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E' la solita storia...

 

La Matchroom e i verdetti assurdi, è certamente un caso

E' la solita storia...Ogni volta che si affaccia un organizzatore che ha finanze, energia imprenditoriale e pugili che combattono per lui si guarda al nuovo venuto con fiducia, si ascoltano promesse, dichiarazioni di intenti che puntano a una boxe più pulita, giudizi equi ed opportunità per tutti. Successe per esempio quando Oscar De La Hoya lanciò la Golden Boy Promotions assieme al finanziere svizzero Schaefer, addirittura all'epoca De La Hoya ingaggiò dei pugili come partner di questa nuova avventura, come Bernard Hopkins, Marco Antonio Barrera, Shane Mosley, quasi tutti svaniti poco dopo. In poco tempo si capì che il Golden Boy era come tutti gli altri, si comprò persino The Ring pur di assicurarsi anche il controllo sulla rivista americana più nota.  In un mercato che cambia solo piattaforme di distribuzione per la fruizione, dalla vecchia normale televisione ai canali ad abbonamento, alle pay per view alle piattaforme digitali, tutto il resto rimane uguale.

Anche quando comparve Matchroom le promesse si sprecarono. L'uomo alle spalle della novità si chiama Eddie Hearn, figlio d'arte di Barry che, lasciata l'organizzazione del pugilato, ha fatto fortuna con le freccette, cosa che da noi sembra inverosimile ma in Gran Bretagna non lo è affatto. Hearn ha fatto dapprima un buco nell'acqua con l'olimpionico di Sydney Audley Harrison ma, pur "sbertucciato" dal pubblico, ha insistito facendo della Matchroom una organizzazione formidabile. Ed ecco che il solito problema dei verdetti assurdi salta fuori, naturalmente a protezione del pugile dell'organizzatore, mai il contrario,e non è la sola cosa che non funziona. Andiamo a vedere solo le ultime cose.

Uno dei pugili che ha firmato con la Matchroom si chiama Lewis Ritson, è un leggero poi diventato superleggero, ha un forte seguito nella zona di Newcastle, è un combattente, ha pugno, dà spettacolo, ma non è un pugile di valore mondiale. Il 17 ottobre del 2020 incontra Miguel Vazquez, un pugile che è stato qualcuno ma in fase calante. Sembra il solito pugile in cerca delle ultime borse consistenti ma quando si accorge che Ritson non è un granché decide di dargli una lezione di boxe. E invece gli danno il verdetto contro e uno dei giudici, beccato distratto durante una ripresa, lo vede addirittura 6 punti sotto.

Il bel Eddie, il solito filo di barbetta di 2 giorni, (ma incolta in modo curatissimo e studiato), coglie l'occasione e si dichiara scandalizzato non del verdetto, badate bene, ma del punteggio. Nel match seguente Ritson incontra il fortissimo argentino (ma lo sapevano o no?) Jeremias Ponce, che lo pesta come un macellaio pesta una bistecca. Al 10° round l'arbitro Steve Gray (segnatevi questo nome e se un vostro pugile se lo ritrova non fatelo combattere) arriva al punto di calciare via l'asciugamano che era volato dall'angolo di Ritson dopo un primo atterramento. Ce ne vorranno altri due per farlo desistere dal far continuare il match diventato un inutile massacro.

Non è che un esempio fra diversi, ma uno c'è stato anche in Italia nell'europeo fra il belga di origini italiane Francesco Patera e Domenico Valentino. E' un match europeo a Milano, non robetta, ed è quel titolo che Patera ha conquistato vacante proprio contro Ritson venendo messo subito sotto contratto dalla Matchroom. Un Valentino in forma, come era quella sera dell'autunno del 2019, era l'ideale per fare impazzire Patera che è uno che va a nozze contro chi viene dentro come Ritson o Boschiero ma non quando si trova davanti uno furbo che boxa come Valentino o anche come Henchiri. Valentino lo porta letteralmente a scuola per metà match poi le cose si fanno più equilibrate, Valentino va a terra all'ultimo round ma ha assolutamente vinto. Eppure il verdetto va a Patera, neppure l'atterramento sarebbe stato decisivo, meglio se il campano fosse stato a casa sua, tutta fatica sprecata.

L'ultimo esempio è sabato sera. Daniel Jacobs non è il pugile di un tempo ma perde contro John Ryder, uomo Matchroom, anche se, scusate il gioco di parole, non ha affatto perso, anzi, trovare 7 riprese a favore di Ryder è un miracolo che non sarebbe riuscito nemmeno a chi aveva trasformato l'acqua in vino, eppure due giudici ci riescono e la cena è servita. Non è finita. La Matchroom ha sotto contratto quasi tutte le migliori pugili britanniche con l'aggiunta dell'irlandese Katie Taylor, la star del gruppo femminile. Una delle ultime arrivate è Ellie Scotney che è solo al 4° match da professionista ma ha la strada bella spianata. Prova a batterla l'argentina Jorgelina Guanini che un fenomeno non è ma che capisce che la Scotney non ha i 10 round da 2 minuti nelle gambe e nei polmoni, soprattutto se la si massaggia ai fianchi. Forse lo capisce un po' tardi ma la Scotney è fortunata a finire sulle proprie gambe e naturalmente si porta a casa il verdetto. La Guanini era stata turlupinata anche l'anno prima contro Rachel Ball, sempre in quel di Londra. Che c'entri la guerra delle Falkland?

Certamente sono dei casi. Come un caso sarà che la tanto sbandierata piattaforma streaming senza pay per view fra non molto introdurrà proprio questo sistema per gli incontri più importanti. Scommettiamo? Come dicevano Aldo, Giovanni e Giacomo in un famoso film "Così è la vita". Certamente, ma almeno loro fanno ridere e non piangere.

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Eddie Hearn

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