Una foto ricordo del peso massimo Erminio Spalla (41-10-2), pioniere e gloria del nostro pugilato, che il 20 maggio 1923, all'Arena Civica di Milano, battendo ai punti l'olandese Piet van der Veer, conquistò il titolo europeo dei pesi massimi.Un evento storico visto che Spalla fu il primo pugile italiano a laurearsi campione europeo, indipendentemente dalla categoria di peso.
Spalla è legato particolarmente al mese di settembre . Il primo importante successo della carriera è datato 5 settembre 1920 al Velodromo Sempione di Milano dove conquistò il titolo italiano contro Eugenio Pilotta . Da campione europeo dei massimi fece la prima difesa del titolo Al Palazzo dello Sport di Milano il 23 settembre del 1923 mantenendo il titolo con un pari sul duro belga Jack Humbeeck. Ancora a settembre l'ultimo match titolato di Spalla il 25 settembre del 1927 quando, 30enne, contro il giovane emergente Riccardo Bertazzolo tentò senza fortuna di riconquistare il tricolore.
Come consuetudine dell'epoca, Spalla è stato protagonista di un pugilato che potremo definire "avventuristico", combattendo in ogni parte del mondo, accettando ingaggi per affrontare qualsiasi avversario proposto.
In queste lunghe trasferte d'oltre oceano Spalla, tra gli altri, ha affrontato elementi del valore dello statunitense Gene Tunney, astro nascente della categoria e futuro campione mondiale (che atterrò nel corso della prima ripresa allo Yankee Stadium di New York), e il "Toro selvaggio della Pampa" al secolo l'argentino Luis Angel Firpo, protagonista di un epico incontro con Jack Dempsey.
Terminata la carriera sportiva, Erminio si dedicò a quella artistica, prima come cantante lirico (fu grande amico del grande tenore Enrico Caruso), poi come scultore ed infine come attore, girando in tutto 53 film.
Di grande spessore fu la sua interpretazione di un clochard in "Miracolo a Milano" di Vittorio De Sica, dove improvvisava un combattimento a pugni nudi.
In una personale classifica dei migliori pesi massimi italiani di tutti i tempi Spalla compare al terzo posto, dopo Primo Carnera e Francesco Damiani.
Max




