Giovedì 14 settembre, alle ore 17, Massimiliano Duran organizza all’interno del carcere una avvincente riunione pugilistica. Un evento speciale, e di grande significato, che era stato proposto anche due anni fa e che fu apprezzatissimo dai detenuti. Domani , nella Sala degli Arazzi del Comune di Ferrara, la conferenza stampa.

di Maurizio Roveri
“Un pugno di speranza”. Uno slogan, un concetto, un messaggio. Che accompagnerà domani mattina, lunedì, la conferenza stampa in programma (alle ore 11) nella Sala degli Arazzi del Comune di Ferrara.
Un pugno di speranza. Verrà presentata l’iniziativa di Massimiliano Duran e della Pugilistica Padana. Per la seconda volta la Nobile Arte della Boxe entrerà all’interno della Casa Circondariale di Ferrara. Era già avvenuto due anni fa. Il ring, le sedici corde, una riunione pugilistica all’interno del carcere. Novità assoluta per l’Italia. Fu un Evento riuscitissimo. Portava con sè un grande valore umano. Aveva uno scopo. Piacque.
Due ore di pensieri in libertà, di tifo, di gradevole entusiasmo. Due ore per capire e apprezzare l’amicizia, la lealtà, il rispetto che questa disciplina sportiva insegna, e quel suo saper tenere duro sul ring e nella vita.
Fu un pomeriggio difficilmente dimenticabile.
I detenuti del carcere ferrarese hanno chiesto che quella bella iniziativa venisse riproposta. Avevano compreso il messaggio della boxe. Il rispetto per gli altri. Il rispetto per le regole.
Il Direttore della Casa Circondariale di Ferrara, con saggezza e buon senso, ha accolto la richiesta dei detenuti. Chiedendo a Massimiliano Duran di organizzare all’interno del carcere un’altra riunione pugilistica.
Massimiliano “Momo” Duran ci lavora già da tempo. Per portare il meglio. Perchè sia ancora un evento appassionante, utile, istruttivo, coinvolgente.
Tutto è pronto ormai per giovedì. Il pomeriggio di giovedì 14 settembre.
Sarà qualcosa di ancor più speciale, stavolta.
“Lo sport libera”. Sì. E’ vero. Lo sport libera dalle sofferenze, dal disagio mentale. Lo sport inteso come coinvolgimento. Lo sport per favorire l’integrazione. Lo sport come insieme di regole e di disciplina. Lo sport per imparare a confrontarsi, in una maniera giusta e corretta. Lo sport come prospettiva. Lo sport per avere un futuro, un domani differente
Questa nuova riunione pugilistica, che Duran ha l’onore di organizzare all’interno della Casa Circondariale, è resa possibile grazie anche alla collaborazione con il CONI Provinciale e il Comune di Ferrara, e il contributo dell’ASI l’Ente di Promozione sportiva riconosciuto dal Coni.
Una riunione pugilistica che - forse un tantinello enfaticamente - è già stata definita “Padana Vigor Ferrara contro il resto d’Italia”. In verità gli avversari non arrivano proprio da ogni angolo d’Italia, tuttavia negli 8 combattimenti in programma a sfidare i ragazzi della Pugilistica Padana saranno pugili in rappresentanza di sette diverse Società. Arriveranno da Bologna (Regis), Ravenna (Ravenna Boxe), Cattolica (Gio Boxe), dal Veneto (Boxe Cavarzere), dalla Calabria (Boxe Nicotera). E ci sarà anche una pugilessa moldava allenata da un tecnico cubano, Oxana Diulgher, che ha combattuto per il “Guanto d’Oro” in luglio a Milano. Incrocerà i guantoni con l’interessantissima Jessica Galizia (stellina di Alessandro e Massimiliano Duran) e la sua gradevole boxe.
Momo Duran si sente particolarmente coinvolto e responsabilizzato nell’organizzazione di questo evento dal sapore particolare e dall’importante significato sociale. La sua emozione, le sue sensazioni emergono dalle riflessioni che nei giorni scorsi ha pubblicato in Facebook. “Perchè ritengo che la manifestazione del 14 settembre all’interno della casa circondariale di Ferrara sia, per la Pugilistica Padana, la più importante al pari del Memorial Carlo Duran? Se il pugilato entra nel cuore pulsante di una Istituzione preposta al recupero di uomini colpevoli, di uomini che devono scontare giustamente le loro colpe, e lo fa come esempio di lealtà, di osservanza delle regole, di meritocrazia portando fra questi uomini valori antichi quasi dimenticati ma che costituiscono la spina dorsale di una società sana, è per me un enorme motivo d’orgoglio proporre un modello culturale dal quale questi uomini possono trarre spunti per ripartire. Lo hanno compreso molto bene il Direttore, il Comandante e gli Agenti della Polizia Penitenziaria. Lo ha capito il CONI Provinciale. Lo hanno capito il Comune di Ferrara e l’ente di promozione sportiva ASI. Non lo ha capito, purtroppo, la Federazione Pugilistica Italiana…”.



