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Febbraio 2024 Eduardo Nunez batte Rakimov in una eliminatoria IBF.STORIA DI UN MATCH SCOMPARSO !

 Il 16 Febbraio 2024, sul ring del Tennis Palace and Water Sports Complex di Dushanbe, capitale del Tagikistan, si è svolta una riunione di boxe internazionale, con sei match disputati da esperti pugili professionisti ed il cui match clou era la semifinale (almeno è quello che sembra evidente a chiunque mastichi un po’ di boxe) al titolo del mondo IBF dei superpiuma tra il tagiko di casa ed ex detentore del titolo Shavkatdzhon Rakhimov e l’ospite Eduardo Nunez, terribile picchiatore messicano che saliva sul ring con un record di 27 vittorie, tutte per KO, e una sola sconfitta ai punti subita ormai nel lontano 2018.

Il match è sulle dodici riprese, la posta in palio è altissima. Il tifo per Rakhimov è impressionante; il pugile di casa ha ceduto il titolo, nell’ultimo match disputato, nelle mani del gallese di Cardiff Joe Cordina, a Cardiff e con una split decision. Rakhimov e il suo entourage, gli organizzatori, il pubblico e l’intero Tagikistan rivogliono assolutamente quel titolo.

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La cronaca è quella di un match bellissimo svolto a ritmi elevati, che si può tranquillamente trovare nei video delle varie piattaforme social. Nel finale del match la maggior freschezza di Nunez è evidente; al termine del decimo round due giudici, l’americano Mike Fitzgerald e l’australiano Adam Heigth hanno avanti il messicano 96 a 94, l’italiano Matteo Montella ha 95 a 95. Sono tutti espertissimi e con decine di match mondiali professionistici giudicati a bordo ring, così come espertissimo è l’arbitro americano Mark Nelson.

Al suono della campana dell’undicesimo Nunez parte immediatamente all’attacco, chiude Rakhimov alle corde e gli scarica addosso una impressionante combinazione a due mani. L’arbitro Mark Nelson interviene, è KOT. Sono passati quindici secondi dall’inizio del round.

Il prosieguo della carriera dei due è differente; il trentunenne Rakhimov torna sul ring un anno dopo la sconfitta con Nunez, perdendo KO all’ottavo con l’americano Justin Pauldo e mostrando di aver perso forse per sempre lo splendore di un tempo.

Grande successo invece per Eduardo Nunez, che conquista il titolo IBF a Maggio di quest’anno in Giappone contro il giapponese Rikiishi (quello che ha battuto Magnesi a Colleferro), lo difende vittoriosamente contro Christopher Diaz Velez e il prossimo febbraio incrocerà i guanti contro Emmanuel Navarrete per l’unificazione IBF – WBO in un match ad altissimo quoziente exciting.

Questi sono i fatti.

Cosa c’è di strano? Di strano c’è che sui record professionistici (Boxe-pro) di Eduardo Nunez e di Rakhimov non c’è traccia del loro incontro del 16 Febbraio 2024. Perché?

Un match sui dodici round, disputato a torso nudo e senza casco e con guanti da otto once, combattuto da due campioni con anni di professionismo ad altissimo livello, con arbitro e terna giudicante a bordo ring di altissimo spessore, documentato da filmati, articoli di tutte principali riviste di boxe del mondo, Boxe Ring Web compresa, sparito così, come se non si fosse mai disputato.

Ebbene, il record professionistico di Nunez, quando salirà sul ring contro Navarrete sarà 29-1 anziché 30-1, così come quello di Rakhimov è 17-2-1 invece di 17-3-1, perché la riunione del 16 Febbraio 2024 era denominata “IBA Champions’ Night”, organizzata dalla International Boxing Association, quella che fino al 2021 ha organizzato la boxe dilettantistica alle Olimpiadi, sospesa dal CIO nel 2023 e sostituita dal World Boxing, quella che fino ad ora ha organizzato e organizza (senza ormai 117 paesi passati a World Boxing di Golovkin) i mondiali dilettanti, quella del discusso presidente Umar Kremlev.

L’IBA sta organizzando da un po’ eventi professionistici a tutti gli effetti che però non compaiono nel panorama professionistico mondiale, ma rimangono chiusi all’interno dell’IBA stessa. Praticamente non sono registrati… come se non fossero mai avvenuti. E’ pratica che compare, ad esempio, nella carriera di alcuni dei più forti “Domadores”, quel gruppo di fuoriclasse cubani che si stanno finalmente affacciando al pugilato professionistico.

Il tre volte campione del mondo Lazaro Alvarez (10-0, 5 KO), per esempio, nel 2023 ha combattuto in dieci round, perdendo, contro il campione olimpico di Tokyo 2021 Albert Batyrgaziev, russo, che era all’undicesimo match professionistico… match di altissimo spessore, aggiungo. Venti giorni dopo la conquista della medaglia d’oro dei leggeri a Parigi 2024, Erislandy Alvarez, già professionista da diciotto mesi, ha battuto in sei round il venezuelano Jose Munoz, al ventesimo match da pro. Il due volte oro olimpico Arlen Lopez (6-0, 2 KO) nel 2024 vanta due successi per KO in match sui dieci round non registrati nel suo record da professionista. Un successo ai punti in dieci round datato sempre 2024 è da aggiungere anche al record del fuoriclasse plurivincitore di ori olimpici e mondiali Julio Cesar La Cruz (4-0, 4 KO).

Ripeto, match disputati con le attuali regole del pugilato professionistico, con arbitri e giudici professionisti, ma non registrati come incontri di pugilato professionistico. In pratica mai disputati perché non compaiono nei record dei pugili. Vi sembra normale? Paolo Lantini.

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