava ripresa ha accusato e ha cercato di "girare al largo". Soffriva il mio ritmo e la fotografia del match la si vede nelle immagini finali . Yafai aveva il viso profondamente segnato e io ero pulito -
Cosa non rifaresti se potessi tornare ai giorni e alle ore precedenti al match del 17 dicembre ?
-Con il senno di poi si possono raccontare tante cose ma a me piace dire solo verità. Yafai so che ha avuto uno stuolo di sparring mentre io ho potuto sfruttare solo la presenza dell'amico Boschiero e pochi altri ..C'era il lockdown e non era facile trovare sparring ,inoltre ho patito una preparazione muscolare fuori dal normale poche ore prima del match .
Mi sono riscaldato per un'ora prima di andare sul ring, da solo, in uno spogliatoio. Non poteva esserci il mio maestro od i secondi perchè erano all'angolo di Boschiero. Non è stato piacevole. Sono partito troppo lentamente e ho avvertivo qualcosa di negativo che mi circondava . Non mi piace fare polemiche ma non essere stato avvertito che Yafai avrebbe combattuto con guanti diversi dai miei non mi ha facilitato il compito . E' comunque vero che che dovevo assolutamente crederci di più nelle ultime riprese. Se potessi tornare indietro affronterei diversamente certe situazioni-
-Ora è tutto da rifare e bisogna riprendere il cammino nel migliore dei modi , ma come ?
- La strada ? Sempre quella : massima professionalità, tanto lavoro, mai guardarsi indietro. Ho chiesto a Loreni di procurarmi appena possibile un rientro sulle sei riprese ,sempre nella speranza che la pandemia allenti la morsa.
Voglio essere ottimista. Vivo in una terra dove avverto che esiste molta attenzione nei miei confronti. Vicenza e territori limitrofi sono molto interessati ai miei progetti agonistici. Io continuo a credere di poter essere competitivo da subito a livello continentale e quindi penso che magari in estate qualcosa d'importante potrebbe venir fuori.-
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Rigoldi pronto a ripartire con professionalità e ambizioni immutate
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