Quando leggo di Mike Tyson anche a distanza di anni, pur avendolo già letto ,mi stupisco ancora e penso che allora non c'erano i social elem stravaganze dei pugili attuali, poca roba in confronto a quelle di Iron Mike .
Tyson racconta nella sua autobiografia:
Il top in fatto di spese folli fu l’acquisto dei cuccioli di tigre e di leone.
"Ero ancora in carcere e mi ritrovai a parlare con il mio fornitore di automobili, Tony: ero impaziente discoprire quali nuove macchine sarebbero uscite. All’improvviso lui mi disse che stava pensando di comprarsi una tigre o un leone, per portarlo a spasso con la sua Ferrari.
«Ehi, anch’io voglio una tigre!» feci io.
Tony sparse la voce, Anthony Pitts lo venne a sapere e quando, uscito di galera, tornai acasa in Ohio mi ritrovai con quattro cucciolotti sul mio bel prato all’inglese. Mi affascinavano da morire.
Ci giocavo molto e capii subito che non avevano la stessa personalità di un comune gatto domestico: non ci si poteva giocare a lungo; dopo un po’ si rompevano i coglioni. Dovetti imparare in fretta a conoscerli e capirli, perché nel giro di qualche anno sarebbero diventati molto grossi e, in piedi sulle zampe posteriori, avrebbero potuto facilmente staccarmi la testa con una semplice zampata.
Legai soprattutto con il cucciolo di tigre bianca, che avevo chiamato Kenya. Mi seguiva dappertutto e dormiva persino nel letto con me. Gli esperti di animali selvaggi non potevano credere alla relazione che avevo instaurato con lei. Dicevano che in trent’anni non vevano mai visto una tigre bianca seguire qualcuno in questo modo ossessivo.
Vagava per casa cercandomi e piangeva come un bambino; se la chiudevo nel suo rifugio, dove passava il tempo a lamentarsi. Certe sere d’estate, quando era in calore, faceva
casino finché non scendevo a massaggiarle la pancia. Kenya girava tranquillamente per casa.
Quando stava fuori, si sedeva sul bordo della piscina e attraverso la recinzione guardava i cavalli di Wayne Newton. Avrebbe potuto saltare oltre il recinto senza problemi, ma non l’ha mai fatto. Avevamo un addestratore, Keith, che lavorava con lei; lo pagavo duemilacinquecento dollari a settimana per addestrarla.

Anche Darryl, il mio assistente, e gli addetti alle pulizie si prendevano cura di lei, ma non volevano andarle troppo vicino: qualche volta li aveva morsi, quindi non si fidavano.
Quando hai dei cuccioli di tigre devi tenerli sempre con te, perché se li lasci soli e poi torni non ti riconoscono più, e lì iniziano i problemi. Quindi mi ero fatto rilasciare dei permessi e avevo comprato due camion a diciotto ruote per portarli in giro attraverso il paese. Alla fine ho tenuto solo i due tigrotti.
I leoni continuavano ad alzarsi sulle zampe posteriori ed erano davvero troppo minacciosi. Uno di loro una volta mi diede addirittura un morso; dovetti andare in ospedale e mi diedero sei punti. Quando al pronto soccorso mi chiesero cosa fosse successo, risposi che ero stato morso da un cane. In un primo momento volevo uccidere quel bastardo di un leone, poi capii che era stata colpa mia, quindi mi feci una bella antitetanica e lo diedi via.
La fine della storia tra Mike e Kenya:
L’incontro con Buster ottenne il ventinove per cento assoluto di share televisivo , l’indice d’ascolto più alto di sempre per il canale della Fox, ma non ero soddisfatto delle mie prestazioni da quando ero uscito di galera.
Per l’incontro avevo portato Kenya con me. A quel tempo Monica e io avevamo avuto una bambina, Rayna; inoltre con noi c’erano la mia figliastra Gena e Mikey, la bimba nata dalla mia relazione con una donna di New York.
Però, quando c’era in giro Kenya, Monica e le bambine non potevano avvicinarsi a me: era pronta ad attaccarle al minimo gesto affettuoso nei miei confronti. Durante il match l’avevo lasciata in albergo e quando tornai la suite era completamente distrutta. Le tende lacerate, il grande divano del soggiorno ridotto a brandelli…
Più tardi, quella sera, passai da Don King a Manhattan e Kenya fece di nuovo un gran casino; l’avevo lasciata lì per andare in un locale e lei era come impazzita. Quella casa, furono costretti a chiuderla e a disinfettarla con la suffumicazione, tanto era malridotta. Si potrebbe pensare che a quel punto avessimo imparato la lezione.
Invece no: una volta eravamo in Ohio e Rory la chiuse in garage. Quando più tardi andò ariprenderla, lei aveva letteralmente strappato via il tettuccio a una delle mie Maserati. Era arrivato il momento di separarci .Sitti Boarini



