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Ariel Hernandez il cubano due volte campione olimpico e mondiale

Quella che raccontiamo oggi è la storia di un altro eroe del pugilato cubano, campione olimpico a Barcellona 92 e ad Atlanta 96; campione mondiale  nel 1993 e nel 1995; campione mondiale Youth nel 1989 e nel 1990; sette volte campione nazionale il cui nome è inserito tra i cento migliori atleti cubani nel XX secolo. 
Stiamo parlando del peso medio Ariel Hernandez Azcuy.
Ariel è nato nel 1973 a Pinar del Rio.
Ha iniziato a praticare sport a soli nove anni, come lanciatore di baseball. 
Alla fine del 1984 Hernandez, seguendo le orme del fratello maggiore, all'età di 14 anni entra nella locale scuola di iniziazione allo sport frequentando la scuola di pugilato.
In quel periodo pesava 54 chilogrammi e il suo sogno era quello di diventare un campione olimpico, al pari del suo idolo, Teofilo Stevenson.
I professori della scuola intravedono in lui le qualità del potenziale fuoriclasse. Venne così rapidamente promosso alla scuola superiore di perfezionamento atletico dove proseguì nella sua formazione fisica e pugilistica.
Nel 1989, a soli 16 anni, viene selezionato nella rosa della squadra nazionale Youth (under 19) che si sta preparando per i mondiali di Bayamon-P.rico.
Boxer Ariel Hernandez - 2x Olympic Gold Medalist for Cuba in 1992 and 1996
Il ragazzino fa subito vedere a tutti di che pasta è fatto vincendo tutti e quattro gli incontri, portando così in patria la medaglia d’oro della categoria 67 kg, battendo in finale il tedesco dell’est Chris Bartholomess, costretto ad abbandonare il match nella prima ripresa per infortunio.
L'anno successivo, l’AIBA decide di anticipare di un anno, al 1990, la nuova edizione dei mondiali Youth fissando l’evento a Lima in Perù.
Così, Ariel Hernández ebbe nuovamente l'opportunità di combattere ancora nella categoria Youth. 
Anche in questa occasione vince il torneo alla grande superando ogni ostacolo, arrivando a prevalere nella finale sul russo Nurgam Smanov (19-9). Hernandez diventa così il primo pugike nella storia della boxe dilettantistica a vincere in due occasioni il mondiale giovanile.
Il conseguente passaggio tra i senior non è facile.
A quel tempo titolare indiscusso e indiscutibile della nazionale cubana nella categoria dei pesi welter è Juan Hernández Sierra che sconfigge il giovane Ariel ai campionati nazionali del 91.
Però, nè Ariel Hernández, nè i tecnici federali si abbattono più di tanto per quella battuta d’arresto e insieme decidono che è arrivato il momento di salire nella categoria superiore dei 75 kg, quella dei pesi medi.
La scelta si rivela essere subito azzeccata. Il ragazzo, a gennaio 92, vince il campionato nazionale Playa Girón e il torneo internazionale Giraldo Córdova Cardín, battendo in entrambe le occasioni nell’incontro finale Ramon Garbey.
Hernandez diventa così il miglior peso medio cubano partecipando a vari tornei Internazionali, dove ottiene il successo nello Strandja Memorial di Sofia e raggiungendo la finale alla Chemistry Cup di Halle, battuto da Bert Schenk, futuro campione mondiale dei pesi medi WBO.
Nonostante la giovane età e la relativa esperienza internazionale, Alcides Sagarra, mitico selezionatore della squadra nazionale caraibica, decide che sarà il ragazzino a rappresentare Cuba ai giochi di Barcellona, torneo che, come logico, non lo vede partire tra i favoriti alla vittoria finale.
I pronostici della vigilia indicano come possibile vincitore lo statunitense Chris Byrd, futuro campione mondiale tra i professionisti tra i pesi massimi.
A Barcellona Hernandez è fantastico. Riesce ad esprimere il meglio del suo repertorio, mettendo in luce la sua scherma raffinata e l’innata capacità di eludere i colpi degli avversari.
Nessun problema nei primi due turni dove supera il ghanese Laryea (6-0) e Gilberto Brown (13-2) delle isole Vergini.
