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Usyk surclassa Huck: è TKO alla decima

L'ucraino in semifinale del Muhammad Ali Trophy

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DI CARLO TARTAGLIA

Ieri sera alla Max Schmeling Arena di Berlino, Oleksandr Usyk (13-0, 11 KO) ha sconfitto il veterano ed ex campione Marco Huck (40-5-1, 27 KO) conservando il titolo WBO dei cruiser e avanzando alle semifinali del Muhammad Ali Trophy. E’ andata esattamente come avevamo previsto nell’articolo di presentazione del match, con Usyk padrone del confronto alla lunga e media distanza che si è imposto per TKO alla decima ripresa. Il pugile ucraino ha dato sin dall’inizio prova della sua intelligenza lavorando prudentemente,controllando le prime due riprese con abbondanti colpi dritti variandone velocità e potenza. Nelle battute
iniziali, Usyk non si è scoperto e ha tenuto i suoi colpi migliori per le riprese successive con la precisa volontà di non svelare tutto il suo repertorio troppo presto. Huck, sin dall’inizio confuso dalle finte e dalla velocità del rivale, è riuscito a rendersi pericoloso solo nei clinch o violando il regolamento, quando teneva fermo l’avversario con il braccio sinistro e lo colpiva con il destro. Dopo tre riprese iniziali combattute su ritmi simili, nella quarta è stato Marco Huck a piazzare finalmente qualche destro isolato a cui il campione in carica ha però replicato immediatamente e in combinazione. Nella quarta ripresa Usyk ha sfoderato finalmente anche ganci e montanti e i suoi colpi hanno iniziato a lasciare il segno.
Nei round centrali della contesa, il mancino ucraino ha continuato a dettare i tempi e ad alternare finte e colpi dritti ad improvvise combinazioni pesanti ed incisive a cui il veterano tedesco di origini serbe reagiva chiudendosi a riccio. Ancora una volta il campione è sembrato muoversi, colpire e pensare sul ring a velocità doppia rispetto al suo avversario. Il sesto round si è chiuso con una combinazione di Huck che non ha fatto danni ma quanto meno ha reso noto che il pugile di casa, ormai nettamente sotto nel punteggio, ci credeva ancora. Tornando all’angolo dopo quella ripresa, Usyk ha sorriso e quasi esultato, convinto di avere da quel momento in poi la vittoria in pugno.
Dalla settima ripresa in poi in effetti il campione ha iniziato a fare le prove tecniche del TKO che sarebbe arrivato più avanti. Con Huck ormai troppo lento e prevedibile per essere pericoloso, Usyk ha iniziato a surclassarlo, a costringerlo sempre più spesso sulla difensiva e ad alle corde imponendo la sua boxe
tutta fantasia, rapidità e brillantezza tecnica. L’ottava ripresa si è fatta segnalare per un brutto gesto a cui purtroppo Marco Huck ha abituato il
pubblico della boxe sin dai suoi primi giorni da professionista: Usyk è scivolato al tappeto, Huck ha provato a colpirlo alla testa mentre era a terra. La condotta antisportiva è stata giustamente sanzionata dall’arbitro Robert Byrd con un punto di penalizzazione inferto ad uno sfidante ormai disperatamente sotto ai punti e surclassato sia tecnicamente che atleticamente. Nel nono round, Usyk ha spedito da un angolo all’altro del ring a suon di colpi un Huck ormai sfiduciato e
senza speranza di vittoria. Con il match sostanzialmente segnato, il campione si è scatenato portando ogni colpo del suo repertorio con creatività e precisione. Ganci, montanti e diretti magistralmente eseguiti ed accompagnati da un lavoro instancabile con le gambe degno del connazionale e compagno di
allenamento Vasyl Lomachenko. Infine nel decimo round, Oleksandr Usyk è partito a razzo e si è andato a prendere la vittoria grazie auna serie interminabile di colpi al volto e alla figura a cui Huck - intrappolato alle corde - non ha opposto resistenza, costringendo il direttore di gara a decretare il TKO finale.
E’ stato dunque un incontro impari ma godibile grazie alla performance di Oleksandr Usyk, un pugile sempre più lanciato verso i massimi palcoscenici della boxe mondiale, capace di vincere ed impressionare ogni volta che combatte. L’ucraino ha una tecnica cristallina in entrambe le fasi ed una rapidità pazzesca sia di gambe che di braccia per un uomo che pesa oltre 90 chili. Marco Huck rimedia la terza sconfitta nei suoi ultimi 5 confronti, conferma di avere cuore e una mascella molto solida ma purtroppo conferma anche quell’antisportività che da sempre macchia la sua condotta sul ring. Il Muhammad Ali Trophy inizia con un TKO e ne seguiranno molti altri e molto spettacolo nelle settimane a venire.

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