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Santo Stefano a Bologna. Gordini: “Graich ha dimostrato di avere qualità”

Il maestro ravennate commenta la vittoria del suo pugile nel Santo Stefano di Bologna. Ma Di Tullio : “Airoud non aveva perso”

di Maurizio Roveri

Un vecchio appassionato bolognese di boxe, al termine della sfida fra Ismail Airoud e Mohammed Graich, ha espresso tutto il suo compiacimento per le emozioni che ha vissuto. Esclamando: “Finalmente! Erano anni che non vedevo più, per Santo Stefano, un match Professionistico vero. Come quelli di una volta. E questo lo è stato”.

A rivelarmi l’episodio è Meo Gordini, il veterano e sapiente Maestro ravennate che era all’angolo del pugile vincitore: il veronese Mohammed Graich.

Credo che questa frase sia la fotografia perfetta di un match clou emozionante, piaciuto a tutti i circa 350 spettatori che si sono dati appuntamento allo Sferisterio.

Per un’altra puntata di quell’antico e romantico romanzo popolare che è il tradizionale “Santo Stefano” pugilistico di Bologna. Una lunga storia di eroi del ring, di miti, di forti passioni, di coinvolgimento emotivo, di curiosità e aneddoti. Era l’alba degli Anni Cinquanta quando cominciò a diventare un’usanza, una consuetudine correre a vedere il pugilato nel pomeriggio del giorno dopo Natale. Qualcosa come settantatre anni fa…

E i Campioni più grandi della boxe italiana hanno combattuto tutti, o quasi tutti, per Santo Stefano nella città delle Due Torri, richiamando folle dentro il “Madison” di Piazza Azzarita.

Poi, con il passar dei decenni, con il cambiar dei tempi, progressivamente il pugilato ha perso quell’appeal popolare che aveva. E sono arrivati momenti bui. Al punto che una tradizione importante come quella del “Santo Stefano pugilistico” rischiava di scomparire a Bologna.

A salvare questa antica tradizione, a mantenerla in vita è stata la Tranvieri Bologna. Con umiltà. Con poche risorse ma tanta passione. E così, da un ventennio, il vecchio romanzo di sport e di vita ha ripreso il suo cammino.

Senza effetti speciali, senza squilli di tromba. In semplicità. Con slancio e devozione. Che, in fondo, rappresenta il senso della vita, della condivisione, dell’amicizia.

GRAICH Mohammed Tapology

La sfida fra due pugili Professionisti emergenti e ancor poco conosciuti (29 anni Ismail Airoud, 28 Mohammed Graich, (foto)entrambi con 8 combattimenti alle spalle) si è rivelata una scelta felice, indovinatissima, perfetta. Da parte dell’Organizzazione: la Pugilistica Tranvieri-Circolo Dozza.

C’era un posto al sole da raggiungere. Un sogno da sognare.

Due ragazzi con apprezzabili motivazioni sul ring. Due ragazzi che è possibile definire dello stesso valore, o quasi.

Ad appassionare il pubblico anche il fatto curioso che sia Mohammed Graich, sia Ismail Airoud hanno vinto 5 volte per KO (o kot).

Sul ring dello Sferisterio bolognese è finita ai punti. Dopo 6 round intensi. E scivolati via gradevolmente.

Verdetto per il veronese Graich, che ha raggiunto il settimo successo in nove combattimenti.

Disappunto per Ismail Airoud. La prima sconfitta. Ha perso l’imbattibilità. Proprio nel giorno in cui si ripresentava da pugile Professionista a quel pubblico che quattro-cinque anni fa lo aveva ammirato da Dilettante quando combatteva con la “canotta” della Tranvieri prima di scegliere  d’andare a vivere in Germania. Dove ha combattuto e vinto otto match da Pr9ofessionista.

La vita è fatta così, anche di amarezze che non t’aspetti.

