Un match molto tecnico ma 4 punti per il dominicano sono una vera eresia
Consigliamo a Sandor Martin di non andare più negli Stati Uniti se non come turista. Come possa il giudice Don Trella avere visto vincente il dominicano Alberto Puello con ben 4 punti di vantaggio va oltre ogni possibile comprensione ed era già capitato al mancino spagnolo di prendere una solenne fregatura da queste parti quando si battè con Teofimo Lopez.
Di una cosa chi scrive è certo, Sandor Martin non ha perso questo match, casomai si può discutere se potesse scapparci un pari ma ad essere generosi con il dominicano che purtroppo negli Stati uniti risiede. In ogni altro angolo del mondo, esclusa la Repubblica Dominicana, Martin avrebbe vinto questo match. E' un po' l'equivalente del calcio soprattutto di un tempo quando il rigorino alla squadra di casa non lo si negava.
Martin e Puello sono due ottimi pugili, due tecnici che fanno del ritmo e dell'intelligenza le loro qualità. Da loro non potete aspettarvi sangue e denti affilati. Ma Martin è quello che ha iniziato meglio prendendo l'iniziativa e mettendo a segno più colpi da vicino, in particolare con i montanti nei clinch ma anche partendo in anticipo. E' vero che Puello all'inizio della seconda parte del match è un po' risalito approfittando di una minore continuità di Martin e di un jab lunghissimo e ora più attivo, ma è anche vero che lo spagnolo è poi risalito per esempio nell'ultimo round. Purtroppo però questo non è il pugilato che piace agli statunitensi, in realtà non dovrebbe piacere nemmeno quello di Puello che però, appunto, vive a Las Vegas.
E in questi casi, guarda un po', va sempre a finire così. Martin ha convinto un solo giudice su tre purtroppo e manca così la conquista del titolo WBC dei superleggeri. In realtà mon l'ha mancata lui.
Per la cronaca Larry Hazzard, già famoso arbitro, aveva Martin vincente.



