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di Dario Torromeo
Franco De Piccoli ci ha lasciati,
era nato a Campalto (Venezia) il 29 novembre 1937.
Ha vinto l’oro nei pesi massimi
nella magica Olimpiade di Roma 1960.
Questa è la storia di quella grande impresa.

Franco De Piccoli ha il naso schiacciato e lo sguardo da duro.
È nato a Campalto, alle porte di Mestre. In una zona di campagna, ma con la gioia di avere la laguna sempre davanti agli occhi.
Mamma Uliana trasportava viveri con la barca.
La guerra era appena scoppiata quando Franco, un bimbo di appena tre anni, aveva rischiato di morire per un fibroma alla nuca. I medici lo avevano giudicato inoperabile. Ma Uliana era una che non si arrendeva mai. E così aveva caricato il piccolo sulla barca e l’aveva portato all’ospedale civile di Venezia. Aveva pianto, urlato, pregato, spinto fino a quando i medici si erano convinti ad operarlo di gran fretta. E l’avevano salvato.
Quando era un ragazzino il calcio gli era entrato nel sangue. Giocava da mediano, a volte da attaccante. Un mancino di piede, come poi lo sarà di pugno. Le passioni giovanili sono violente ma durano poco. E così il calcio era stato messo da parte in favore di un’altra disciplina affascinante, anche se più faticosa.
Si era comprato una bicicletta e aveva anche provato a pedalare come facevano i suoi idoli. Ma aveva già un fisico ingombrate, era fin troppo robusto.
Meglio dedicarsi ad altro. Le balere stavano diventando sempre più popolari. Ce ne erano tante anche nella zona di Venezia.
Ballare era divertente. E Franco (foto sopra con Musso e Benvenuti, erano i tre ori del pugilato di Roma ’60) si lanciava senza problemi. Il sabato al “Bagiggi” di Spinea era diventato un appuntamento fisso.
In quel locale era stato notato dal proprietario, uno che organizzava anche riunioni di pugilato. Gli aveva chiesto se volesse provarci.

Tony Caneo è il maestro che lo ha accompagnato nella grande avventura, da dilettante e da professionista, aiutandolo a trasformare i sogni in realtà. Natalino Rea è i’ispiratore, il corpo e la mente della grande cavalcata olimpica. Due guide che con saggezza e capacità, ognuno nel suo ruolo, hanno portato il gigante a salire sul gradino più alto. Questa è la sua storia sul ring.
Il primo match è datato 6 marzo 1955, a Spinea. Vittoria per ko in appena quaranta secondi contro Trevisan, un trevigiano di Susegana.
L’approdo in maglia azzurra era arrivato nel ‘57, per conquistare un posto nella squadra olimpica doveva confrontarsi con un altro veneto, Giorgio Masteghin. Fisico statuario, sfiorava i due metri e aveva una discreta potenza.
Nel ’58 De Piccoli perdeva la finale dei campionati italiani proprio contro Masteghin. Ma nel 1959 e nella stagione olimpica si sarebbe preso una doppia rivincita.
I primi convocati in nazionale erano stati 52. Si erano poi ristretti a 40 per la selezione al PalaEur romano. Erano ancora venti quando erano andati in ritiro, dal 10 al 25 luglio del ‘60, a Roccaraso. Ossigenazione in quota, qualche svago, poi tutti a riposo all’Albergo Reale. Su quei monti De Piccoli aveva trovato la tranquillità. Passava il tempo a cogliere fiori e a pensare.
Aveva nascosto a tutti il suo piccolo grande dramma. Prima di partire si era infortunato alla mano destra. Una forte contusione.
«A me basta il sinistro», ripeteva come una sorta di mantra.