“Non ci aspettavamo la sconfitta”, afferma con malcelato disappunto Sergio Di Tullio, il maestro bolognese che ha fatto crescere Ismail Airoud. E che ha ritrovato, da Pro, dopo tre anni passati in Germania. “Ismail mi aveva chiesto, a ottobre, di dargli una mano per inserirlo nel Santo Stefano. Gliel’avevo promesso. E la promessa l’ho mantenuta. Voglio bene a Airoud. Bravo ragazzo e pugile che vale. Possiede notevole fisicità, si muove con stile e porta i colpi con apprezzabile tecnica. E’ vero, in avvio Ismail ha faticato a trovare il ritmo. La prima parte del match è stata favorevole all’avversario, nella seconda parte Airoud è cresciuto decisamente. E penso che, tutto sommato, potesse aver meritato qualcosa in più. Al limite, un pari. Come si assegna quando non c’è la differenza per poter determinare un vincitore”.

“C’è l’hanno data, la sconfitta. E ce la teniamo. Brucia. Siamo dispiaciuti. La sensazione è che vi sia stato un metro di giudizio più da boxe dilettantistica che da boxe professionistica. Comunque, ho rispetto per i giudici che hanno deciso. Pertanto rispetto il verdetto, anche se non lo condivido”. Così conclude Sergio Di Tullio. Con l’equilibrio che lo contraddistingue.

Meo Gordini è felice, chiaramente. Felice per il suo Mohammed Graich. Che ha vinto un match difficile. Sia per il valore dell’avversario (“Ismail Airoud è pugile tecnico, elegante, ha stile” afferma Gordini), sia perchè Graich è stato chiamato quasi all’ultimo momento e non ha avuto neppure l’opportunità di fare i guanti.

Inoltre, il pugile della Boxe Veronese è un superwelter e non un peso medio come Ismail Airoud. Il maestro Gordini ha accettato questa sfida, ma s’era cautelato: inserendo nel contratto la clausola che il match si sarebbe fatto a 72 chili. Non di più.

“Ismail Airoud è stato bravo. Presentandosi a 72. Come gli era stato richiesto”.

Vero. Tuttavia, presumo, è possibile che per scendere di un chilo o anche qualcosina di più rispetto ai match combattuti in Germania (senza alcun titolo in palio, e pertanto sforando un po’ il limite di peso dei medi) Ismail Airoud abbia faticato. Un eventuale sacrificio che potrebbe non avergli permesso di esprimersi al meglio.

Torniamo a Meo Gordini. Che spiega: “Graich è stato più attivo. Ha portato un maggior numero di colpi. Fronteggiando un avversario di apprezzabile stile con una boxe concreta. Quando ha portato con convinzione il diretto destro, che è il suo colpo più efficace, ha preso il controllo del match. Anzi, ad un certo punto abbiamo avuto l’incontro in mano. Lì Mohammed avrebbe dovuto sfruttare il momento. Non l’ha fatto. E’ un ragazzo, Mohammed Graich, che ha bisogno di autostima. C’è ancora lavoro da fare. Sul piano tecnico e mentale. Per migliorare. Per crescere. Penso che questa vittoria, meritatamente guadagnata di fronte ad un avversario valoroso che era ancora imbattuto dopo otto match, possa permettere a Graich di prendere maggiori certezze. E rendersi conto delle qualità che ha”.

Frattanto, Di Tullio il maestro della Tranvieri può consolarsi con le interessanti e convincenti prestazioni di suoi giovani Dilettanti: il 75 chili Ismail Houanti e il 57 chili (Youth) Samuele Carli.

RISULTATI - “SANTO STEFANO PUGILISTICO” DI BOLOGNA

DILETTANTI

Categoria Youth, kg 57: Samuele Carli (Pugilistica Tranvieri-Circolo Dozza) batte Gianmarco Nanni (Boxe Biagini).

Junior, kg 60: Rayan El Gomri (Tranvieri) batte Luca Masini (Boxe Regis).

Junior, kg 60: Yassin El Sayed Hanibakri (Boxe Regis) batte Michael Hartmann (Team Bruzzese).

Youth, kg 66: Federico Bruno (Tranvieri) batte Matteo Morri (Boxe Biagini).

Élite, Kg 71: Aamir Shahzad (Boxe Biagini) batte Ahmed Raza (Tranvieri).

Élite, kg 80: Nicholas Chiaramonte (Team Bruzzese) batte Rinaldo Nhuck (Boxe Budrio).

Élite, Kg 60: Amin Hanouch (Tranvieri) batte Tommaso Leucci (Sempre Avanti).

Élite, kg 75: Ismail Houanti (Tranvieri) batte Nicolò Ruscelli (Edera Forlì).

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