Match inutile e insulso a Las Vegas
Nella sagra della noia, quella sì mondiale e non come l'incredibile titolino ad interim della WBO per quanto riguarda i pesi superpiuma, Shakur Stevenson ha battuto ai punti con l'unanime punteggio di 120 a 107 il namibiano Jeremia Nakathila che chissà per quale motivo è stato portato su un ring prestigioso come quello di Las Vegas. Lo sbadiglio è stato il risultato più notevole e deve averne repressi parecchi anche l'arbitro Celestino Ruiz che nella seconda parte del match, ahinoi previsto sulle 12 riprese, ha più volte esortato i due pugili a combattere sul serio. Nakathila, 31 anni, fa solo una cosa, cioè lancia il jab sinistro più o meno dove va va e poi cerca di farlo seguire dal diretto destro, 999 volte su 1000 fuori misura di mezzo metro. Dall'altra parte Stevenson bloccava con il guantone destro aperto il jab e ogni tanto, quasi per rispettare un contratto, metteva un colpo d'incontro. Su uno di questi, un gancio destro, a fine 4° round il namibiano è andato a terra ma in realtà erano più una spinta e una scivolata che un colpo. Chissà, forse l'arbitro voleva interrompere la noia con un bel conteggio.
Sembrava che ogni tanto Stevenson avesse voglia di prendere l'iniziativa ma poi lasciava perdere e tutto tornava a svolgersi come prima. Il pubblico, da queste parti ben diversamente abituato, doveva essersi addormentato perché nemmeno rumoreggiava e di sicuro Jamel Herring, che detiene il titolo di sigla WBO, quello non ad interim, ed era venuto a visionare Stevenson, non si è molto preoccupato.
E' ovvio che Stevenson sappia fare di più ma se vuole lasciare un segno nella boxe del XXI secolo sarebbe meglio si desse un po' più da fare.