Il 31 di agosto era il giorno dell’esordio olimpico. Franco aveva un montante devastante. Aveva potenza e scatto. E aveva giurato che alla fine dei Giochi avrebbe avuto al collo la medaglia d’oro.
Venneman, il suo rivale all’esordio, si era arreso dopo 1:30 dal suono del primo gong.
All’Olimpiade di Roma l’eroe di Campalto era arrivato dopo dure selezioni contro Masteghin. Aveva vinto il torneo “Giovani colossi” battendo Sante Amonti, Vogring, Saraudi, Scattolin.
In quell’Olimpiade del ‘60 il rivale più pericoloso si chiamava Andrey Vasilyevich Abramov. Nel momento in cui il nome del sovietico era stato sorteggiato nella sua parte del tabellone, De Piccoli aveva subito pensato di essere un uomo sfortunato. Lo avrebbe affrontato al secondo match.
Andrey Vasilyevich Abramov aveva più di 300 match alle spalle e per due volte aveva conquistato l’europeo. Lo chiamavano “l’orso russo”. Era avvolto da fasce muscolari possenti, un lottatore dallo sguardo di ghiaccio e dai capelli alla Marlon Brando. Era uno che picchiava e non si fermava mai.
Ma De Piccoli non lo temeva.
Il gancio sinistro al fegato con cui aveva centrato il russo nel primo round era stato una roba da paura. Il favorito del torneo era sull’orlo del burrone, a un passo dal ko.

Per uscire da una sorta di prigionia tecnica, il campione dell’Est aveva attaccato senza prudenza. Era stato a quel punto che era arrivato il gancio sinistro al fegato di De Piccoli. Era accaduto sul finale del primo round. Centro, bingo! Abramov si era piegato, soffriva, barcollava.
L’arbitro contava: 7, 8…
Il sovietico si inginocchiava verso l’angolo. Stava per dichiarare la resa? Il gong lo salvava. E quando cominciava il secondo round quello si alzava e riprendeva a combattere con più rabbia di prima.
Erano stati tre round intensi. E alla fine il successo andava all’italiano.
Franco al Villaggio Olimpico divideva la stanza con Nino Benvenuti. Sulla parete di quella che sarebbe diventata la “stanza dell’oro” c’era un poster di Vittorio Tamagnini, vittorioso ad Amsterdam 1928 nei leggeri.
-Ehi Nino, chissà se anche noi…
«Dai Franco, possiamo farcela.»
-Sarebbe davvero un sogno
In semifinale, avrebbe affrontato Josef Nemec che aveva vinto due medaglie di bronzo agli Europei.
Nella seconda ripresa l’azzurro sparava un gancio sinistro di incredibile violenza. Il guantone si apriva in due. Il match era sospeso.
De Piccoli era più veloce, per salvarsi Nemec ricorreva al clinch. Legava, abbracciava e poi riprendeva a combattere. Un gancio sinistro dell’italiano lo centrava sul volto, lo metteva in difficoltà. Poi, tutto scivolava via su un piano di equilibrio. Era stato un match difficile, ma alla fine era stato vinto con pieno merito da De Piccoli (nella foto sotto, con Benvenuti) che era così approdato in finale.

Solito dialogo all’angolo azzurro.
-Franco, hai paura?
«No, signor Rea. Difendo l’Italia.»
-Vai e faje vedè chi sei.
Si poteva cominciare. Erano bastati 40 secondi a Franco De Piccoli per piazzare una combinazione vincente. Il primo gancio sinistro era stato magistralmente doppiato da un diretto destro. Entrambi al volto del sudafricano che era stato contato dall’arbitro polacco Neundig. All’8, Bekker aveva fatto segno che si poteva continuare. Era pronto a riprendere quella sfida ormai diventata impari. Decisione poco saggia.
De Piccoli lo travolgeva di pugni. Accorciava la distanza e piazzava colpi alla figura, poi al volto. Lentamente Daan si piegava verso il tappeto. Fletteva prima il busto, poi gli cedevano le gambe e lui era giù. L’arbitro contava fino al knock out tecnico dopo 1:30.

