Una montagna da scalare per l'irlandese a New York

Erislandy Lara da professionista non è stato aiutato da nessuno nè certamente dalla sorte. Mai battuto chiaramente, spesso danneggiato, ha vissuto la vita del fuoriuscito e non ha avuto quello che avrebbe meritato. Adesso ha 39 anni e non è più un peso superwelter ma un medio, probabilmente non è nemmeno più il pugile di prima ma appare ancora in grado di liberarsi di tanti sfidanti. Il suo stile mancino è per fini intenditori ma non piace alle grandi folle, però è un artista del ring.
A più di un anno dall'ultima apparzione lo ritroviamo a New York nel sottoclou di Davis-Romero ma, evitato da tutti perché a tutti ha sempre creato dei problemi, deve "accontentarsi" di incontrare il 37enne irlandese Gary O'Sullivan che in una reale top 10 non è mai stato.
Le credenziali di O'Sullivan sono una vittoria per K.O. su Antoine Douglas nel 2017, e da allora Douglas non ha più combattuto, e una su Nick Quigley, per il resto ogni volta che ha alzato il tiro è stato sonoramente battuto. Lara non è un picchiatore, nemmeno O'Sullivan lo è, ma il cubano è tecnicamente un fuoriclasse e l'irlandese certamente no. L'ultima apparizione di Lara lo ha visto demolire lo statunitense Thomas LaManna in meno di un round e come equilibri di forze qui non stiamo messi meglio. L'unica speranza di O'Sullivan ( a destra nella foto) è che Lara sia invecchiato di colpo in questo anno o si sia stufato di aspettare la grande occasione e il giusto riconoscimento.
Ieri al peso Erislandy “American Dream” Lara 72,52 vs. Gary “Spike” O’Sullivan 72.121 kg




