La superstar messicana strafavorita a Las Vegas
Nel pugilato di una volta, quello dei Robinson, Ali, Monzon, Hagler, Leonard per intenderci, non ci si sceglieva l'avversario con tale frequenza e se c'era un titolo in palio l'accoppiamento doveva essere quasi sempre credibile. Molto scandalo, lo scrivo per i più giovani, suscitò l'evitare,da parte di Floyd Patterson, e soprattutto del suo mentore Cus D'Amato, i migliori pesi massimi dell'epoca a partire da Sonny Liston, e questo per anni. La motivazione, o se volete la scusa, era di carattere etico. Oggi è tutto diverso e uno come Saul "Canelo" Alvarez in questo ci sguazza. Del resto chi regge il gioco economico è lui e, per parafrasare Pirandello, così è se vi pare e,aggiungiamo noi, anche se non vi pare, esattamente come la pay per view da pagare a DAZN, oltre all'abbonamento, per vedere un match che appare solo scontato.
Quando vedemmo Jaime Munguia battere a stento Derevyanchenko scrivemmo che Alvarez avrebbe dovuto incontrare subito il connazionale prima che raggiungesse l'apice della forma e così è andata. Il match di stanotte a Las Vegas, T-Mobile Arena, non ha a nostro avviso nemmeno una sua urgenza. Per carità, il ring ha storicamente regalato tante sorprese, e aggiungiamo per fortuna, ma che Edgar Berlanga possa detronizzare il campione del mondo di pesi supermedi è estremamente improbabile nonostante il 27enne portoricano di New York ricopra la posizione numero 8 nella classifica del Transnational Boxing Rankings Board.

La fama di Berlanga, in tempi di YouTuber e Social, risale a una striscia di 16 vittorie tutte ottenute al primo round il che non costituisce nemmeno un record perché c'è chi in passato ha fatto di meglio. Vale la pena di notare che chi ha superato Berlanga in questo tipo di prestazione non è mai diventato un fuoriclasse e nemmeno un campione. Poi è successo che Berlanga ha cominciato a faticare vincendo solo ai punti contro 5 avversari prima di ritrovare la via della vittoria prima del limite nell'ultimo match disputato. Ed è un dato di fatto incontrovertibile che Berlanga non abbia mai incontrato nessuno che potesse stare davvero in una top 10 seria.

L'impressione è che il 34enne Canelo, attentissim a rischiare il meno possibile e a monetizzare il più possibile negli ultimi anni di carriera, rischi davvero poco. Siccome è tutto fuorchè uno sciocco starà ben attento all'inizio perché indubbiamene il destro del portoricano è un'arma da non sottovalutare. Ma le pecche difensive di Berlanga, che da chiunque ha preso troppi colpi , e le sue lacune tecniche, non possono essere state improvvisamente colmate da un ottimo team che lo segue.
Saremmo davvero sorpresi se Alvarez non costringesse Berlanga alla resa dopo 5 o 6 riprese.



