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Tributo d'amore al pugilato

di Gualtiero Becchetti

pioggia

“Il vero amore è come una finestra illuminata in una notte buia. Il vero amore è una quiete accesa”

(Giuseppe Ungaretti)
Tutti hanno visto la pioggia che cade o un fiore di campo o le nuvole che galleggiano nel cielo e le onde del mare rovesciarsi su se stesse.
Tutti hanno udito il silenzio della neve o il balbettio di un bimbo o il canto di un canarino.
Ma la vita per tanti non scorre, bensì “precipita”, corre-corre-corre e perde per la strada il meglio di sé.
Tutti hanno visto, udito…e non se ne sono resi conto.
Pochi si accorgono dell’eterna magia di ciò. Di quanto sia fantastico qualcosa che é sempre uguale a se stesso e nello stesso tempo sempre diverso.
Chi ci riesce é fortunato perché sa cogliere la misteriosa armonia nella quale è immerso; perché sa spezzare talvolta le catene della fretta che uccide il tempo e dedicare qualche istante alla propria unicità, al fatto di esserci, di dovere e potere goderne.
Se poi qualcuno riesce anche a trovare le parole per descrivere una goccia d’acqua, una tenera gemma o un tramonto come se fossero qualcosa di unico, irripetibile e ad avvincere l’attenzione di chi ascolta, incantato dalla descrizione di cose che gli erano sempre passate dinanzi senza attirare mai la sua attenzione…Ecco che allora “quel” qualcuno é un poeta.
Bisogna avere la curiosità e il tempo per esplorare la realtà e scoprire quanto grandi e complesse siano pure le esistenze più minuscole, apparentemente trascurabili.
Bisogna attivare una specie di rallentatore dentro al cuore e al cervello che permetta di non lasciarsi sfuggire nulla.
Io non sono poeta e non sono nemmeno una attentissimo osservatore.
Però ci provo.
Persino quando sono sotto al ring o in una palestra o dinanzi ad uno schermo televisivo oppure ascolto o leggo storie di boxe.
Da sempre é come se fossi più incantato da ciò che non si vede che dalla battaglia tra le sedici corde; dalle mille e mille sfumature psicologiche, fisiche, sociali, umane, che coinvolgono i pugili e il loro mondo come una rete che può essere di protezione o come una ragnatela che soffoca.
Il “di dentro” del pugilato è molto più affascinante del “di fuori”.
E chi lo ama davvero è perché ha conosciuto il primo aspetto ancora più del secondo.
Sì, alla fine c’é la battaglia colorata da urla, luci, sofferenza, forza e paura.
Ma é solo la conclusione.
Simile ad una tempesta formata da innumerevoli, meravigliose, minuscole gocce d’acqua in ciascuna delle quali si riflette però l’universo intero.
E ognuna assolutamente diversa da tutte le altre.
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