Nei quarti si gioca la medaglia contro un avversario esperto e scorbutico, il tedesco occidentale Sven Ottke, campione mondiale s.medi IBF tra i pro, con il quale si impone con relativa facilità (14-6).
In semifinale anche il coreano Lee Seung deve inchinarsi alla classe del cubano (14-1).
Arriva così l’attesa finale contro Chris Byrd.
Ambedue hanno dato spettacolo durante tutto il loro percorso e perciò si pensava di assistere ad un incontro epico.
Invece, forse anche sopraffatti dall’importanza della posta in palio, diedero vita ad un incontro monotono e poco soettacolare, preoccupati entrambi di lanciare solo colpi graditi alla giuria, un po’ come avvenuto a Tokyo nel match tra Andy Cruz e Keyshawn Davis.
Alla fine il verdetto dei giudici premia oltre misura Hernandez (12-7), che così, a 19 anni, conquistò la medaglia d’oro olimpica, la settima per Cuba in quella edizione dei giochi.
Nelle sue intenzioni e in quelle di Sagarra, il 1993 dovrà essere per lui l’anno della conferma ad alti livelli, con l’obiettivo dichiarato di vincere la medaglia d’oro ai mondiali di Tampere in Finlandia.
La stagione inizia al meglio con il successo ai campionati nazionali Playa Giron anche se deve cedere a Juan Cumba nella finale del Giraldo Córdova Cardín.
Dopo il successo sul tedesco Eigenbrodt nel dual match Europa-Nord America, Hernandez arriva alla vigilia dei mondiali di Tampere al massimo della condizione.
Però, pur vincendo la medaglia d’oro, la sua prestazione non è delle più brillanti.
Nei quarti si trova nuovamente di fronte il tedesco Ottke in un combattimento che si concluse con un verdetto di parità (2-2), ma che Hernandez si aggiudicò per le preferenze espresse dai giudici.
Dopo eliminato l’olandese Raymond Joval (11-4), in finale supera di stretta misura (9-7), il georgiano/turco Akim Kuloglu (kakauridze), verdetto che non trova il consenso del pubblico in sala.
Hernandez concluse  il 1993 vincendo i Giochi centroamericani di Ponce-Porto Rico, in cui supera nella finale per il primo posto Marvin Penniston di Trinidad e Tobago.
Nel 1994 conferma la sua supremazia nazionale vincendo i campionati nazionali Playa Giron e il Giraldo Córdova Cardín superando in entrambe le occasioni nell’incontro finale il connazionale Juan Cumba, vendicando la sconfitta dell’anno prima.
Viene però eliminato a sorpresa nei quarti di finale della World Cup di Bangkok dal tedesco Bert Schenk, sua autentica bestia nera, che lo sconfisse anche nel 92 ad Halle.
Si rifà vincendo i Goodwill Games di S.Pietroburgo dove in semifinale supera il russo Alexander Lebziak, campione olimpico a Sydney 2000.
Nel 95 Hernandez intensifica ulteriormente la preparazione in vista dei mondiali di Berlino dove cercherà di bissare il successo di Tampere 93 e sopratutto convincere gli addetti ai lavori.
Inizia la stagione come le precedenti, ossia aggiudicandosi il Playa Giron e il Giraldo Cardin.
Vince la medaglia d’oro ai giochi panamericani di Mar del Plata.
A Berlino arriva al massimo della condizione confermandosi campione mondiale e disputando, probabilmente, il miglior torneo della carriera.
Batte nell’ordine lo statunitense Wright (16-2), l’armeno Vanesyan (7-2), il russo Sultanov (7-2), l’uzbeko Yarbekov (6-1) e nella finale per la medaglia d’oro il polacco Tomasz Borowski (6-2).
Nei cinque incontri disputati è praticante intoccabile, concedendo agli avversari di mettere a segno solo nove colpi. 
Il cubano conclude l’anno battendo nuovamente Borowski all’AIBA World Challenger Match di Macon in Georgia.
Il 1996, anno dei giochi di Atlanta, inizia con il solito copione, ovvero con il successo al Playa Giron Tournemant (i campionati nazionali cubani).
Si aggiudica poi lo Strandja memorial in Polonia e la Chemistry Cup di Halle in Germania, battendo nuovamente in finale Sven Ottke, e per l’ennesima volta il Giraldo Cardin.
117 Ariel Hernandez Photos and Premium High Res Pictures - Getty Images
Deve cedere però nella semifinale del Gran Prix di Usti dinnanzi al polacco Borowski.
