Due cartellini inspiegabili
Difficile capire come sia possibile un verdetto come quello che a Newark ha consegnato il titolo di sigla dei pesi superpiuma della sigla WBC al 35enne brasiliano Robson Conceicao ai danni di O' Shaquie Foster . Viene persino il sospetto che questo risultato sia stato una pessima compensazione per un verdetto che lo stesso Conceicao aveva subito contro Oscar Valdez tra l'altro in circostanze sospette per motivi di dopimg del messicano, ma non è certo questo il modo, non si ripara un torto con un altro torto.
Conceicao è un pugile dallo stile abbastanza strano, viene avanti portando colpi con i quali rischia di sbilanciarsi non solo piegandosi in avanti ma anche perdendo la stabilità sugli appoggi nel tentativo di portare il gancio destro alto sopra il jab di Foster. Se c'è una cosa da rimproverare al pugile statunitense è di avere atteso troppo prima di lasciare andare le mani accontentandosi di fare il compitino facendo attenzione a non fare errori. Anche così però non era possibile non vedere che i colpi puliti a segno erano i suoi, che la condotta generale di un match tattico e non spettacolare era dalla sua parte.
Non siamo di fronte a due fenomeni del ring ma a due buoni pugili che sfruttano la presenza delle sigle per fregiarsi di un titolo di sempre minore importanza che, in ogni caso, non può essere assegnato così.
Punteggi di 116-112 e 115-113 per Conceicao e di 116-112 per Foster. Quest'ultimo è anche il nostro cartellino.



