Dal 20 Febbraio 1999 al 20 Febbraio 2020 passando per il 21
Febbraio 1987: Angelo Rottoli…
Se avessimo voluto guardare all’importanza del match da proporvi mai come
oggi sarebbe stato semplice sgombrare il campo da ogni dubbio e la scelta
sarebbe certamente ricaduta sull’incontro tra due titani del ring come il
portoricano Felix “Tito” Trinidad (33-0-0, 29 Ko’s) e lo statunitense Pernell
Whitaker (40-2-1, 17 Ko’s) che il 20 Febbraio 1999 nella cornice del
Madison Square Garden di New York si contesero il titolo mondiale dei pesi
welter versione IBF. Campione ventiseienne nonché terribile picchiatore il
primo, autentica enciclopedia vivente della “Noble Art” il secondo, di nove
anni più vecchio,mancino, già campione dei pesi Leggeri,Superleggeri e
Welter. Gli ingredienti quindi c’erano proprio tutti. Non vi diciamo il risultato
ed a margine dell’articolo chi lo desidera potrà cliccare sul link per accedere
direttamente alla visione del match.
Detto questo come avrete già capito la nostra scelta è però ricaduta altrove
perché purtoppo oggi in Italia come ben sappiamo ricorre un'evento
che ci ha segnato per sempre entrando di diritto
nelle pagine più tragiche della nostra storia. Una data che non potremo più
dimenticare.
Sono esattamente le ore 20 del 20 Febbraio 2020 quando
all’Ospedale Civico di Codogno (Lodi) arriva l’esito del primo tampone
positivo, il Covid-19 è ufficialmente sbarcato in Italia e di li a poco tutto il
paese piomberà nell’incubo. Ma sarà un territorio in particolare a diventare da
subito l’emblema di questa tragedia dilagante. La bergamasca. Le immagini
delle colonne di camion dell’esercito con i cadaveri in viaggio verso i
crematori rimangono scolpite indelebilmente nell’immaginario collettivo. In
uno di questi forse c’è anche il corpo di un signore di 61 anni di Ponte San
Pietro (BG) che, si narra, da giovane abbia ispirato persino la canzone di
Gianna Nannini “Bello e Impossibile”.
Di certo per tutti gli anni ottanta ha fatto
sognare un’intera valle divenendone l’orgoglio ed il simbolo, colmando un
vuoto ormai datato lasciato dai più celebrati ciclisti e calciatori del decennio
precedente, da Gimondi a Facchetti passando per Savoldi…
Il suo nome era Angelo Rottoli, nato a Presezzo (BG) il 14 Dicembre 1958 e morto di Covid al Policlinico di Ponte San Pietro il 28 Marzo 2020.
Appena due settimane prima il virus si era portato via la madre ed il fratello
E’ stato il primo tributo del pugilato italiano pagato sull’altare di questa pandemia.
Si perché Angelo Rottoli era stato un pugile, e pure uno di quelli buoni,
capace di affermarsi in uno dei decenni più floridi che la boxe ricordi. Non era
particolarmente dotato tecnicamente ma aveva carattere Rottoli, e quello
spirito di sacrificio tipico della sua terra. Soprattutto aveva una castagna mica
da ridere. Se ne resero subito conto i suoi avversari mandati in serie gambe
all’aria dal 1981 in avanti quando divenne professionista dopo quattro anni
passati tra i dilettanti. E poi piaceva alle donne come nessun altro, e anche
questo non guastava di certo perché il nostro quando combatteva riempiva i
palazzetti come pochi. In realtà esordì a Bergamo sul finire del 1981 tra i pesi
massimi con un poco incoraggiante pareggio, forse tradito dall’emozione
dell’esordio di fronte al pubblico di casa, ad ogni modo seppe subito rimettersi
in carreggiata e nei sei anni successivi vinse ben 23 incontri consecutivi con
13 conclusioni prima del limite a fronte di un solo pareggio impostogli dal
connazionale Guido Trane, da lui sconfitto prima e dopo quell’incontro in altre
tre occasioni comprese quelle del 1984 e del 1985 valevoli per il titolo italiano
di categoria, del quale il bergamasco era detentore dal 1983.
Abbiamo appena ricordato cosa rappresenti la data del 20 Febbraio, per la boxe
mondiale e per la società. Ma se facciamo un salto di ventiquattro ore e
sconfiniamo a domani, 21 Febbraio, allora come per magia o se preferite per
ironia della sorte ci ricolleghiamo subito ad Angelo Rottoli , 28 anni (23-0-2 13 Ko’s), alla sua carriera e soprattutto alle sue 23 vittorie consecutive dove
eravamo rimasti. Si perché con queste credenziali in dote il fighter di Ponte
San Pietro, nel frattempo da più di un anno sceso di categoria tra i Massimi
Leggeri, potè lanciare il suo guanto di sfida al portoricano Carlos De Leon,
27 anni (41-4-0, 27 Ko’s), dominatore assoluto della categoria da sette anni
per la WBC e capace di riconquistare il trono in ben due occasioni dopo
averlo inopinatamente “prestato” per breve tempo.

Tra parentesi per uno strano scherzo del destino il portoticano morirà
pochi mesi prima di Angelo il 2 gennaio 2020 per un improvviso arresto cardiaco.
Il match tra i due grazie all’abile regia del promoter Roberto Sabbatini si concretizzò quindi in quel di Bergamo, e dove se no, il 21 Febbraio 1987
in un Palasport gremito oltre ogni ordine di posti .
Ed è questo l’incontro che abbiamo scelto di ricordare per
rendere omaggio ad un pugile ed un uomo che non dev’essere dimenticato
per ciò che ha fatto in vita e per quello che ha rappresentato la sua morte.Non abbiamo le immagini di quella sfida ma una rara intervista a Rottoli che segue
clicca qui
https://www.facebook.com/watch/?v=480064946244036
Roby Maddonini