Franco De Piccoli era campione olimpico. Piangeva il gigante azzurro. E con lui piangevano molti degli spettatori del PalaEur. Quel ragazzone li aveva conquistati.
Un uomo semplice, un contadino arrivato dalla laguna veneta aveva appena preso Roma in pugno.
(dal mio libro L’Oro dei Gladiatori, Edit Vallardi, 2010)

Tempo di verdetti per il pugile della scuderia Rosanna Conti Cavini Boxe
Il palasport di Olgiate Comasco è pronto ad accogliere l’incontro valido per il titolo italiano dei pesi welter. Sul ring saliranno Christopher Sanfilippo e Ivan Guarnieri. La terza edizione di “Como Fight Night” è pronta a esaltare il pubblico, sotto l’attenta regia dell’organizzazione targata Rosanna Conti Cavini Boxe.
L’evento è in programma sabato 30 maggio alle 21, ma la serata prenderà il via già a partire dalle 19:30 con un accattivante serie di match dilettantistici. «Inizia un periodo molto intenso per la nostra organizzazione - spiega la promoter internazionale Rosanna Conti Cavini - perché questo importante evento apre quella che possiamo definire la stagione estiva del pugilato. Ci saranno tante sorprese e tanti eventi nel corso dell’estate e alcuni di questi interesseranno il nostro territorio. Intanto però, l’appuntamento di Olgiate Comasco è una gustosa anticipazione di ciò che verrà, con un titolo italiano in palio e un evento che sicuramente potrà appassionare il pubblico».
Sul ring, infatti, si preannuncia battaglia, con il comasco vigile del fuoco Christopher Sanfilippo che arriva all’appuntamento con un record di quattordici vittorie (di cui tre per KO), un pari e tre sconfitte e avrà dalla sua parte il pubblico di casa. Per il 32enne “Lionheart” l’occasione di conquistare il titolo italiano dei welter è concreta. «Il nostro pugile si è preparato molto bene per questo appuntamento - afferma la manager Monia Cavini - anche perché quello con l'abruzzese Guarnieri si preannuncia un incontro dall’esito incerto. Restiamo convinti che sarà un bel match e che Christopher saprà giocarsi bene le sue carte».

Sanfilippo sarà accompagnato dal suo staff composto da Francesco Groe, Fabrizio Corsini, i maestri Enrico Milazzo e Giuseppe Borghi, il coach Simone Brusa, il padman Jacopo Pozzi e il cutman Fabio Impieri. Nell’altro angolo del ring ci sarà Ivan Guarnieri, pescarese di 31 anni che sin qua ha ottenuto nove vittorie (una per KO), un pari e una sconfitta tra i professionisti.
L’atleta di punta della Pugilistica Di Giacomo (foto) spera di centrare il colpo grosso in una serata che si preannuncia elettrica.

Il chairman saudita di General Entertainment Authority Turki Alalshikh sta già delineando il futuro del campione dei massimi di tre sigle Oleksandr Usyk prima ancora che l'ucraino affronti sul ring domani notte Rico Verhoeven.
il gigante olandese , giustamente soprannominato "Il re del kickboxing", ha regnato supremo come campione dei pesi massimi Glory per 12 anni prima del suo ritiro definitivo nel 2025.
Sollevando grande sorpresa tra gli addetti ai lavori Alalshikh ha rivelato che Usyk si recherà a Istanbul, in Turchia, per il suo prossimo match .
"So che non vuole parlare del futuro, ma voglio svelare un piccolo segreto su Olexandr -Ha dichiarato ieri Alalshikh in conferenza stampa-."Stiamo progettando di fare qualcosa di straordinario a Istanbul, vicino ad Ayasofya, l'anno prossimo, -
Anche se Alalshikh non ha menzionato esplicitamente l'avversario dii Usyk, appare evidente che a gennaio il campione ucraino affronterà Agit Kabayel.
Il pugile tedesco ha chiare origini turche perché i suoi genitori sono di nazionalità turca emigrati in Germania da da Pazarcık,nella provincia di Kahramanmaraş nella Turchia meridionale,
Kabayel è sfidante ufficiale per Usyk nel WBC, quindi l'Ente ordinerà la difesa ufficiale dopo la conclusione della difesa volontaria con Verhoeven.
Il tedesco Kabayel aveva già fatto sapere che aveve intenzione di combattere in Turchia alla fine dell'anno,;
"Abbiamo parlato con Frank Warren e Spencer Brown, il piano ora è di aspettare Usyk-Verhoeven","Sto solo aspettando che qusto match si svolga poi o Usyk mi affronterà oppure la scerà il titolo -
Al promoter Eddie Hearn è stata chiesta ieri la sua opinione sul big match dei pesi massimi di fine settimana che si svolgerà nell'insolito scenario della valle delle piramidi di Giza in Egitto
Secondo Hearn la potenza e la fisicità del campione mondiale di kick- boxing Glory (dal 2014) Rico Verhoeven non riusciranno a mettere in difficoltà Oleksandr Usyk, in modo tale da vincere il match. Hearn è consapevole che un esito finale nei pesi massimi ha sempre una quota di imprevedibilità perchè un solo colpo tiro pulito può cambiare tutto, in particolare se sul ring si muove un combattente fisicamente molto forte come Verhoeven.
Usyk è reduce , però, da uno dei periodi più brillanti della sua carriera, avendo sconfitto due volte Tyson Fury, due volte Daniel Dubois e due volte Anthony Joshua durante la sua corsa dal 2021 fino ad oggi
Il 39enne ucraino è ampiamente considerato il combattente numero 1 nella boxe, anche per le sue doti tecniche, rimane un punto interrogativo la lontananza dal ring di dieci mesi.