All’età di soli 23 anni, Hernandez arriva così a giocarsi la sua seconda opportunità olimpica al meglio della condizione.
Nella rassegna di Atlanta il campione cubano ha dato per l’ennesima volta una grande dimostrazione di classe, mettendo in mostra la consueta tecnica sopraffina che gli permette di mettere a segno colpi efficaci e precisi, mandando contemporaneamente a vuoto, con movimenti laterali delle gambe, l'assalto dei suoi avversari.
Dopo aver sconfitto senza infierire l'egiziano Salin Kabary nel match d’esordio, arrivano per Hernandez nel secondo e nel terzo turno le maggiori difficoltà.
Si trova di fronte per l’ennesima volta il tedesco Sven Ottke e il corpulento russo Alexander Lebziak, imponendosi con largo margine su entrambi.
Contro di lui nulla possono in semifinale lo statunitense Roshi Wells e in finale il turco Malik Bayleroglu, superato con un netto 11-3.
Troppa la differenza di classe in favore del pugile cubano, incontrastato dominatore della categoria, che conquista così il suo secondo alloro olimpico.
Da questo momento inizia però il suo declino fisico e sportivo.
Il 1997 è per lui un anno negativo.
Vince ancora il Playa Giron ma faticando più del previsto nella finale contro Jorge Gutierrez Espinosa, futuro campione olimpico, che soccombe di stretta misura (3-2), ma che però si prenderà la rivincita nel Giraldo Cardin 
Ai mondiale di Budapest viene battuto in finale dal beniamino locale Szolt Erdei, da professionista campione mondiale medio massimi WBO e massimi leggeri WBC, grazie al successo del 2009 a Kiel su Giacobbe Fragomeni.
La verità è che per Hernandez, oltre al naturale logorio per una attività iniziata giovanissimo, è quasi impossibile riuscire a mantenere il peso per rientrare nella categoria dei 75 chilogrammi.
A Cuba esplode il dualismo con Espinosa. I due sono protagonisti di diversi scontri feroci.
La commissione tecnica nazionale decide di puntare ancora sul due volte campione olimpico per due delle tre principali competizioni del 1998. 
Hernandez prevale così ai Giochi centroamericani e caraibici di Maracaibo in Venezuela e vince la medaglia d'oro ai Goodwill Games di New York. Gutiérrez, si consola con il successo alla Coppa del Mondo di Pechino.
Nel 1999 Ariel viene ancora selezionsto per rappresentare il suo paese ai Mondiali di Houston, in Texas, sempre nella categoria dei pesi medi.
Senza la consueta velocità di gambe e di braccia, e con poche energie per le difficoltà a rientrare nei limiti di peso della categoria, Hernandez deve cedere al primo turno di fronte rumeno Adrian Diaconu, futuro campione mondiale dei medio massimi WBC. 
Il fuoriclasse cubano non è più il campione ammirato in questi anni. Soffre da tempo di epatite, malattia che lo tenne lontano dalla palestra per alcuni mesi, facendolo ingrassare a dismisura.
All'inizio del 2000, partecipa per l’ennesima volta al torneo Playa Girón, nella per lui inconsueta categoria dei 91 kg, perdendo al secondo turno contro Odlanier Solís, medaglia d’oro ai giochi olimpici di Atene.
Fece enormi sacrifici per tentare di ridurre il suo peso a 81 kg (medio massimi), cercando di entrare nella squadra che parteciperà ai giochi di Sydney, con l’obiettivo di vincere la terza medaglia d’oro olimpica della sua straordinaria carriera.
Il problema del peso fu purtroppo per lui insormontabile e lo costrinse al ritiro prematuro, a soli 27 anni, 15 dei quali trascorsi nella squadra nazionale cubana, con il fantastico score di 206 vittorie e 17 sconfitte.
Il suo addio ufficiale, con tutti gli onori, avvenne durante la celebrazione della IV Olimpiade sportiva cubana, nel 2008 a l’Havana.
Subito dopo inizió a lavorare come allenatore per la squadra nazionale del suo paese diventando poi consulente della rappresentativa del Venezuela. Al termine del contratto è ritornato in patria occupandosi della preparazione dei futuri campioni nella preselezione cubana.
Max
 
 
 
 
 
 

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