
Due tragedie simili a 60 anni di distanza
Il messicano Moises Fuentes (foto) peso supermosca, è morto all'età di 37 anni a fine novembre, 13 mesi dopo aver perso per K.O. il suo ultimo match contro il connazionale David Cuellar Contreras sul ring di Cancun.
Il peso massimo argentino Alejandro Lavorante morì il primo aprile del 1964 un anno e mezzo dopo aver perso il suo ultimo match contro John Riggins all'Olympic Auditorium di Los Angeles. Aveva 27 anni.
Due tragedie del ring che, a distanza 60 anni, sono terribilmente simili nel loro svolgimento e nello loro cause. Non si tratta, infatti di quelle "casualità" dietro cui si nascondono spesso i responsabili, sicuri come sono di non pagare per i loro errori e la loro avidità.

Moises Fuentes è stato un buon protagonista a livello mondiale nelle piccole categorie ma su quel ring, a Cancun, non avrebbe mai dovuto salire considerando anche le sue fragilità difensive. Messo K.O. dal giapponese Daigo Higa e chiaramente in fase calante era stato scelto come avversario per Roman Gonzalez quando questi doveva ricominciare un anno dopo la seconda sconfitta contro Rungvisai. Ricordo bene quel match dominato da Gonzalez contro un avversario alla frutta fermato al 5° round. Fuentes si era ritirato ma c'è sempre qualcuno disposto a spingere un pugile a pericolosissimi ritorni sul quadrato. E così Fuentes, non so per quanti pesos, era stato opposto a un ragazzo di 20 anni con la fama di pericoloso picchiatore. Messo K.O. e persa conoscenza Fuentes fu subito operato per rimuovere il solito grumo di sangue che premeva sul cervello. Non ha mai ripreso conoscenza. Quel match assurdo era riconosciuto dalla sigla Wbc per il titolo Youth. Titolo Youth a 36 anni?
Alejandro Lavorante era un bel ragazzone di origine italiana che aveva fatto parte dei granatieri a cavallo in servizio davanti alla presidenziale Casa Rosada a Buenos Aires e fatto anche da autista al Preidente Juan Peron. Di estrazione borghese a Mendoza e dotato di una certa cultura, Lavorante non trovava grandi avversari in Argentina ed era stato portato negli Stati Uniti dall'ex campione del mondo dei pesi massimi Jack Dempsey. Debuttò proprio negli Stati Uniti come professionista, era alto, potente e piaceva molto alle donne. Pur battuto da Roy Harris mise K.O. addirittura Zora Folley cogliendo altre discrete vittorie arrivando al nr 4 delle classifiche mondiali di The Ring. arrivandone alla copertina.. Poi arrivò una sconfitta contro George Logan ma soprattutto un prolungato pestaggio ad opera dell'anziano Archie Moore. Dopo quel match Frank Sinatra offrì a lavorante un ruolo a Hollywood. Sinatra era un gangster dal cuore tenero per i pugili e aveva forse capito, lui, che Lavorante non doveva più combattere. Il ragazzo non accettò, Invece meno di 4 mei dopo Lavorante era di nuovo sul ring contro quello che ancora si chiamava Cassius Clay per un'altra sconfitta prima del limite. Non bastò neppure questa. Tre mesi dopo Lavorante fu messo K.O. da Riggins, un collaudatore, con un gancio destro alla testa. Persa conoscenza Lavorante fu operato 3 volte a Los Angeles e divenne un lungo degente in stato di coma. La sua famiglia non poteva più permettersi di pagare le cure negli Stati Uniti e organizzò un trasferimento in Argentina. In ospedale, a Mendoza, Lavorante riprese un minimo di conoscenza, ruscì a dire qualche parola, a muovere gli occhi semichiusi. Se avete lo stomaco di sopportarne la vista, e credetemi è dura, su youtube c'è un breve filmato in cui si vede la mamma imboccarlo come un neonato, lui con gli occhi semispenti, circondato dalla famiglia. Un filmato trasmsso all'epoca per raccogliere fondi per la famiglia Lavorante Trasportato nella sua casa il ragazzo morì pochi giorni dopo.
Allora la boxe rischiò l'abolizione quando due campioni del mondo, Benny "Kid" Paret e Davey Moore, morirono pochi giorno dopo il loro ultimo combattimento. Tragedie anche queste evitabili, soprattutto la prima. Lavorante non è mai stato campione del mondo e di lui, invece, non si ricorda più nessuno come fra poco nessuno si ricorderà di Moises Fuentes.
Nel frattempo la carriera di Cuellar Contreras continua ma non sappiamo cosa si agiti dentro il ragazzo, a suo tempo la notizia della scomparsa di Alejandro Lavorante spense la carriera di un distrutto Riggins che venne a Roma a perdere in un round con Franco De Piccoli per poi perdere un altro match in 3 round e lasciare la boxe.
Dire che dai tempi di Lavorante non sia cambiato nulla non è forse giusto, ma porsi qualche interrogativo è doveroso. Abbiamo oggi nella boxe e nella medicina tanti miglioramenti rispetto al passato ma come vedete certe situazioni possono ripetersi. Non chiamiamo però fatalità ciò che non lo è, ripuliamo invece il nostro sport dagli sporchi approfittatori che ancora esistono e per i quali la morte di un giovane uomo vale solo lacrime di coccodrillo, come quelle recenti versate per Moises Fuentes. Perché se la boxe è cambiata certi "uomini" non cambieranno mai.