Hearns ha comunque elogiato il carattere indomito e la potenza di Verhoeven :
. "Penso che sia un vero challenger un credibile combattente, e in questo senso sarà pericoloso sabato sera. Semplicemente non penso che sia abbastanza bravo per battere Usyk , - Ha dichiarato Hearn a Boxing News. " Il colosso dei Paesi Bassi affronta il numero uno pound for pound non un massimo qualunque . Riconosco comunque a Verhoeven un alto tasso di nocività come deve essere per un atleta che domina la scena del suo sport da combattimento da 12 anni e che affronta il match sempre con una preparazione fisica perfetta , ma ha pur sempre disputato un solo match di pugilato e l'esperienza sul ring ha sempre un alto valore -
Sabato Germania nella regione del Nord Vestfalia presso la città di Oberhausen alla Jürissen-Halle locale interessante proposta pugilistica di Ahmet Oener.
Il cartellone prevede una eliminatoria mondiale e altri match validi per il Wbc International . Per il vacante titolo dei mediomassimi International Wbc sfida tra lo statunitense 31enne Badien Hasso (22.0) recente campione Wbc Silver e il messicano 19enne Victor Vicente Correa Ramos(22,0) oggetto di grandi attenzioni avendo vinto tutti i metch disputati per ko entro la seconda ripresa.
Molto attraente il confronto nei pesi welter tra Bakary Samake (19-0)22 anni francese opposto a Ermal Hadribeaj (22-0-1)albanese mancino residente a Miami il quale difetta di potenza ma possiede velocità e precisione in abbondanza. In palio c'è la eliminatoria mondiale WBC dei 69,8 kg . Samake è il favorito dagli allibratori locali 1,30 a 4 ,

Nei piuma ci interessa particolarmente la performance dell'alfiere della Opi Since 82 il romano mancino superpiuma Muhamet Qamili(17.1.1) recente finalista al Grand Prix Wbc il quale affronterà il pericoloso venezuelano Alessangel Mayora(18,1) 77% di successi prima del limite. Si sfideranno per il Wbc International Silver .
Nei superleggeri massima attenzione al roveretano Luis Vela (6.0)19 anni , cinque match vinti prima del limite , impegnato contro il 24enne tedesco Oussama Kebdani (10.1) . Si batteranno per il Wbc Intrnational Silver. Nei pesi massimi il francese di origini russe ora di stanza a d Amburgo Mourad Aliev (14,1) si scontra contro il nigeriano di Miami Raphael Akpejiori (19.2) Anche qui in palio il Wbc International Silver
Romero ha conquistato per il titolo “ad interim” dei pesi leggeri nell'agosto 2020 con una vittoria su Jackson Marinez.

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