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Jake Paul ucciderà la vera boxe?

 Il pugilato non morirà per uno youtuber

 

Prima una premessa. L'unico incontro che ho visto, e per caso, di Jake Paul è stato quello che lo youtuber ha perso con Tommy Fury, il fratello minore dell'ex campione del mondo dei pesi massimi.  Mi è bastato quel poco che h visto, anche se Paul aveva atterrato Tommy Fury, per capire che si tratta di un bluff. In sostanza poi Paul ha perso contro uno che in Gran Bretagna è considerato pressocchè zero e noto più che altro per aver partecipato a una sorta di reality.  Ciò che c'è stato prima o dopo non mi interessa perché è boxe solo per gli allocchi che poi sono la moltitudine di persone che segue questo youtuber che è un misto fra un furbacchione e un grande uomo d'affari.  Per intenderci bene fanno, comunque, tutti quelli che vogliono ora sfidarlo, compreso Guido Vianello, un match con lui e sei a posto per la vita. "E' il XXI secolo bellezza, e non ci puoi fare niente", per parafrasare una celebre frase di Humphrey Bogart riferita a suo tempo al potere della stampa. Sono anche convinto che la volta che Paul incontrerà un vero pugile perderà, sempre che si facciano le cose sul serio perché i match truccati non appartengono solo ai tempi di Frankie Carbo.  Poi ci sono le macchiette, un po' tristi, di Tizio che vuol sfidare Caio ma non è una cosa seria.

La domanda è se questo fenomeno ucciderà la vera boxe. Non lo credo, la boxe è sopravvissuta a tempi durissimi, agli anatemi della Santa Sede, ai colpi inferti dalla mafia alla sua credibilità, ai lutti, alle tragedie, alle buffonate delle sigle, all'ignavia delle federazioni nazionali. Il segreto è semplice, esiste uno zoccolo duro di appassionati molto minore della moltitudine di boccaloni che segue lo youtuber, E' una passione che si trasmette di padre in figlio o figlia e fra amici sportivi. Insegna il rispetto, il coraggio, come raggiungere un traguardo attraverso l'applicazione e la sofferenza. Non basta un Jake Paul a spazzarla via. 

Gli ultimi due anni hanno molto cambiato la boxe perchè i petrodollari sauditi, o forse sarebbe meglio dire le petrosterline, hanno offerto agli appassionati molti più scontri che la gente voleva veramente vedere.  Sull'opportunità di vendersi totalmente a un Paese che non garantisce molti diritti umani si potrebbe aprire una discussione infinita ma, tanto per fare un esempio, la pena di morte esiste anche negli USA e siamo sicuri che certi diritti vi siano poi garantiti, lì come in altre parti del mondo dove abbiamo tranquillamente visto la boxe per decenni?

Continuiamo quindi a seguire la boxe vera, gli youtuber spariranno come sono apparsi, dall'oggi al domani.  A questo proposito mi viene in mente il film di Woody Allen "To Rome with Love" dove Roberto Benigni interpreta la parte di tale Leopoldo Pisanello, un uomo qualunque che finisce improvvisamente sotto gli invadenti riflettori di tutti i media per poi finire completamente abbandonato a favore di un altro soggetto.  Finirà così.

 

 

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